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Sul Significato di Mr. Nobody – L’importanza di una Scelta

Mr. Nobody (2009) di Jaco Van Dormael, con protagonista l’adorabile Jared Leto, è un film sulla vita di Nemo Nobody. In realtà fa quasi sorridere il fatto che un film si proponga di raccontare la vita del Signor Nessuno, senza dimenticare che nemo, in latino, significa proprio “nessuno”.

Jaco van Dormael narra la storia, o meglio le storie, di Nessuno Nessuno. E anche questo ci porta quasi a sorridere, perché parlare della pluralità di storie per un uomo che in realtà è nessuno risulta per molti versi poco credibile. Ma Nemo è il Signor Nessuno proprio perché vive il dramma della molteplicità: molteplicità di scelte, molteplicità di alternative, molteplicità di vite. Mr. Nobody parla esattamente di questo: delle infinite possibilità e delle infinite conseguenze.

Nemo Nobody è l’ultimo uomo mortale rimasto sulla Terra, e ovviamente tutta l’attenzione mediatica è rivolta verso di lui. Uno psicologo e un giornalista tentano di ricostruire la sua lunga vita, ma Nemo, ormai arrivato a 118 anni, è poco lucido e racconta storie della sua esistenza che sembrano fortemente incongruenti tra loro. Si sofferma in particolare su tre momenti: quello all’età di nove anni, quando i suoi genitori si separano; quello a quindici anni, quando vive le prime esperienze di innamoramento; e quello a trentaquattro anni, quando ormai fa i conti con l’età adulta.

Mr. Nobody: il mondo all’interno di una scelta

Il mondo di Mr. Nobody è un mondo fatto di possibilità, e Nemo le sperimenta tutte. Il punto d’avvio di questo riprodursi continuo di alternative è il dramma che il protagonista vive all’età di nove anni, quando fa i conti con una decisione difficilissima, troppo importante per un bambino della sua età: ai binari della stazione ferroviaria, diviso tragicamente tra due genitori che hanno deciso di separarsi, deve scegliere se seguire la madre intenzionata a partire per il Canada o, al contrario, restare con il padre in Inghilterra.

Mr. Nobody è un film sulla vita di Nemo Nobody, sul significato della scelta e sulle inifnite possibilità di ogni decisione.
Mr. Nobody

Da questo momento si aprono al protagonista due vite diverse. Ma non finisce qui: il tema della scelta che Van Dormael mette in primo piano non si esaurisce in quelle due opzioni A o B. Assistiamo in questo film al moltiplicarsi delle possibilità e delle conseguenze: si moltiplicano gli innamoramenti, le successive vite di coppia, e si moltiplicano anche i nostri sguardi che cercano di seguire le trame che di volta in volta si aprono.

Quando tutto è in mano a una scelta

Nemo è l’emblema del grande valore della scelta, di quanto siano proprio le nostre decisioni a costruire il nostro destino. Come quando in piena notte ci svegliamo frastornati da pensieri che ci domandano cosa sarebbe successo quella volta se avessimo optato per questo e non per quello, se non avessimo sbagliato l’orario di un appuntamento, se avessimo ascoltato il consiglio di quell’amico, se avessimo risposto no anziché sì.

Nemo fa appello a tutte queste domande, egli è di fatto tutti noi: la complessità delle alternative con cui deve fare i conti è la stessa che affrontiamo anche noi, molto più spesso di quanto crediamo. Ogni giorno siamo chiamati a prendere decisioni più o meno importanti, ma tutte con una serie di conseguenze. Nulla ci è negato e l’esistenza è sostanzialmente nient’altro che il frutto delle nostre scelte.

Nemo: «Non si torna indietro. Per questo è difficile scegliere. Devi fare la scelta giusta. Ma finché non scegli, tutto resta ancora possibile».

Ecco che assistiamo a una prima possibilità, quella di una vita con la madre. Poi vediamo la vita di Nemo in Inghilterra con il padre, con tutte le conseguenze che l’aver optato per questa possibilità produce. Vediamo Nemo vivere diverse fasi di innamoramento, con tre diverse donne che in tre diverse vite incontra. Con tutte e tre poi si sposa. Vediamo insomma agire e scegliere tanti Nemo e tanti anti-Nemo.

Mr. Nobody è un film sulla vita di Nemo Nobody, sul significato della scelta e sulle inifnite possibilità di ogni decisione.
Mr. Nobody

Nemo: uno, nessuno e centomila

Tanti Nemo. Sì, perché Nemo non è solo uno: Nemo è tutte le diverse conseguenze delle sue scelte, e quindi tutte le diverse vite che, attraversando ogni possibilità, ha potuto condurre. Nemo è evidentemente un personaggio pirandelliano: è uno, ma anche centomila e quindi in realtà nessuno. È un bambino, un ragazzo e infine un uomo che, finché non sceglie, può diventare chiunque desidera, e che proprio per questo finisce per essere nessuno. Perché alla fine decide di non essere figlio di nessuna, o meglio di tutte queste possibilità. Nemo non ha un’identità vera e propria, allo stesso tempo esiste e non esiste; è contemporaneamente essere e non essere.

E questa compresenza tra essere e non essere la vediamo soprattutto nell’atto finale, quando il Nemo centodiciottenne dice che lui, il giornalista che ha di fronte, e la realtà che pensano di star vivendo non esistono. È tutto nella mente di quel bambino di nove anni di fronte ai binari di una stazione chiamata guarda caso “Chance”: tutte le storie a cui abbiamo assistito sono in realtà proiezioni della mente del Nemo bambino, che ha immaginato le differenti possibilità che sarebbero scaturite da una scelta di vita con la madre o da una scelta di vita col padre.

E adesso che ha visto le vite che lo aspettano, che fare? Il bambino scappa, crea una terza via in cui c’è solo lui. Ma attenzione, si può parlare di non scegliere? Come insegna il filosofo danese Søren Kierkegaard, non scegliere equivale in realtà a scegliere, ad aggiungere un’altra alternativa a quelle che la decisione ci impone. E questo fa Nemo: crea solo un’ulteriore possibilità, l’ennesima.

Mr. Nobody: Possibilità che sì e possibilità che no

Dalle scelte, insomma, non si fugge. Le proiezioni della mente del protagonista, per quanto tali, non sono così astratte. Rivelano comunque una verità: che gli artefici del nostro destino siamo noi e che anche la scelta più insignificante può comportare conseguenze inimmaginabili.

È il dramma dell’essere libero di scegliere. Difficilmente le diverse possibilità viaggiano su strade parallele e, tanto spesso, si incrociano in un bivio di fronte al quale siamo noi a dover decidere verso dove andare. Anche Nemo, di fronte ai binari, in mezzo a due genitori che gli impongono tragicamente di schierarsi, sa che la scelta che compirà sarà determinante per tutto il resto della sua vita. Pochi istanti per prendere la giusta decisione: destra o sinistra, mamma o papà, Canada o Inghilterra.

È questo un motivo evidentemente kierkegaardiano. Secondo il filosofo danese, infatti, nel corso dell’esistenza umana nulla è necessario, mentre ogni cosa si rivela possibile; ma la scelta rappresenta per l’uomo un’azione angosciosa, che in realtà non è in grado di compiere.

 «La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all’alternativa di una “possibilità che sì” e di una “possibilità che no” senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire a orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell’altro».

(Kierkegaard – Aut-Aut)

Insomma, per Kierkegaard come per Nemo, la scelta comporta una perenne angoscia, poiché l’uomo non possiede gli strumenti necessari per esser certo di andare incontro alla giusta decisione, e cammina così nel più totale buio: da un lato la bellissima libertà di scelta, dall’altro l’angoscia con cui essa si manifesta di fronte alle infinite possibilità.

Mr. Nobody e la scelta finale: il salto nell’ignoto

Sulla scia di Kierkegaard, un altro filosofo esistenzialista si inserisce nella discussione sulla scelta, sottolineando ancor di più l’angoscia che ne deriva. Jean-Paul Sartre, negando l’esistenza di un’essenza umana destinale, afferma che ogni vita dipende interamente da chi la conduce.

«L’uomo è condannato ad essere libero», sosterrà l’autore, per cui l’infinita libertà dell’uomo rappresenta allo stesso tempo la sua condanna, perché lo rende tragicamente responsabile. Scegliere senza essere affetti da un tacito determinismo, paradossalmente, corrisponde per l’uomo a una costrizione. Il soggetto si rivela completamente ingiustificato, senza alcuna direzione prestabilita e sull’orlo di un abisso, consapevole di essere il solo responsabile della propria vita.

Nella scena finale, infatti, Nemo fugge dal proprio destino creando una terza via lontana da quell’aut-aut rappresentato dai genitori, acquisendo coscienza di essere in realtà infinitamente libero. Anche se dalla scelta e dall’angoscia che ne deriva non può fuggire, egli può infatti vivere una vita che nella sua mente non ha immaginato, optando quindi per una possibilità costituita dall’ignoto.

È un salto nel vuoto simile a quel salto di cui parla ancora una volta il nostro caro Kierkegaard, che evidentemente sull’importanza della scelta ha costruito tutta la sua filosofia. L’ignoto, il vuoto è per il filosofo danese la fede: se l’uomo è angosciato di fronte a una scelta e barcolla nel buio più spaventoso, può liberarsi dall’angoscia attraverso un salto verso Dio. E anche questa è un’ulteriore scelta: o l’incertezza del divenire, la disperazione per la contingenza umana, o la fede in Dio.

Mr. Nobody: il messaggio finale

Al di là del salto finale nell’ignoto da parte di Nemo che, lo ricordiamo, rappresenta comunque soltanto l’ennesima possibilità, Mr. Nobody si propone di abbattere il senso di angoscia che invade l’uomo dinanzi a una decisione e opera una grande svolta ottimistica, che deriva dalla possibilità che il protagonista ha di sperimentare tutte le alternative che una scelta propone.

Mr. Nobody

Giornalista: «Fra tutte quelle vite, qual è…sì, qual è quella giusta?».
Nemo: «Santo cielo! Ognuna di quelle vite è quella giusta. Ogni percorso è il giusto percorso. Ogni cosa avrebbe potuto essere un’altra e avrebbe avuto lo stesso profondo significato».

È questa la frase cruciale del film, quella che racchiude il suo potente messaggio. Dopo averlo visto vivere tutte le vite, provare a individuare la strada per la felicità e non riuscirci, il Nemo centodiciottenne ci mostra che in realtà nella vita non esistono vie dirette per la felicità, scelte giuste e scelte sbagliate, ma solo scelte. Abbiamo visto il protagonista provare a costruire il proprio destino, esattamente come facciamo noi; lo abbiamo visto essere tutto e in fondo essere nulla, vivere il dramma di ogni decisione. Perché, è vero, i primi artefici del nostro futuro siamo noi stessi. E imbattersi in una strada sbagliata non toglie valore al nostro percorso.

Allora rilassiamoci: qualunque via intraprenderemo, ovunque riusciremo ad arrivare, saremo tutto e saremo nessuno. Ma quella realtà che avremo scelto sarà carica dello stesso valore di qualunque altra che, agendo diversamente, avremmo potuto vivere: lì tutto avrà lo stesso profondo significato.

Nemo ha provato a vivere tutte le sue possibili vite: ce n’è una che lo ha reso realmente soddisfatto? Perciò, se anche la notte i pensieri del se e del come ci dovessero svegliare, ricordiamoci di non guardare più indietro, ma sempre avanti nella consapevolezza che stiamo facendo il giusto percorso: il nostro.

Leggi anche: Mr.Nobody – La Sottile Linea sospesa tra Scelta e Destino

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