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Nausicaa – La prima eroina di Miyazaki

Nausicaa non è solo la dolce e idilliaca figlia di Alcinoo, re dei Feaci, che aiuta e accoglie Ulisse nel sesto libro dell’Odissea, ma anche la prima eroina del meraviglioso mondo di Hayao Miyazaki. Nausicaa della Valle del Vento (1984) è il film d’animazione con cui il maestro giapponese ha sancito la sua poetica Weltanschauung.

L’idea nasce da un manga realizzato proprio da Miyazaki per la rivista mensile di animazione Animage. Nausicaa inizia a essere pubblicato nel 1982. La buona accoglienza spinge gli editori a puntare su una trasposizione animata.

Inizialmente Miyazaki, per preservare la sua libertà creativa ed evitare la commercializzazione della sua storia, si rifiuta, nonostante tale scelta paia in contrasto con la sua vocazione di animatore. Scusandosi con i lettori, cambia in seguito idea, seguendo la sua indole. Si dedica con devozione alla realizzazione dell’anime, circondandosi di collaboratori fidati, anticipazione dello staff dell’imminente Studio Ghibli.

Nausicaa della Valle del Vento è la prima eroina di Miyazaki. Coraggiosa, altruista, protegge la Natura in un futuro post-apocalittico.
Il manga di Nausicaa

Chi è Nausicaa? L’ispirazione parte da un disastro ambientale: l’inquinamento da mercurio del golfo di Minamata, in Giappone.

Il maestro rimane colpito dalla capacità degli animali marini di adattarsi alla devastazione catastrofica dei rifiuti industriali. Nausicaa di Miyazaki è il punto di incontro e salvezza tra il mondo spregiudicato degli uomini e la natura vessata in un futuro post-apocalittico. Principessa della Valle del Vento, la giovane si batte contro il regno di Tolmekia, che vuole distruggere la giungla tossica. Soprannominata anche Mar Marcio, si tratta di un sistema mutato di insetti giganteschi, in espansione, che intossica la Terra. Al suo interno, senza maschera, i polmoni imputridiscono dopo solo cinque minuti.

Nausicaa è l’incarnazione delle qualità ammirate da Miyazaki e rintracciabili nelle protagoniste dei suoi capolavori successivi.

Bontà, altruismo, curiosità, coraggio e rispetto per la natura e gli animali, come la combattiva Principessa Mononoke (1997) e la dolcissima Sophie ne Il castello errante di Howl (2004).

Miyazaki non si proietta solo nel futuro: Nausicaa è la sintesi ibrida di due personaggi letterari appartenenti al mondo Occidentale e a quello Orientale. Per il nome e il distacco dalla materialità, l’animatore viaggia nell’Antica Grecia, omaggiando la principessa dei Feaci, che non esita a prestare soccorso al leggendario eroe di Omero. Miyazaki recupera da buon giapponese anche La principessa che amava gli insetti, protagonista di una raccolta dell’XI secolo, conosciuta in Italia con il titolo Le concubine floreali.

La centralità di figure femminili è un tema rincorrente in Miyazaki.

Oltre a Nausicaa, nel capolavoro di animazione emergono altre donne importanti, mentre gli uomini ricoprono un ruolo alquanto ridotto o di supporto: ad esempio, la Veneranda Anziana prevede il futuro e intuisce la volontà e la rabbia della Natura; la potente e agguerrita Regina Kshana è a capo di un esercito potente; infine, la Madre Regina di Pejite concede a Nausicaa di scappare e aiutare il villaggio della Valle.

Oltre al femminismo, emergono temi caldi e attualissimi, eterni, quali l’ecologia, il pacifismo e l’antimilitarismo.

In un domani tragico, dove non si sa cosa possa accadere a causa di un’arma da fuoco, Nausicaa è un vero e proprio vento di speranza, portavoce di Miyazaki, invito esplicito a riflettere sulle conseguenze delle semplici, ma mai banali, azioni quotidiane. Un piccolo gesto di rispetto e altruismo crea grandi cambiamenti e si espande, come il cerchio creato da un sassolino lanciato in un lago.

Emerge, inoltre, la passione dell’animatore per l’aviazione e il volo, rintracciabile in altri suoi film, quali Porco Rosso (1992) e Si alza il vento (2013). Nausicaa infatti si muove spesso con un Mehve, cioè un piccolo aeroplano. Un leggiadro inno alla libertà. Nausicaa è un soffio di dolce e cerulea tenacia, a cui è impossibile tarpare le ali.

Nausicaa della Valle del Vento è la prima eroina di Miyazaki. Coraggiosa, altruista, protegge la Natura in un futuro post-apocalittico.

Miyazaki riprende il manga originale una decina di anni dopo l’uscita del lungometraggio, nel 1994, e il messaggio è ridimensionato rispetto al finale positivo del film. L’ottimismo del maestro giapponese è contenuto, ma la speranza è l’ultima a morire. «Dobbiamo sopravvivere» è la battuta finale di Nausicaa nel fumetto.

Caduta delle illusioni a parte, Miyazaki resta un sognatore, un idealista e un grandissimo narratore che ha conquistato il cuore degli spettatori, stregati dall’incanto delle sue avventure e i suoi personaggi, soprattutto femminili. Ritratti a tutto tondo, densi di fascino e sensibilità.

Nausicaa è un’eroina ammirevole, una guerriera abile come Camilla, la regina delle Amazzoni cantata da Virgilio nell’Eneide, ma non ricorre alla violenza ed è pronta al sacrificio, da cui riemerge su un prato dorato, simile a un angelo vestito di azzurro.

Istinto e ragione, cuore e animo, luce e buio, natura e qualità umane: il film di animazione è un capolavoro imperdibile (disponibile su Netflix, come gli altri figli dello Studio Ghibli) che invita all’incontro, alla convivenza pacifica e all’equilibrio degli opposti. Partendo dalla Grecia di Omero e volando tra il vento della speranza, fino all’estremo Oriente.

Nausicaa della Valle del Vento è la prima eroina di Miyazaki. Coraggiosa, altruista, protegge la Natura in un futuro post-apocalittico.
Nausicaa nella giungla tossica

Leggi anche: Principessa Mononoke – Verso la genesi di una società ecologica

Camilla Giordano
Classe 1995, genovese, appassionata di cinema, viaggi e poesia.

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