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Pacchetto quarantena – il kit perfetto per gustarsi Penny Dreadful

Penny Dreadful.

In questi giorni così difficili, surreali e incerti, in cui ci troviamo costretti a rimanere a casa, abbiamo pensato di alleggerire un po’ la quarantena riempiendo le vostre giornate (qui vi spieghiamo il perché). Infatti, con questo nuovo formato non vogliamo limitarci a suggerirvi dei film o delle serie da vedere, ma vogliamo proporvi dei veri e propri “pacchetti”.

In questo modo, vi potremo tenere compagnia, non solo attraverso una serie, ma accompagnandovi nella visione e nel vivere l’atmosfera e le ambientazioni in cui abitano i vostri personaggi preferiti a trecentosessanta gradi, con una esperienza quasi immersiva. I kit quarantena includono, precisamente, una serie tv da accompagnare al libro o al fumetto da cui trae origine la serie o che si associa a questa. Il tutto da gustare con una bevanda o un piatto connesso alla serie. Proprio come se fosse un vero menù! Il kit che vi consigliamo oggi è quello di Penny Dreadful.

Penny Dreadful, la serie

Penny Dreadful

In una affascinante Londra vittoriana creature oscure e spaventose popolano la città. Sir Malcolm Murray si avventura in mezzo a loro alla ricerca della figlia Mina, ormai preda dei vampiri.

Lo accompagnano nell’impresa lo schivo Ethan Chandler e l’incantevole medium Vanessa Ives, che si rivelerà la vera figura chiave dell’intera vicenda.

Collaboratori di Sir Malcolm e Vanessa sono anche il professor Abraham Van Helsing e il dottor Victor Frankenstein. Quest’ultimo è impegnato con i suoi esperimenti nel riportare in vita i corpi morti e finalmente vedrà ripagati i suoi sforzi quando ci riuscirà con la sua Creatura.

Cuore pulsante e sofferente di Penny Dreadful è Vanessa Ives: così enigmatica, sfuggente e fatale. Il suo personaggio, oppresso da una vita di dolore, incarna il prototipo dei reietti, dei diversi e di tutte quelle persone condannate dal Fato, in perenne e precario equilibrio tra violenza e poesia. 

«Siamo stati emarginati nella nostra vita, Vanessa. Il mondo ci volta le spalle per l’orrore. Perché? Perché siamo diversi, orribili, eccezionali. Siamo le creature solitarie della notte, non è vero? Il pipistrello, la volpe, il ragno, il ratto».

«Lo scorpione».

«Gli oggetti rotti».

«I non amati».

«Esiste un solo mostro che ti ama per quello che sei davvero ed è di fronte a te. io non voglio renderti una brava persona. Non voglio che tu sia normale. Non voglio che tu sia qualcosa di diverso da ciò che sei veramente».

Vanessa Ives e il Dr. Sweet

Penny Dreadful è una serie horror di tre stagioni, articolata e sviluppata come i tre atti di una tragedia greca, che attinge all’immaginario della letteratura gotica. 

Ideata e scritta con sapienza dalla penna di John Logan – già sceneggiatore de Il Gladiatore, L’ultimo Samurai e Skyfall – è stata trasmessa sul canale via cavo Showtime. La serie si ispira a uno dei più celebri fumetti di Alan Moore, La lega degli straordinari Gentlemen, in cui grandi personaggi letterari erano riuniti a formare quasi un gruppo di supereroi e, allo stesso modo, fa convivere nel medesimo universo narrativo personaggi resi celebri dalla letteratura di genere.

Penny Dreadful prende il suo nome da alcune pubblicazioni del Regno Unito del XIX secolo, denominate proprio penny dreadfuls, che in italiano potremmo tradurre in “spaventi da un penny”.

Noti anche come penny horrible, penny awful, penny number o penny blood, i penny dreadful erano pubblicazioni periodiche di racconti brevi, di genere horror, organizzate in fascicoli settimanali e caratterizzate dal costo modesto, un penny appunto.

È così che, nella grigia Inghilterra di fine Ottocento, si diffonde e diviene popolare il romanzo gotico, ma anche, soprattutto, la narrazione seriale. Quella stessa narrazione che ci trova ancora oggi, quasi due secoli dopo, alle prese con puntate e racconti in serie.

Accompagnare con:

Penny Dreadful è, nella sua stessa essenza, un omaggio al mondo letterario.

È un immenso e meraviglioso spaccato di letteratura inglese, sia per le atmosfere evocate, sia per i riferimenti ai personaggi che popolano la serie.

Risulta difficile consigliare qualcosa da approfondire in particolare, così, forse, è meglio lasciare degli spunti (che, tuttavia, non hanno alcuna pretesa di esaustività), in modo da essere liberi di scegliere in base ai gusti personali.

Innanzitutto, occorre partire dal fatto che la serie è ambientata nel 1891 a Londra, in piena epoca vittoriana. Quindi, per quanto riguarda le caratteristiche strutturali, formali, le ambientazioni e le influenze della serie è a tale periodo storico che dobbiamo guardare.

Un’età, quella vittoriana, piena di contraddizioni.

Questa è stata, infatti, l’epoca della diffusione dell’industrializzazione e del progresso tecnologico, ma anche dell’estrema povertà, dello sfruttamento degli operai nelle fabbriche, delle scoperte scientifiche e del disordine religioso. I valori che hanno contraddistinto il periodo sono quelli del progresso, dell’ottimismo, del moralismo, della filantropia e del conformismo, tutti temi ripresi in romanzi e racconti, principale forma di intrattenimento della borghesia.

Non ci dimentichiamo, infatti, che l’età vittoriana è stata ribattezzata proprio, e soprattutto, come l’epoca d’oro della narrativa, del racconto. Non a caso, solo per citarne alcuni, è in questo periodo che lavorano Charles Dickens, George Eliot, Thomas Hardy, Henry James e Robert Louis Stevenson. Quest’ultimo, ad esempio, è tra gli autori che hanno preso posizione e reagito contro l’ipocrisia della borghesia di quei tempi nei temi dei propri romanzi. In particolare, il rifiuto nei confronti della fiducia tipico della sua epoca si è riflesso e incanalato nell’esplorazione della doppia natura umana e che ha dato vita a racconti come Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, personaggio, tra l’altro, che compare anche in Penny Dreadful.

penny dreadful

La grande popolarità e diffusione del genere del romanzo ha fatto sì emergessero nuovi tipi di storie e nuovi sottogeneri, particolarmente apprezzati dai lettori, come le storie sui fantasmi e i racconti gialli. Le storie sui fantasmi sono state molto popolari in età vittoriana nonché parte integrante della cultura di quel periodo. Prendevano spunto dai racconti del terrore gotici ma utilizzavano delle ambientazioni conosciute, familiari e situazioni tipiche della quotidianità per renderle ancora più credibili. Allo stesso modo, anche i romanzi gialli si sviluppavano a partire dai racconti di terrore gotico, tuttavia, per creare suspense non facevano leva sulla sensazione di paura, bensì sul crimine.

Il personaggio del detective per antonomasia è stato immortalato in questo periodo storico proprio da Arthur Conan Doyle nelle sue celebri storie di Sherlok Holmes.

Al contrario di quanto visto per il genere del racconto, per la poesia di epoca vittoriana non è possibile individuare un’idea e un filone comune. I poeti vittoriani, infatti, hanno reagito differentemente al mondo industriale e alle nuove condizioni di vita. Alcuni hanno manifestato la loro ostilità rifugiandosi nel passato o in un mondo onirico, altri hanno cercato di descrivere le nuove condizioni, accettandole o criticandole.

Sebbene l’universo narrativo della serie Penny Dreadful sia ambientato in epoca vittoriana, i riferimenti poetici sono quelli propri dell’età romantica (1776 – 1837). I poeti romantici come William Wordsworth o Percy Bysse Shelley sono espressamente o implicitamente citati ed è a questa eredità che occorre guardare per comprendere lo spessore, lo stato d’animo, lo sviluppo interiore dei singoli personaggi.

Il periodo romantico è stato, innanzitutto, un periodo in cui la poesia è fiorita in un momento di importanti sviluppi sociali e politici. Molti poeti romantici hanno simpatizzato per la rivoluzione francese ed erano sensibili alle sofferenze dei poveri e degli oppressi, reagendo alle pressioni sociali e politiche del periodo sostenendo e asserendo l’importanza della identità dell’indiviso, delle emozioni e dell’esperienza.

Il primo interesse dei poeti romantici è indubbiamente la natura.

Il mondo esterno – i fiori, gli alberi, il tempo, gli animali – e tutti gli altri aspetti della natura erano per loro l’unica fonte di piacere, perché nelle città si sentivano de-umanizzati. Percepivano, ancora, una corrispondenza tra i paesaggi naturali e i sentimenti e i valori umani. Quasi tutti i poeti romantici hanno, infatti, espresso la consapevolezza di una relazione più profonda con la natura. Era qualcosa che consentiva la soddisfazione di vari bisogni come manifestazione di Dio sulla terra, la forza morale, la fonte di gioia e consolazione in tempi difficili.

penny dreadful

In questo periodo, Jean-Jacques Rousseau identificava l’infanzia come una condizione simile stato di natura ideale, in cui l’uomo è innocente e i suoi impulsi e sentimenti sono puri. William Blake glorificava il bambino come l’innocente dotato di immaginazione.

Wordsworth celebrava l’infanzia come l’età in cui l’uomo è in grado di sentire attorno a sé il glorioso splendore della natura.

Un altro elemento comune nei poeti romantici è l’immaginazione, intesa come capacità creativa in grado di fare e disfare gli oggetti del mondo esterno. Per loro, infatti, il lavoro dell’immaginazione artistica è paragonabile a quello di Dio nella creazione. È un potere molto evidente nell’infanzia e che si perde gradualmente nel processo di crescita.

Tradizionalmente suddivisi in due gruppi, i poeti romantici della prima generazione, incentrati sul sé e la sua relazione con la natura, sono Blake, Wordsworth e Samuel T. Coleridge. I poeti della seconda generazione, invece, sono Lord Byron, Shelley e John Keats più interessati, invece, alle questioni connesse alla relazione tra la vita e l’arte.

A questo punto, appare opportuno soffermarsi un momento sull’Ode di Wordsworth, che chiude l’ultimo toccante e profondo episodio di Penny Dreadful.

Ode: Intimations of Immortality from Recollections of Early Childhood (in italiano, “Ode: intuizioni di immortalità nei ricordi dell’infanzia”) è una lunga e meravigliosa poesia di undici stanze sul processo di crescita e al cui interno è racchiusa tutta la sua filosofia.

I versi di Wordsworth ci aiutano a comprendere il senso di tutta la serie e, in particolare, di un personaggio, che, con il suo percorso, passa proprio dall’infanzia all’età adulta, metaforicamente aprendo e chiudendo il cerchio della vita e della serie: la Creatura.

Il poeta inglese, da sempre convinto che nell’infanzia si percepisca uno splendore negli elementi del mondo naturale che sbiadisce e si affievolisce con il passare del tempo, spiega nei versi dell’Ode i motivi di questa perdita.

Così, la Creatura, uno dei personaggi più affascinanti di Penny Dreadful, dapprima solo un bambino, appena nato/creato e ancora ignaro del mondo, crescendo (andando avanti nella storia e nella sua evoluzione durante la narrazione) perde progressivamente il suo “potere visionario”, ciò che accade con la catarsi dell’ultimo episodio.

penny dreadful

Infatti, con lo scorrere dei fotogrammi, sentiamo la Creatura recitare i versi dell’Ode:

«There was a time when meadow, grove, and stream,

The earth, and every common sight,

To me did seem

Apparelled in celestial light,

The glory and the freshness of a dream.

It is not now as it hath been of yore;—

Turn wheresoe’er I may,

By night or day,

The things which I have seen I now can see no more.

(C’era un tempo in cui prato, bosco e ruscello,

la terra e ogni essere comune

a me sembravano

ornati da una luce celestiale,

la gloria e la freschezza di un sogno.

Non è più com’era prima;

mi giro ovunque posso,

di giorno o di notte,

le cose che ho visto ora non posso più vederle)».

Si legge un profondo contrasto tra la visione del mondo attraverso gli occhi da bambino e quella da adulto. Quella che un tempo è stata una vita connessa con il divino adesso svanisce. La Creatura ha la consapevolezza di non riuscire più a trovare quello che percepiva prima.

«A single Field which I have looked upon,

Both of them speak of something that is gone:

The Pansy at my feet

Doth the same tale repeat:

Whither is fled the visionary gleam?

Where is it now, the glory and the dream?

(ma c’è un albero, di molti, uno,

un singolo campo che osserva dall’alto,

entrambi parlano di qualcosa che è passato:

la viola del pensiero ai miei piedi

ripete lo stesso racconto:

dov’è scappato il barlume visionario?

dove sono ora, la gloria e il sogno?)».

E poi si chiede che fine abbia fatto il barlume visionario, dove siano la gloria e il sogno di un tempo che non è più.

Servire con:

Per accompagnare la visione di questa serie vi consigliamo un sanguigno calice di vino rosso.

Tuttavia, se questo non dovesse risultare di vostro gradimento, potreste optare per un bicchiere di whiskey, come la nostra amata Vanessa.

penny dreadful

Dove vedere Penny Dreadful:

La serie completa di Penny Dreadful, composta da tre meravigliose stagioni con un numero di episodi che varia dagli otto ai dieci, è disponibile in streaming esclusivamente sulla piattaforma Netflix.

Il 26 aprile ha debuttato il suo spinoff Penny Dreadful: City of Angels, ambientata nella Los Angeles del 1938 e ispirata al folklore messicano-americano.

Non solo Penny Dreadful, leggi anche: Pacchetto quarantena – Il kit perfetto per gustarsi Riverdale

Roberta Rutigliano
Galeotto fu il Giffoni Film Festival nel lontano 2003. Da quel momento il cinema è entrato prepotentemente nella mia vita e non l’ha lasciata più, come solo le passioni, quelle viscerali, sanno fare. Adoro guardare le serie tv in compagnia di Amélie, la mia piccola Jack Russell Terrier. In tasca una Laurea in Giurisprudenza e un master in Comunicazione e Marketing del Cinema, ma tanti sogni ancora nel cassetto.

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