Home Serie TV e Netflix Il finale di Scrubs - Cosa significa il telo bianco?

Il finale di Scrubs – Cosa significa il telo bianco?

«The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It’s full of charts and facts and figures
And instructions for dancing».

(Peter Gabriel, The book of love)

Scrubs è una serie lunga e noiosa, la storia di gente vulnerabile che si innamora, e non ha idea di come farlo, sempre che una maniera giusta ci sia. Un racconto di individui che fanno i conti con i propri errori, un insieme di perdenti, di persone che hanno perso qualcosa. Una serie lunga e noiosa, fatta di sbagli, cuori infranti e debolezze, ma anche di tenerezza e amore; insomma, una storia che adoriamo ci venga narrata, un racconto della buonanotte, imperfetto come i suoi spettatori.

Scrubs è quel libro d’amore, pieno di risate, malinconia, entusiasmo e tristezza; ogni episodio termina con una canzone e una frase, di solito un sussurro di JD, un consiglio, come se un amico lontano ti stesse parlando direttamente al cuore. Scrubs è una specie di manuale di istruzioni per danzare, in quel ballo eterno della vita.

Scrubs, inoltre, ha una costante, fino alla fine: ti fa piangere. Non importa che sia per la commedia o il dramma della singola puntata, Scrubs è la dimensione sospesa nel mezzo, dove il riso e il pianto sfumano l’uno nell’altro, così come la gioia e il dolore. Una serie grigia, quel colore “noioso” dove bianco e nero, bene e male si confondono, dove tutto può essere o non essere, sogno e realtà. L’orizzonte dell’odio e dell’amore svanisce, i confini diventano indistinti, infiniti; sfogliando questo “semplice” show televisivo, episodio dopo episodio, davanti ai nostri occhi scorre la pellicola dell’essere umani, dell’essere fragili. Ci sarà bisogno di un coltello-chiave per ripararci, o un bahama mama per tirarci su, per voltare pagina.

«The book of love is long and boring
And written very long ago
It’s full of flowers and heart-shaped boxes
And things we’re all too young to know»

(Peter Gabriel, The book of love)

Che cosa significa il telo bianco di Scrubs? Quell'ultima fantasia di JD? Il finale di Scrubs non cerca la fine, ma un nuovo inizio.
JD (interpetato da Zach Braff) nell’ultimo episodio dell’ottava stagione di Scrubs

Il mio finale

Kelso: «Sei un’idiota ragazzo?»

Jd: «No signore, sono un sognatore».

In fondo non è male finire Scrubs e cercare di avere la testa di Kelso o di Cox o di Carla, ma il cuore di JD, Turk o Elliot, o del migliore di tutti: Ted.

Ad ogni modo, che cos’è la serie se non un entrare e uscire dalla meravigliosa mente di JD in cui visioni assurde si accordavano a riflessioni profonde? Ogni puntata di Scrubs è un oscillare tra i sogni dei personaggi e la contingenza delle loro vite, tra occasioni mancate e responsabilità fuggite, redenzioni e crescita personale.
Parliamo di uno show in cui osserviamo ogni aspetto dell’egoismo del vivere, ma anche dell’assoluta importanza delle relazioni che costruiamo in questa esistenza.

Guardando una puntata è facile pensare “mi sono sentito così a volte”, oppure “potrebbe succedere anche a me”; perché le vite dei protagonisti non sono lontane dalle nostre, anzi, Scrubs diventa spesso una meta-narrazione, persino nel suo finale (che poi è anche nostro).

Che cosa significa il telo bianco di Scrubs? Quell'ultima fantasia di JD? Il finale di Scrubs non cerca la fine, ma un nuovo inizio.

È quasi scontato dire che nella vita le cose accadono e basta, senza che nessuno possa farci niente: tutto può succedere, e questo è sia un bene sia un male, a volte.
Non è scontata, però, la rappresentazione di questa danza caotica nel vero ultimo episodio di Scrubs, per intenderci, quello dell’ottava stagione (si sa, la nona non esiste, è uno spin-off).

Quell’idiota di JD, attraversando il corridoio delle sue relazioni, arriva in fondo tenendo fede a quella frase detta al buon Kelso: sono un sognatore (e questo è il mio finale). Appartiene a JD perché non ha fatto altro che inclinare la testa da un lato, guardare in alto e immaginare, sempre. Tuttavia, affrontava anche la realtà, non usava la sua immaginazione come rifugio, ma più come una malinconica speranza. L’ultimo episodio non poteva fare eccezione. Il lenzuolo bianco è l’ultima fantasia.

In fondo a quel corridoio JD guarda una specie di film, anzi, meglio, un episodio di una serie tv, quella della sua vita, di quello che potrebbe essere. Sogni, delusioni, perdite e traguardi, il telo alla fine di Scrubs è il telo del possibile; su un lenzuolo scorre una sequenza di occasioni, di sfumature e sospensioni. Per questo non bisogna arrendersi; uno spazio bianco è potenzialmente infinito, può accadervi di tutto, puoi immaginarci di tutto, e realizzarlo. Quel lenzuolo che si riflette, non a caso, sul volto di JD, è il lenzuolo del “forse”, «la parola più bella del mondo, perché non apre a certezze», come disse un certo poeta dell’infinito, con altre parole.
Il finale di Scrubs non cerca la fine.

Poi, il lenzuolo scivola via lentamente; perché la realtà va comunque affrontata, non opposta, ma al fianco della fantasia. Qualunque cosa accada.

JD: «E chi dice che non accadrà? Chi può dirmi che le mie fantasie non si avvereranno… almeno questa volta?»

Leggi anche: Perry Cox – How to Save a Life | Scrubs.

2 COMMENTS

  1. Complimenti per il pezzo. Hai avuto la capacità di farmi piangere e rivivere tutto quello che è stato Scrubs in pochissime parole.

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