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Freud – Cinque ragioni per non guardarla

Nella recentissima serie Netflix Freud, molte trame s’intrecciano rendendo la figura del medico viennese più ambigua di quanto in realtà non fosse; sfruttando il suo potere mediatico, lo show ha costruito una rappresentazione banale della psicoanalisi, misticizzando in maniera esoterica il suo funzionamento.

La ragione e la follia, le emozioni e i vissuti s’intrecciano in maniera confusa con altre dimensioni della vita viennese, offrendo uno spaccato storico – ma non troppo – sul ruolo della psicoanalisi nella società europea della fine dell’Ottocento.

Ci troviamo di fronte quindi a un prodotto incompleto, parziale e costitutivamente fantasy. La parodia di inconscio e pulsionalità presentata in questo crime horror da otto episodi non è necessariamente brutta, ma sicuramente se la suggestione ipnotica ha poteri talmente paranormali, allora prendere sul serio la dimensione terapeutica della serie diventa un po’ difficile.

Poeticamente, gli intrecci tra Freud e gli altri due protagonisti della serie sono godibili perché insieme le tre figure funzionano; molti però hanno notato che evitare di chiamare “Freud” il protagonista giusto per fare un po’ di scalpore, avrebbe rappresentato un’ipotesi migliore.

Di seguito quindi la critica della serie Netflix si articola nella presentazione di cinque brevi motivi per i quali evitare la visione di questi otto episodi potrebbe rappresentare un risparmio di tempo valido, tempo da investire in altre attività o in altre opere.

1. Quella non è psicoanalisi

Freud o quello che dovrebbe essere: cinque motivi per evitare la visione della serie Netflix sul medico viennese.
Freud

Secondo le voci di enciclopedia del 1922, psicoanalisi è: 1) un procedimento per l’indagine di processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoché impossibile accedere; 2) un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3) una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica.

È vero che la serie è ambientata alla fine del XIX e quindi molto prima che la psicoterapia freudiana strutturata nascesse verso il 1910, ma comunque le caratteristiche dell’analisi sono presenti già negli anni precedenti alla fondazione del metodo.

L’influsso del medico sul quadro clinico dei pazienti è un meccanismo molto più complesso e sfumato rispetto alla banale seduzione rappresentata negli episodi della serie.

2. Troppo rapido il passaggio dal sintomo alla catarsi

Per definizione, quello psicoanalitico è un metodo di trattamento che consiste in un faticoso processo di svelamento dell’Io, di esplorazione delle resistenze e delle difese inconsce. La spettacolarizzazione romanzata di questo scavo archeologico nella psiche offerto nella serie ha obbligato gli showrunner a presentare esempi condensati di trattamenti psicoanalitici.

La conseguenza di questa riduzione è grave nella misura in cui gli spettatori tendono ad appassionarsi molto facilmente alle vicende narrate perché soggettivamente associano la facilità con cui Freud analizza i vissuti dei pazienti alle sue capacità investigative.

La verità è che il medico viennese ha faticato molto più di quello che nello show Netflix appare, prima di arrivare a una forma equilibrata del trattamento psicoanalitico, che esplorasse l’Io senza ledere l’equilibrio psichico dei propri pazienti.

3. La spettacolarizzazione dell’isteria

Freud o quello che dovrebbe essere: cinque motivi per evitare la visione della serie Netflix sul medico viennese.
Freud

Il quadro clinico di una patologia isterica non è necessariamente visivamente coerente, come espresso (anche per necessità artistiche) tramite le diverse scene che nella serie riguardano il personaggio di Fleur Salomé.

L’induzione dello stato ipnotico produce spesso viaggi mentali che sono visivamente espressi per mezzo di flashback, visioni e fantasie della protagonista.

Le regole di quella che sarà l’analisi ortodossa vengono applicate in maniera tale che a Freud basta poco per raschiare la superficie della coscienza della giovane paziente, portandola a contatto con traumi che sono sedimentati nel suo inconscio.

Dimenticanze di parole, nomi e fatti vissuti diventano modi per avvicinare Fleur a Freud, generando una sovrapposizione tra l’analisi e il romanzo che è una semplice parodia della seduzione che avviene nel transfert psicoanalitico.

4. Lavoro onirico e simbolismo

Poiché rapidamente emergono gli scopi esoterici della narrazione, tutto ciò che ha a che fare con le caratteristiche del funzionamento dell’inconscio si traduce in segni collegati allo spiritismo mistico esercitato dai conti ungheresi, i villain della serie che intendono sovvertire l’Impero asburgico.

L’attività fantastica gioca sempre un ruolo nella vita quotidiana individuale, e la psicoanalisi è fondamentale per connettere la realtà all’immaginazione. L’errore fondamentale di questa serie, però, consiste nel fatto che essa si forzi a trasporre ogni contenuto simbolico inconscio sul piano della magia nera.

Ipnosi, suggestione e relazione terapeutica diventano quindi strumenti al servizio di poteri più oscuri, difficilmente individuabili e distinguibili.

Episodio dopo episodio, gli spettatori seguono confusi il modo in cui i personaggi si trasformano sulla base delle rappresentazioni inconsce simboliche che li governano.

5. L’aspetto crime della serie

Freud o quello che dovrebbe essere: cinque motivi per evitare la visione della serie Netflix sul medico viennese.
Freud

Mentre gli errori psicoanalitici e psicologici della serie possono essere giustificati col fatto che si tratta di una narrazione e, come tutte le narrazioni, le semplificazioni sono indispensabili per vendere il prodotto, ciò che davvero non convince di Freud è la volontà di costruire un ponte che faccia dialogare la psicoanalisi col genere poliziesco.

È vero che l’analisi è un’investigazione personale, ma è anche vero che si tratta di un’investigazione intima e faticosa, imperfetta e sempre incompleta.

Non a caso lo stesso Freud ha parlato di analisi finita e infinita, di problemi della guarigione, di analisi come mestiere impossibile.

Risulta distopico a questo punto presentare la genialità interpretativa di un semplice neurologo viennese come la chiave d’accesso ad altri mondi, ancora più fragili e delicati come quello dei delitti, della violenza e della brutalità.

La serie si tiene insieme perché alle spalle di ogni reato viene collocata l’influenza del determinismo psichico inconscio, ma ciò che è grave è la semplicità con cui le funzioni stesse di una psicoanalisi primitiva possano garantire alla giustizia uomini violenti governati più che dalla semplice pulsionalità.

Freud era un semplice medico, non un investigatore privato, e il motivo principale per cui questa serie non sarà ricordata come la più memorabile consiste nella rappresentazione troppo romanzata dei suoi intenti, delle sue passioni e di ciò che la psicoanalisi sarebbe diventata.

Leggi anche: Freud, ne vale la pena?

Gianluca Colella
Ho 25 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa della Settima. Un po' la Forza di Star Wars.

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