Home Cinebattiamo L'adolescenza nella commedia sentimentale: Lady Bird e Notte prima degli esami

L’adolescenza nella commedia sentimentale: Lady Bird e Notte prima degli esami

Spesso e per fortuna, sia la letteratura che il Cinema ci regalano – e spuntano come fiori di primavera – racconti, poesie e frammenti che ritraggono una delle fasi della vita più discusse e dibattute di sempre: l’adolescenza. E noi che questi fiori li cogliamo a braccia aperte, assistiamo a svariate fusioni tra strafottenza e debolezza, tra umiltà e insolenza, tra leggerezza e pesantezza. Questo perché gli adolescenti non sono altro che cocktail ingarbugliati, figli di eccessi e di radicali rinunce, piccole donne e piccoli uomini mascherati da arlecchini e con le scuse di Pulcinella sempre pronte a diluirsi sulla lingua.

Nel 1980 arriva nelle sale uno di quei film che segna – inaugurandola – la fase più ricca della storia del filone cinematografico sentimentale a tema adolescenza. E questi altro non è che Il tempo delle mele, il trampolino di lancio della delicata francesina quattordicenne Sophie Marceau, travolta dal suo primo amore e dalle ineludibili turbe che ne conseguono.

Nel 1978, a precedere il tema e a marchiarlo in modo indelebile, esce Grease – appartenente, però, al macrogenere del film musicale – che narra le vicende di un gruppo di ragazzi americani al loro ultimo anno di scuola, nel bel mezzo degli anni Cinquanta e dell’adolescenza.

Negli anni a venire sul grande schermo si sono susseguiti altri svariati racconti, da quelli più localizzati sui banchi di scuola a quelli più incentrati sui cuori spezzati, e lo capiamo affacciandoci – spesso e volentieri- anche nel cinema indie. Molti sono anche legati alla letteratura, come ad esempio accade per il delicato Submarine (2010), tratto dal romanzo omonimo di Joe Dunthorne, o per Noi siamo infinito (2012), desunto dal romanzo Ragazzo da parete di Stephen Chbosky o, ancora, per Chiamami col tuo nome (2017), prodotto cinematografico ricavato dall’omonimo scritto di André Aciman. Per citarne solo alcuni. Ma per approfondirne invece uno – soltanto e bene – è comprensibile ritrovarsi davanti all’opera prima da regista di Greta Gwerwig: Lady Bird, del 2017.

I ragazzi raccontati dal Cinema in Lady Bird e Notte prima degli esami: l'adolescenza come fase della vita o stile di vita?
Lady Bird, Greta Gerwig, 2017

Colorato e vivace – a tratti colpevolmente lento, ma lo perdoniamo – Lady Bird si distingue di certo per la raffinatezza dei paesaggi, per la geometria delle case, ma soprattutto per la brillante caratterizzazione della protagonista (la giovanissima Saoirse Ronan). Con quella prontezza all’indisporre un genitore o un fratello, l’adolescente Lady Bird (soprannome autoaffidatosi perché il nome Christine non le va proprio a genio) è all’ultimo anno di scuola, vive a Sacramento ed è un’adolescente in pieno fermento quanto ad aspirazioni e aspettative per il suo futuro più prossimo. E, da vera ragazza di provincia, cova dentro se stessa soprattutto un desiderio: trasferirsi a New York per il college.

Dinamica e maldestra, capelli rossastri e occhi azzurri, Christine combatte quotidianamente contro una madre pessimista e molto rigida, contro un padre depresso e contro un fratello arrogante che ha una fidanzata altrettanto discutibile sempre alle calcagna. La vita a Sacramento è noiosa, la scuola cattolica altrettanto, le amicizie sono sempre le stesse: che da una parte è una gran cosa, ma dall’altra, proprio no.

Lady Bird, Greta Gerwig, 2017

Lady Bird infatti, presa dalla voglia di fare nuove conoscenze, finisce per tradire la sua migliore amica lasciandosi affascinare dalla ricchezza e frivolezza di una sua coetanea. Con cui – chiaro – non nascerà che una superficiale simpatia reciproca e niente più. E poi c’è anche il primo amore che gioca la sua parte. Con tanto di delusione, ma è giusto così. E poi il secondo amore – più bello ancora del primo, quasi sempre, e anche così si rivela essere per la nostra protagonista – con una delusione grande che però le permette di ripartire in quarta con la vita.

È proprio il dolore, infatti, a fare riaprire gli occhi a Lady Bird, che aveva rinunciato a essere se stessa perché dominata dai giudizi altrui, per colpa della sua insicurezza, per colpa – forse – anche della sua insidiosa età. E così, solo quando si ritrova e si riconosce, riprende a credere nell’amicizia, quella vera, restituendo valore e dignità a tutti i suoi sogni, primo fra tutti il college per il suo agognato futuro. E anche l’incomunicabilità con la madre assumerà delle sfumature diverse, più luminose.

E in Italia, invece, cosa accade quanto a questo genere di film incentrati sull’adolescenza? Sono forse esempi vincenti Bianca come il latte rossa come il sangue (2013) o Gli Sdraiati (2017)? Sì, sicuramente, tratti entrambi da due romanzi. Ma è uno a troneggiare più di tutti: Notte prima degli esami. Il primo, quello del 2006, ma ambientato in una Roma dell’89, diretto da Fausto Brizzi. Il sequel – come spesso accade – è un disastro. Ad assolverlo forse è solo la romantica giuntura mondiali di calcio-maturità che ne viene raccontata.

Notte prima degli esami è un grido alla spensieratezza, alla vitalità, a quella corsa liberatoria che anche se non ci porta dove speriamo, ci regala comunque la grande possibilità di sentirci vivi.

I ragazzi raccontati dal Cinema in Lady Bird e Notte prima degli esami: l'adolescenza come fase della vita o stile di vita?
Notte Prima degli Esami, Fausto Brizzi, 2006

Prof. Martinelli: «L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l’importante è quello che provi mentre corri».

Giorgio Faletti pronuncia queste parole nel ruolo combattivo del professor Martinelli, soprannominato “la carogna” dai suoi studenti. Temuto, detestato e disprezzato da tutti loro, i quali però – a differenza dell’ingenuotto Luca Molinari (un giovanissimo Nicolas Vaporidis) – si guardano bene dal dirgli vis a vis quel che pensano di lui. Sì, perché Luca è un idealista con la testa perennemente tra le nuvole e nella vita si fa guidare dai suoi amici quando da solo non ce la fa. Massi, Riccardo e Alice alla fine sono anche loro i protagonisiti, insieme a Luca, con le loro storie, con i loro problemi, con la loro presunzione da “la maturità sta arrivando, ma noi ce ne infischiamo” e si imbucano a feste in piscina a suon di The Wild Boys dei Duran Duran. E poi Claudia (Cristiana Capotondi), musa incantevole e di cui Luca si innamora da pazzi.

Cosa accomuna quindi una ragazza di Sacramento (degli anni Zero) che sta per andare al suo ballo di fine anno a un ragazzo di Roma (degli anni Ottanta) che prepara gli esami di maturità? Cosa cambia tra i due Paesi, soprattutto? Beh, il ballo di fine anno è il corrispettivo della festa in piscina. Ci si accontenta, qui in Italia. Questo perché in Italia il ballo di fine anno all’americana maniera, resta un sogno inesaudito per generazioni di studenti che attraversano l’adolescenza.

I banchi di scuola? Le città? In California spazi enormi nelle scuole e tanti prati, a Roma più vitalità – anche se gli spazi sono piccoli – e tanto traffico ovunque, con le vespe che danno un tocco vintage al tutto. E le famiglie? Nel ritratto familiare di Lady Bird prevale di sicuro l’apprensione materna, a tratti esasperata ed esasperante. In Notte prima degli esami lo scenario proposto è più variegato: da papà Faletti tanto rigido e irremovibile, alla mamma di Riccardo raffinata e gentile, alla mamma di Chicca, sola e desolata.

Il vero collante tra i due film è altrove, in un tessuto prezioso che è quello delle amicizie. L’amicizia si rileva in entrambe le storie l’unica e sola ancora di salvezza dei momenti bui, e la sola maniglia per le porte dell’adolescenza che aprono alla spensieratezza in una serata di festa o anche solo in un pomeriggio passato a chiacchierare sdraiati sul letto e «a bere uno Yoga alla pera», come accade ad esempio per Luca e Alice. E se condividere è vivere due volte, condividere significa di sicuro vivere con gli amici, da amici.

«Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra

e un pianoforte sulla spalla

come pini di Roma la vita non li spezza

questa notte è ancora nostra».

(Antonello Venditti- “Notte prima degli esami”)

Quando Antonello Venditti, nel lontano 1984 – prima ancora di dare la colonna sonora a questo film – scriveva questi versi, raccontava i suoi anni più belli, non a caso condivisi con l’amico Francesco De Gregori che era uno dei quattro ragazzi citati. E tra amici si litiga anche (come ricorda ad esempio il testo di Francesco scritta da Venditti per riparare a un litigio con De Gregori stesso). Ma poi sono proprio quelle mancanze a dare dell’autenticità a una amicizia. E a farci credere che una Notte prima degli esami abbia davvero dentro sé il potere di essere ricordata per sempre.

Lady Bird non è un’eroina. Luca Molinari non è un eroe. Lady Bird e Luca Molinari sono due adolescenti in tutta semplicità, limpidi e ingenui, sognatori e anche splendidamente fessi. E soprattutto, ad accomunarli – adolescenti con la A maiuscola – è il loro credo, la loro fede: quella del provarci sempre, di andarci a fondo anche con le sconfitte, di prendere schiaffi dal destino (che è sempre preferibile all’avvilente nulla) e di provare a guardare la realtà dal suo angolo più luminoso e non da quello più buio. Alla fine delle loro storie, infatti, è questa lezione a salvarli. È palesemente più facile e – per paradosso e scaramanzia – anche rassicurante, credere al lato oscuro dei fatti. Ma non per questo, non per questa facilità, bisogna scegliere di farsi vincere così.

Al contrario, loro scelgono la strada meno battuta, quella a ostacoli, che è nientemeno che quella della leggerezza, della positività, della grinta della vita. Anche quando, non avendo molta scelta, si sacrificano da veri agnellini e danno un passaggio in moto al prof che detestano.

I ragazzi raccontati dal Cinema in Lady Bird e Notte prima degli esami: l'adolescenza come fase della vita o stile di vita?
Notte Prima degli Esami, Fausto Brizzi, 2006

Un addio quindi all’adolescenza? Lady Bird è pronta a diventare e a dirsi una donna consapevole, questo è certo. E Luca Molinari? A suo dire:

Luca Molinari: «Quando l’ultimo giorno di scuola, dell’ultimo anno di liceo suona la campanella dell’ultima ora, tu sei convinto che quello sia l’ultimo secondo della tua adolescenza. Senti il bisogno di sottolineare l’evento con una frase storica tipo: “Che la forza sia con noi” oppure “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!”».

Per poi smentirsi un attimo dopo, un attimo dopo una gaffe pazzesca con il prof che riesce a farlo sentire ancora adolescente più che mai.

Se preferiamo essere dissacranti e cinici, beh sì, questi due film segnano un passaggio. Un passaggio obbligatorio che tocca fare a tutti, prima o poi. Se invece ci piace la strada più periferica, quella della speranza, le nostre conclusioni potrebbero volgere su un altro fronte: forse l’adolescenza è solo un modo di vivere e di essere, che può accompagnarci per sempre, nonostante tutto.

Leggi anche: Piccole Donne – Le ragazze di Greta Gerwig

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