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Pacchetto quarantena: la Fiaba e il suo Cantore – le favole nere di Garrone

Fu realmente Pinocchio l’unica favola popolare rielaborata da Matteo Garrone, escludendo il mare magnum del Racconto dei racconti?

Una delle più diffusasi osservazioni all’uscita dell’adattamento della storia del burattino di legno, poco meno di tre mesi fa, fu proprio il chiedersi dove fosse l’oscurità, il macabro, il pennello dell’autore che in Garrone ridipinge la narrazione, tratteggiandola spesso con orrore, degenerazione, fiabesco squallore?

Pinocchio, seppur riuscitissimo a livello tecnico e fotografico, perde molti dei tratti che hanno distinto il raccontare del regista romano, poiché limitato al solo adattamento formale della fiaba di Carlo Collodi. E il raffronto è possibile proprio perché non si tratta della prima favola da lui riadattata. In questa serie di articoli esploreremo come alcuni dei film più importanti del cineasta romano posseggano la struttura e lo svolgimento di alcune delle più conosciute fiabe europee.

D’altronde, cosa c’è meglio della fiaba, seppur nera, per colorare l’anonima monotonia di un necessario isolamento?

Pacchetto la Fiaba e il suo Cantore: le favole nere di Garrone
Parte 2

(Parte 1 al seguente link: Le favole nere di Garrone – L’imbalsamatore e Tremotino)

Il film

Reality

Si tratta di un Garrone diverso, quello che nel 2012 gira Reality. I premi e il successo internazionale di quattro anni precedente Gomorra l’hanno consacrato definitivamente a grande autore europeo, e lo stile e la poetica del regista romano hanno finalmente definito una loro riconoscibile identità. Con Reality, il regista romano mette in scena una delle fiabe nere più brillanti e pungenti mai raccontate.

Già la primissima scena consegna al film un’atmosfera di favola popolare: matrimoni celebrati con tanto di carrozze e cavalli, intrattenitori che paiono giullari di corte, abiti sgargianti e incantevoli accompagnamenti musicali (firmati da Alexandre Desplat). E saranno l’ingenuità, la semplicità, l’ignoranza dei protagonisti a dare il via al grottesco susseguirsi d’eventi.

Reality è la storia di un pescivendolo immerso nel retrogrado contesto di una Napoli di periferia, Luciano, che viene spinto da figli e familiari a tentare il provino per entrare nel Grande Fratello, essendo rinomato nel quartiere per le sue doti comiche. Da quel singolo e fugace incontro con il mondo dello spettacolo, il modesto e mediocre protagonista precipiterà in un irreale vortice di maniacali visioni, nel quale anonimi passanti sono giudici che lo spiano e tutto ciò di costruito negli anni dev’essere sacrificato in nome di un’assuefante e insensata fissazione.

Il mondo di Luciano è stravolto da un’ossessione che distorce la realtà intorno a lui, lo rinchiude in un universo dagli altri irraggiungibile. E ne fanno le spese moglie, figli e cari, che lo guardano impotenti sprofondare nella depressione, poiché la chiamata del programma non arriverà mai.

Secondo articolo del pacchetto Le favole nere di Garrone, incentrato sul confronto tra Alice nel paese delle meraviglie e Reality.

La fiaba

Alice nel paese delle meraviglie

Eppure, l’ultimissima scena ritrae Luciano infiltrarsi nella casa del Grande Fratello durante la notte, sdraiarsi su un lettino all’aperto e ridere, quasi come l’unica pace a lui accessibile fosse in quella non-realtà da lui costruitasi.

Come l’Alice protagonista del romanzo di Lewis Carroll, poi divenuto favola e raccontata a generazioni di bambini, Luciano fa il suo ingresso in quella realtà distorta casualmente e inconsapevolmente. Ma anziché trovare immediatamente una via di fuga, vi si culla al suo interno, indugiando e inizialmente dilettandovisi, finché tale mondo parallelo non lo imprigiona al suo interno.

Secondo articolo del pacchetto Le favole nere di Garrone, incentrato sul confronto tra Alice nel paese delle meraviglie e Reality.

In entrambe le storie la finzione gioca un ruolo chiave: dapprima presentata nella sua artificialità, lascia presto spazio alla creazione conscia e inconscia dei due protagonisti, la cui immaginazione li avvolge in un universo inaccessibile dall’esterno. Ma mentre in Alice l’invenzione scaturisce dal puro sognare, per quanto gli incontri che ella compie siano spesso con creature bizzarre e inquietanti, in Luciano si ha il passaggio da finzione come mero artificio (il mondo finto per eccellenza, quello del reality show), a deriva della percezione oggettiva della realtà; il paese delle meraviglie di Matteo Garrone è in verità un luogo oscuro e angosciante.

Fino all’incrociarsi, nei due finali, dei due risvolti, che riflettono l’un l’altro: Alice che si desta dal sogno contrapposta a Luciano, che forse non si sveglierà mai.

La bevanda con cui accompagnarsi

Sweet poison

Secondo articolo del pacchetto Le favole nere di Garrone, incentrato sul confronto tra Alice nel paese delle meraviglie e Reality.

Magari non troppo facile da realizzare tra le mura casalinghe, tuttavia il cocktail Sweet poison che andiamo a consigliarvi per immergervi nei mondi di Alice e Luciano va letto come un semplice suggerimento.
Sarà sufficiente che ciò che andrete a scegliere sia colorato, denso, intenso come un sogno che al mattino ancor si ricordi. E che vi lasci postumi aggressivi.

Non solo Garrone e la fiaba, leggi anche: #AndràTuttoBene: 5 film che vi metteranno di buonumore

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