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Closer e Fiesta – Scoprire Hemingway nel cinema

Cosa possono avere in comune un romanzo di Ernest Hemingway e un film di Mike Nichols, due opere prodotte peraltro a distanza di quasi un secolo? Tanto, tantissimo. Fiesta (il sole sorgerà ancora) (1926) e Closer (2004), film tratto dall’omonima opera teatrale di Patrick Marber, ci riportano personaggi simili, dialoghi profondi, ma astratti, storie parallele di amori e tradimenti. Sono entrambi paradigmi della vacuità che caratterizza alcune relazioni umane, della superficialità dell’innamoramento e del non amore.

Closer: la vittoria dell’ego

Closer è un quadrilatero amoroso da cui Larry, Alice, Dan e Anna non riescono a uscire. Capaci di guardare soltanto all’elemento fisico del rapporto amoroso, i quattro protagonisti aprono e chiudono storie mossi dalla pura attrazione, divenendo espressione di una superficialità d’animo che inevitabilmente si manifesta anche nelle relazioni che sono in grado di instaurare. Il loro “ti amo” ripetuto continuamente è esattamente l’emblema della scarsità di emozioni che provano.

Closer e Fiesta di Hemingway
Closer

È un “ti amo” che prima di tutto gridano a se stessi, inseguitori costanti di una persona da amare, ma poco disposti ad abbandonare il proprio ego. Ciò che sorprende di Closer è la scintilla che scatena l’innamoramento, che si riduce ad attimi in cui gli sguardi di Alice, Dan, Larry e Anna si incontrano; un innamoramento che quindi è destinato a esaurirsi con la stessa superficialità con cui si era costruito. Alla base di ogni rapporto c’è dunque il semplice istinto.

Fiesta: la materialità dell’amore

I personaggi che Hemingway ci presenta nel suo primo romanzo, ambientato negli anni Venti tra Parigi e Pamplona, sono allo stesso modo espressione perfetta della vacuità dei legami umani nella società contemporanea. Tra Lady Brett, Robert, Jake e Frances si instaura un quadrilatero amoroso che anche in questo caso si nutre di sguardi e incontri. Frances è fidanzata e pretendente moglie di Robert, il quale una sera incontra e si innamora di Brett, ricca inglese pluridivorziata che, nonostante sia legata a un altro uomo, vuole Jake, il cui amore è ricambiato.

È soprattutto in quest’ultima relazione che vediamo espressa violentemente la superficialità che regna nell’animo dei personaggi. L’amore tra Lady Brett e Jake è un amore impossibile perché quest’ultimo, a causa di una ferita di guerra, è rimasto impotente e quindi del tutto impossibilitato ad avere rapporti sessuali.

Diviene così evidente cosa vuole significare la parola amore in questo contesto: è un amore strettamente congiunto, alimentato, fondato sul sesso. Scopriamo allora che Brett, nonostante l’amore che per Jake declama, è stata insieme a Robert; non sopporta però di vederselo intorno, e così scappa insieme a Romero, un affascinante torero, per poi lasciare anche lui. Decide così di chiamare Jake e insieme riflettono su quanto la loro storia sarebbe potuta essere bellissima se solo le cose fossero andate diversamente.

Lady Brett è quindi il perno di tutta la narrazione: oggetto del desiderio di tutti gli uomini, vive sospesa tra l’amore privo di piacere che prova per Jake e la passione che cerca tra le braccia di altri uomini.

Ernest Hemingway

Closer e Fiesta: Due opere analoghe

Ai personaggi di Fiesta e Closer basta poco per innamorarsi: un incontro, uno sguardo, un gesto. Le due opere risultano allora sorprendentemente analoghe: i quadrilateri amorosi che inscenano sono estremamente caratteristici del vuoto che pervade l’animo dei loro protagonisti. Un vuoto che si manifesta apertamente nelle relazioni che questi costruiscono, poiché nascono dalla volontà di dar libero sfogo ai propri istinti passionali, per cui il “ti amo” e il tradimento diventano una costante e si muovono di pari passo.

La continua ricerca di verità

Un fattore di differenza tra i personaggi di Closer e quelli di Fiesta all’interno dei rispettivi quadrilateri amorosi è la costante ricerca di verità. I protagonisti del film vogliono sapere tutto, hanno bisogno che i diari di chi hanno di fronte siano aperti e i segreti svelati. Il semplice istinto che spinge i protagonisti a chiudere relazioni e aprirne altre getta Dan, Alice, Larry e Anna in una tormentata gelosia.

Una gelosia quasi inspiegabile perché è evidente che nessuno di loro provi realmente amore; ma, nel circolo vizioso che li ha resi protagonisti, i quattro vivono quella malsana gelosia legata esclusivamente a dinamiche sessuali. Così, in una delle scene più struggenti del film, Anna è costretta a confessare a Larry i particolari del rapporto avuto con Dan, di fronte a un marito infuriato che pretende di sapere ogni cosa.

Nel finale del film anche Dan esige verità da Alice. La ragazza aveva incontrato Larry in un night club in cui lavorava come spogliarellista. E Larry, che vuole uscire vincente da questo conflitto a quattro, aveva riferito a Dan che tra i due c’era stato un rapporto; cosicché Dan, tornato insieme alla compagna, non può fare a meno di chiederle la verità.

Il legame che, a coppie, i quattro stabiliscono si muove dunque sulla continua ricerca della verità, che anche in questo caso vince sul sentimento. Tant’è che Alice decide di lasciare Dan proprio perché si rende conto che quel tipo di relazione non fa per lei: l’unica forse realmente innamorata del suo compagno decide di farne a meno, perché il rapporto che cerca non è quello della tormentata gelosia e della pretesa conoscenza di verità che appaghino, ma quello di un puro e vicendevole sentimento.

Closer e Fiesta di Hemingway
Closer

Nascondersi per proteggersi

Alice peraltro conserva una grande verità. Non nasconde al suo compagno di aver lavorato come spogliarellista, ma mente sulla sua identità: non gli rivelerà mai il suo vero nome, forse consapevole e certa che ogni storia d’amore sia destinata inevitabilmente a fallire e quindi convenga proteggersi. A Larry invece dichiara il suo vero nome. Perché?

Perché sa che agli occhi dell’uomo è solo la spogliarellista di una notte, l’oggetto attraverso cui può finalmente avere la sua vendetta nei confronti di Dan; e perché in fondo ha di fronte un uomo che non ama. Che senso ha a questo punto proteggersi? Il mondo di Closer, in cui conta soltanto la verità materiale e non profonda delle cose, non è adatto ad Alice. Ecco perché mente, perché spera che un giorno la sua immagine più autentica possa essere consegnata nella sua pienezza a qualcuno che la meriti.

Closer e Fiesta di Hemingway
Closer

Fiesta e Closer: la vacuità dei legami

Closer e Fiesta mettono in evidenza un tema simile, oltre che profondamente attuale: la vacuità dei legami, che appartiene ugualmente alla Parigi degli anni Venti, nei disvalori della classe alta, e al mondo contemporaneo. Hemingway e Nichols parlano similmente del cinismo di una società, in cui conta la verità materiale, la componente fisica di una relazione, e in cui l’amore si pretende, ma non si dà.

Innumerevoli sono le volte in cui leggiamo e sentiamo i personaggi dire “ti amo” nelle due opere, ma è evidente la superficialità con cui questa affermazione è pronunciata: ripetuto così tante volte, è un grido disperato nato dalla convinzione che basta dirlo per far sì che esista, e ci fa rendere conto che il vuoto che alimenta le relazioni è prima di tutto un vuoto dell’animo. Sono personaggi che, nei circoli viziosi di cui fanno parte, ricercano quelle emozioni che hanno smesso di provare.

E la radice egoistica dei loro propositi è poi la causa della fine di ogni relazione, perché diviene il motivo per cui non riescono a gestire il loro amore: nel romanzo Lady Brett ama Jake, ma la mancanza di piacere fisico che inevitabilmente sarebbero destinati a vivere la spinge ad avere rapporti con altri uomini; allo stesso modo nel film Anna, avvertendo la mancanza di qualcosa nel matrimonio con Larry, si getta tra le braccia di Dan.

Ma il fattore di somiglianza tra le due opere che più sorprende è la velocità dell’innamoramento, per cui un incontro e uno sguardo risultano sufficienti. Allo stesso modo è sorprendente la rapidità del non amore: poche semplici attenzioni da parte di qualcun altro divengono la scintilla che fa spegnere il sentimento che si credeva di provare per il proprio partner.

Closer e Fiesta: due ritratti della generazione perduta

Così, trattando di innamoramento, di sesso, di tradimenti e riavvicinamenti, Closer e Fiesta si configurano come due prodotti che invitano a riflettere sulla superficialità dei rapporti nella società di cui facciamo parte. Non per niente lo stesso Hemingway affermò di aver descritto nel suo primo romanzo la Lost Generation, coniando quell’espressione che andrà a indicare una serie di scrittori che raggiunse la maggiore età durante la Grande Guerra.

È la raffigurazione di una generazione perduta, perduta proprio perché priva di emozioni autentiche, svuotata nell’animo, brava ad accontentarsi. Come Robert Cohn in gioventù sposò la prima donna che si mostrò carina nei suoi confronti, così i personaggi di Closer si muovono dove vedono attenzioni che avvertono appaganti. E come Robert chiude quel matrimonio alla ricerca di piacere in altre donne, così Alice, Dan, Larry e Anna aprono e chiudono storie che hanno come fine quello esclusivo della soddisfazione personale.

Closer e Fiesta di Hemingway
Closer

Anche il mondo di Closer è quindi abitato da quattro esponenti della generazione perduta. Ma mentre il romanzo si chiude con la commiserazione da parte di Jake e Brett del loro amore solo apparentemente impossibile, nel film c’è una vincitrice: Alice, che nell’amore ci crede e che l’amore cerca; che proprio per questo si è sempre protetta mentendo sulla propria identità, per esser certa di rivelarsi soltanto a chi è lontano da certe dinamiche.

Alla fine del film la ragazza parte per New York ed è libera di ricominciare una nuova vita, nella speranza magari di incontrare qualcuno a cui presentarsi con il suo vero nome: Jane Jones. Alice, su di te “il sole sorgerà ancora”.

Leggi anche: Closer – 4 Stranieri in un’Umanità Disgregata

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