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Perché dovreste assolutamente guardare Community

Non si può mai dare per scontato il valore di una seconda opportunità.

Tutti noi abbiamo, in quanto esseri umani, un talento innato per creare un nido, una casa o una famiglia in qualsiasi ambiente attorno a noi. Possiamo pianificare la nostra vita e carriera, e finire comunque in una situazione completamente al di fuori della nostra immaginazione. Questa considerazione si può definire in diversi modi: una sfida, una disgrazia, un’opportunità o un’epifania. Dan Harmon preferisce chiamarla Greendale Community College.

Se il nome vi sembra familiare, Dan Harmon è una delle due menti dietro a Rick e Morty, lo show animato di Adult Swim reso popolare grazie a un tono autoreferenziale, una vivida creatività e a personaggi scritti con approccio destrutturalista. Questi tre attributi sono frutto della penna di Harmon e tipici per ogni sua opera, e Community non fa eccezione.

In molti versi le due serie sono quasi sorelle, utilizzando temi e strutture narrative comuni ma attraverso personaggi, ambientazioni e filosofie molto diverse.

Community, o la migliore sit-com che non avete ancora visto, e perchè abbiamo bisogno di un film. #sixseasonsandamovie è il motto che serve.
Jeff, Annie, Shirley e Britta nell’aula studio

Laddove Rick Sanchez osserva il vuoto cosmico e si fa beffa dell’universo incurante, Jeff Winger osserva il suo College, scelto in seguito alla sua radiazione dall’albo degli avvocati, e scuote la testa. Greendale non spaventa, non nasconde orrori abissali ed esistenzialisti; è una scuola patetica, popolata da scansafatiche e reietti. Reietti come Annie, Abed, Troy, Shirley, Pierce, Britta e Jeff stesso. I sette si ritrovano loro malgrado nella stessa barca, nella stessa classe di Spagnolo e quindi nello stesso gruppo di studio. Non ancora amici, ma già compagni.

I paragoni con Rick e Morty sono tanti e necessari, ma distinti chiaramente dal filtro usato da Harmon. Se la serie animata è caratterizzata da tendenze nichiliste, Community tende al tribalismo, a sottolineare la necessità di un ambiente accogliente in situazioni ostiche e assurde. La versatilità dei motori narrativi di entrambe le serie, però, consentono ai loro creatori di ideare scenari virtualmente infiniti in cui inserire i propri personaggi.

Community, o la migliore sit-com che non avete ancora visto, e perchè abbiamo bisogno di un film. #sixseasonsandamovie è il motto che serve.
Il cast nell’episodio animato in stop-motion “L’incontrollabile Natale di Abed”

Una giornata tipo a Greendale può includere dispute retoriche nella gara di dibattito, epidemie zombie, iconiche schermaglie di paintball e banali lezioni di antropologia. Community riesce a cambiare genere senza sforzo, da gangster-flick alla Scorsese a episodi speciali natalizi in stop-motion, mantenendo però ogni avventura all’interno delle mura dell’università. Ciò è possibile anche grazie all’eclettico team di sceneggiatori e di registi, tra cui anche figurano anche i fratelli Russo e Justin Lin, dietro gli ultimi Avengers e Fast and Furious.

La varietà della sit-com è possibile solo grazie alle solide dinamiche all’interno del gruppo di studio. La buffa amicizia tra Troy e Abed, i cattivi atteggiamenti di Pierce, i flirt tra Annie, Jeff e Britta. Le loro distinte personalità creano una chimica innegabile, alimentata anche dai loro ancor più bizzarri e cartooneschi comprimari, l’insegnante Chang e il preside Pelton.

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Señor Chang durante una lezione di Spagnolo 101

Insomma, Community è forse uno degli show più divertenti e inventivi degli ultimi dieci anni, grazie alla sua forte direzione creativa, alla sua varietà e ai suoi personaggi capaci di adattarsi a qualsiasi scenario comico. La vera domanda è: cosa è successo? Perché non è popolare come The Office, o Friends, per citare altre due sit-com di rilievo?
Ironicamente, la premessa dello show, di personaggi in cerca di una seconda opportunità a Greendalecoincide con la stessa realtà della serie.

Trasmessa in America da NBC, Community è stata spesso eclissata dalla versione statunitense di The Office e da 30 Rock, nello stesso blocco televisivo. Dietro le quinte, il rapporto tra il difficile Chevy Chase (Pierce) e Dan Harmon, alle prese con i suoi demoni personali, minacciava la stabilità della produzione, portando anche al temporaneo licenziamento di Harmon. La serie si è trovata spesso sull’orlo della cancellazione, evitata solo tramite i buoni pareri della critica e al sostegno di una fanbase molto accanita.

Community, o la migliore sit-com che non avete ancora visto, e perchè abbiamo bisogno di un film. #sixseasonsandamovie è il motto che serve.

Non si può mai dare per scontato il valore di una seconda opportunità, e lo show ha ricevuto diverse seconde opportunità. Nonostante i bassi ascolti, nonostante la perdita nel cast di Chevy Chase e Donald Glover (Troy), nonostante il cambio di network nell’ultima stagione, Community ha perseverato, senza perdere il sostegno dei fan. Perché, al centro del caos comico controllato di Harmon, tra macchie di vernice e racket di pollo fritto, giace il cuore onesto e gentile dello show.

Ogni personaggio rivela quasi immediatamente i suoi difetti. L’ego di Jeff, l’incapacità sociale di Troy e Abed, la mania di controllo di Annie, la presunta superiorità morale di Shirley e Britta, il… tutto di Pierce…
Sono tutti esseri imperfetti, deragliati dai binari della loro vita e costretti in un’università vicina al collasso. Eppure, riescono a creare un gruppo, a sopportare i propri problemi e le proprie mancanze attraverso il sostegno reciproco.

Community, o la migliore sit-com che non avete ancora visto, e perchè abbiamo bisogno di un film. #sixseasonsandamovie è il motto che serve.
Il cast nell’episodio “Rimedi alla teoria del caos”

In ciò, c’è un qualcosa di dolce, che umanizza i sette, al di là delle loro avventure fuori dal comune. Nonostante le stranezze, Greendale è la loro casa adottiva, e sembra accogliere anche lo spettatore, come silenzioso e contento osservatore. Se questi sette sono riusciti a creare una famiglia in un contesto così assurdo, la si può creare ovunque, in qualsiasi odissea quotidiana.

In un episodio della seconda stagione Abed, grande fan del fallimentare show CW The Cape, esce di scena proclamando che la serie durerà “sei stagioni e un film”. Una battuta apparentemente irrilevante, che però  nel tempo ha guadagnato un’aura unica. Dopo ogni stagione rinnovata, nonostante ogni passo falso di produzione, Community si chiude esattamente dopo sei stagioni, in un episodio dai toni assolutamente metanarrativi, immaginando premesse deludenti per una settima stagione.

Community, o la migliore sit-com che non avete ancora visto, e perchè abbiamo bisogno di un film. #sixseasonsandamovie è il motto che serve.
Il cast nell’ultimo episodio “Conseguenze emozionali del palinsesto televisivo”

La serie conclude non con i fuochi d’artificio, ma con un solenne momento di riconoscimento tra i membri del gruppo di studio. Il cuore della serie giace oltre i voli pindarici della trama dettata da Harmon, nell’aula che hanno condiviso per così tanto tempo, nonostante tutto. Hanno avuto la loro seconda opportunità, più volte, e ne hanno fatto tesoro.

Così si chiude Community, dopo sei stagioni.

Questa frase sembra scarna, incompleta. Uno show così speciale, unico e memorabile, capace di reinventarsi ogni settimana, merita di vedere calare il sipario e poi fare un ultimo inchino. Ora che Community è disponibile su Netflix, questo è il momento migliore per iniziare a seguire le disavventure di questi adorabili sfigati. Chissà, magari anche per capire (e far capire) perché abbiamo bisogno di un film.

#sixseasonsandamovie

Community

Leggi anche: Il finale di Scrubs – Cosa significa il telo bianco?

Enrico Sciacovelli
Un altro di quei tipi che parla troppo di film e vorrebbe essere pagato per farlo, anzichè lamentarsi dell'ultimo Transformers senza successo.

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