Home Serie TV e Netflix Le piattaforme VOD: SVOD, AVOD, TVOD.

Le piattaforme VOD: SVOD, AVOD, TVOD.

Lo scenario di distribuzione online di prodotti audiovisivi è davvero variegato e può vantare innumerevoli protagonisti che utilizzano e, soprattutto, offrono ai propri utenti differenti modalità di fruizione attraverso l’impiego di piattaforme.
In generale, l’intera offerta di prodotti usufruibile sempre e senza limitazioni – dal Video on Demand (VOD) a ogni forma di download o di streaming più o meno legale – ha reso il mercato più fluido, cambiando le logiche di produzione e distribuzione dell’audiovisivo.

Anche sul mercato italiano, attivo da una decina d’anni, le piattaforme VOD (video on demand SVOD, TVOD e AVOD) hanno avuto negli ultimi due anni un notevole incremento, soprattutto dopo l’arrivo nel nostro Paese di Netflix (6 ottobre 2015).
Modalità di fruizione che sono identificate attraverso una serie di acronimi, che classificano, a loro volta, diverse tipologie di monetizzazione.
Si tratta di piattaforme che utilizziamo quotidianamente senza neanche farci troppo caso, ma sappiamo cosa sono e come si differenziano?

Piattaforme VOD: Il Video On Demand

Il Video On Demand (VOD) è quel servizio che permette agli utenti di guardare un contenuto quando vogliono: un po’ come se si trattasse di una videoteca virtuale da cui noleggiare dei contenuti in qualsiasi momento. È spesso associato alla sottoscrizione di un abbonamento, ma i contenuti on demand sono disponibili sulle piattaforme sia gratuitamente che a pagamento. Indispensabile è che il dispositivo (computer, smartphone o altro) abilitato al servizio disponga di una connessione Internet.

Il VOD può essere supportato via cavo oppure utilizzare applicazioni di tipo OTT, cioè Over The Top. OTT sono definite tutte quelle compagnie che offrono servizi e contenuti direttamente via Internet, superando i sistemi di distribuzione tradizionali.
Dal momento che i contenuti video e televisivi sono stati i primi ad utilizzare l’OTT si è finito per far coincidere con l’OTT i soli servizi video sul modello di Netflix.

Tuttavia, con OTT non si intende identificare una determinata tipologia di contenuti, bensì la modalità di trasmissione del contenuto stesso. D’altronde è la stessa espressione “over the top” a fare riferimento alla capacità di operare al di sopra delle reti.
Non a caso, in Italia, l’AGCOM ha definito l’OTT come la distribuzione di «contenuti […] web based, tramite connessione a banda larga su reti aperte, accessibili attraverso una molteplicità di device».

I servizi media OTT

A livello di servizi Over The Top si distingue:

  • televisione OTT, o Internet TV, che consiste nei servizi di streaming televisivo con abbonamento come Netflix, Hulu, Amazon Prime Video.
  • messaggistica OTT che comprende la maggior parte dei servizi di messaggistica istantanea, tipo WhatsApp o Telegram, forniti da soggetti terzi rispetto all’operatore telefonico.
  • servizi voce OTT, cioè i cosiddetti VOIP come Skype o Viber, che permettono agli utenti di effettuare chiamate voce utilizzando connessioni dati o WiFi.

Quali sono i servizi Media VOD OTT? SVOD, AVOD e TVOD

  • SVOD: acronimo di “subscription video on demand”, consiste in un accesso autenticato a una libreria di contenuti streaming on demand. L’accesso è riservato a chi paga un abbonamento.
    I fornitori più noti di contenuti televisivi online, Netflix e Amazon Prime Video, prevedono questa tipologia di modello, seguiti, da poco sul mercato, da Apple con Apple TV+, Disney con la sua nuova piattaforma Disney + e Hbo Max (che verrà lanciata a maggio 2020).
    In Italia ci sono anche Now tv (Comcast e Sky), Infinity (Mediaset) e TimVision (che ha anche una sezione TVOD).
    Quella dello SVOD è una forma di monetizzazione diretta dal momento che i clienti devono pagare per poter avere accesso ai contenuti. Tuttavia, è comunque una forma, per così dire, “attenuata” di pagamento diretto, in quanto i clienti pagano per avere l’accesso a una library di contenuti indipendentemente dal fatto che guardino una certa serie o un film specifico.

Le piattaforme VOD: SVOD, AVOD e TVOD. Le usiamo tutti i giorni, ma sappiamo esattamento cosa sono? Ecco una guida rapida.

  • AVOD: acronimo di Advertising Supported Video On Demand.
    Al contrario del servizio SVOD, in questo caso l’utente ha l’accesso gratuito a uno o più contenuti in streaming on demand, ma accompagnati da annunci pubblicitari.
    Questi annunci possono essere di diverso tipo: pre-roll, prima del contenuto stesso;
    mid-roll, nel mezzo del contenuto, come se si trattasse di un break pubblicitario; post-roll, dopo che il contenuto audiovisivo è stato mostrato.
    L’esempio tipico di un servizio AVOD puro è YouTube, anche se recentemente l’azienda ha cercato di diversificare il proprio modello offrendo una variante denominata YouTube Premium.
    In Italia, altre piattaforme AVOD sono Rai Play e Mediaset Play, i portali web dei broadcaster, rispettivamente Rai e Mediaset. Qui, tra l’altro, è possibile anche guardare gratuitamente film e serie tv già andati in onda sulla free tv.

Le piattaforme VOD: SVOD, AVOD e TVOD. Le usiamo tutti i giorni, ma sappiamo esattamento cosa sono? Ecco una guida rapida.

  • TVOD: acronimo per Transactional Video On Demand.
    Il TVOD è un accesso a pagamento ai contenuti online. Si acquista o noleggia direttamente un prodotto specifico, piuttosto che un abbonamento a una libreria di contenuti. È la pay-per-view: si compra ogni singolo contenuto.
    Il TVOD può essere ulteriormente suddiviso in:
    EST (o Electronic Sell Through, un download permanente di contenuti, simile all’acquisto di un DVD o Blu-ray che il cliente conserva);
    ERT (o Electronic Rental, cioè un noleggio elettronico che si riferisce a un diritto di download limitato nel tempo, simile al noleggio di un DVD fisico o Blu-ray tradizionale).
    I principali servizi TVOD operanti in Italia sono iTunes di Apple (suddiviso in Apple Music, Apple Podcast e Apple TV+), Google Play, Chili tv e Rakuten Tv.

Le piattaforme VOD: SVOD, AVOD e TVOD. Le usiamo tutti i giorni, ma sappiamo esattamento cosa sono? Ecco una guida rapida.

Roberta Rutigliano
Galeotto fu il Giffoni Film Festival nel lontano 2003. Da quel momento il cinema è entrato prepotentemente nella mia vita e non l’ha lasciata più, come solo le passioni, quelle viscerali, sanno fare. Adoro guardare le serie tv in compagnia di Amélie, la mia piccola Jack Russell Terrier. In tasca una Laurea in Giurisprudenza e un master in Comunicazione e Marketing del Cinema, ma tanti sogni ancora nel cassetto.

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