Home Cinebattiamo First Reformed e California Dreamin' - L'inverno della fede

First Reformed e California Dreamin’ – L’inverno della fede

«All the leaves are brown,
and the sky is gray
I’ve been for a walk
on a winter’s day».

Così si apre California Dreamin’uno dei grandi pilastri del folk rock degli anni ’60 e ’70. Originariamente dei Mamas and Papase poi rivista da importanti band come America e i Beach Boysè una canzone malinconica, che esprime una sensazione di assenza di direzioni. Il protagonista cammina senza meta, volgendo lo sguardo prima al terreno coperto da foglie color bronzo, secche e morte, e poi al cielo. Alza gli occhi verso l’alto, forse un gesto di speranza, in cerca di segnali. Gli occhi invece incontrano solo delusione, un grigio mantello di nuvole senza spiragli di luce.

First Reformed

California Dreamin’ è una canzone profondamente nostalgica e sognante. Quella California, intesa letteralmente o metaforicamente, rappresenta un luogo ideale, dove non si posa l’ombra del dubbio o dell’apatia. Ve lo direbbe anche Wong Kar wai, avendo incorporato il brano come elemento ricorrente di Hong Kong ExpressLa sua Faye Wong la ascolta costantemente, sognando quella California, terra idilliaca di opportunità, tanto lontana dalla mediocrità del suo chiosco di fast food.

«Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una gran luce
su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
una luce si è levata».

[Matteo, 4:16]

Si cerca la luce con occhi desiderosi, scovando nel blu qualcosa di superiore al quotidiano. A seconda delle proprie inclinazioni, la canzone assume tinte spirituali, dove la mancanza di direzione porta il protagonista del testo in una chiesa. Magari, al cospetto del Reverendo Ernst Toller (Ethan Hawke).

First Reformed, narrato sulle note di California Dreamin'. Un uomo cammina senza meta ed entra in chiesa, nell'inverno della sua fede.
Reverendo Ernst Toller (First Reformed)

Toller, protagonista di First Reformed (2017) di Paul Schrader, è un uomo la cui fede è più fragile di quanto vorrebbe ammettere. Sofferente e solo, per via della morte del figlio in guerra, la quotidiana ricerca di significato lo convince a riportare i suoi pensieri, o forse le sue confessioni, in un diario. Le sensazioni che estrapoliamo dalle sue prime parole sono contrastanti: frustrazione con il proprio sé – la motivazione principale dietro a questo gesto contemplativo -, e dedizione verso la propria penitenza.

Nessuna pietànel descriversi.

«Stopped into a church
I passed along the way
Well, I got down on my knees
and I began to pray

you know the preacher likes the cold
he knows I’m gonna stay
California Dreamin’
on such a winter’s day».

L’ultima frase di questo estratto di California Dreamin’ cambia a seconda di quale versione ascoltiate. I Mamas and Papas cantano «I began to pray», ho iniziato a pregare. I Beach Boys, cantano «I pretend», ho fatto finta di pregare. Per uomini come il Reverendo Toller, forse la natura della canzone cambia a seconda del giorno. Certi giorni, è il Pastore a cui piace il freddo. In certi, invece, si sente come l’uomo che brancola per strade fredde, costretto in chiesa dal vento invernale.

Certi giorni, prega. Certi giorni, fa finta. Dopotutto, l’abito non fa il monaco.

Il Reverendo riceve una richiesta da parte di una sua seguace, Mary (Amanda Seyfried), per assistere il marito in profonda depressione. Un uomo senza speranze per il futuro dell’umanità incontra quindi un uomo senza speranze per la propria umanità. Michael (Philip Ettinger), attivista e marito di Mary, non riesce a trovare motivi per portare una nuova vita in questo mondo, sapendo che la moglie aspetta un bambino. Guerre, inquinamento globale, crudeltà e negligenze inosservate quotidianamente… come biasimarlo?

First Reformed

Il Reverendo Toller, dal suo canto, può solo offrire una magra consolazione, rivelando i suoi fallimenti come padre. Solo altra benzina su un fuoco nichilista.
«On such a winter’s day», in un simile giorno d’inverno, Toller trova il corpo esanime di Michael, reso quasi irriconoscibile da un colpo di fucile alla testa. Vuoi per un senso del dovere verso Michael, o verso sua moglie, il Reverendo indaga la causa del suo confidente, perdendosi a sua volta nella stessa spirale autodistruttiva.

Già sofferente, a causa delle debolezze legate al suo crescente alcolismo, di natura psicologica e fisica, Toller si avvicina così alla ormai vedova Mary, la quale invece cerca conforto e una guida spirituale in un uomo che ha perso la bussola. Tra i tanti piccoli gesti condivisi, i due pedalano in bicicletta, durante giorni dal cielo grigio, circondati da foglie marroni d’autunno.

Le prime parole di California Dreamin’ echeggiano ancora, con quieta prepotenza.

First Reformed

Con il passare dei giorni, la disillusione di Toller cresce. Ogni notte indaga sui danni causati dai benefattori della sua chiesa, in un buio e scarno appartamento, bottiglia di liquore alla sua sinistra. Il cosiddetto “calice della salvezza”da cui attingere al sangue di Cristo. In queste condizioni, Toller giunge a una drastica conclusione: usare un giubbotto esplosivo creato da Michael, portare a termine la sua opera, facendo esplodere la sua stessa chiesa e i peccatori accolti al suo interno. Un gesto estremo, motivato più dalla frustrazione che dalla fede.

Al gesto però precede un monito, per Mary, la vedova che si è avvicinata al pastore in cerca di sostegno. Le intima di non frequentare la messa per celebrare i duecentocinquanta anni della Chiesa First Reformed della comunità. Un avvertimento che però tocca orecchie sorde.
Mary si presenta in chiesa, dilaniando la mente di Toller, già adornato del giubbotto esplosivo.

«If I didn’t tell her
I could leave today
California Dreamin’
On such a winter’s day».

Senza Mary, Toller sarebbe libero di compiere il suo gesto fatale, di giustificare la sua fede negli ideali di un suicida, anziché nei simboli che indossa. Se ne potrebbe andare oggi, in un giorno così freddo, sognando la California, quel paradiso negato e tanto lontano dal mondo maltratto sotto la cura dell’umanità.

First Reformed, narrato sulle note di California Dreamin'. Un uomo cammina senza meta ed entra in chiesa, nell'inverno della sua fede.
First Reformed

Toller, sconfitto e penitente, impugna quindi un bicchiere di acido muriatico. Non il calice della salvezza, ma il calice della condanna. Si volta, in un momento di esitazione, e nota Mary sull’uscio della sua porta, e la sua presa sul bicchiere viene meno. I due si abbracciano e baciano, salvi e redenti nella condivisione del proprio legame. Forse.

«California Dreamin’
On such a winter’s day
California Dreamin’
On such a winter’s day».

Nonostante le differenze tra le varie versioni del classico brano americano, l’outro rimane costantemente simile: quei due versi cruciali, ripetuti e poi eclissati dalla base strumentale, tendente apparentemente all’infinito prima di sfumare nel silenzio. First Reformed invece termina bruscamente, interrompendo il bacio dei due personaggi con autorità.

Laddove il brano continua a sognare il suo paradiso californiano, l’idillio del momento vissuto da Toller termina senza transizione. Forse ha veramente bevuto quel bicchiere di veleno, sognando una fine felice, anche in un simile giorno d’inverno, per poi perdere quel sogno, in preda a orribili spasmi e dolori.

First Reformed, narrato sulle note di California Dreamin'. Un uomo cammina senza meta ed entra in chiesa, nell'inverno della sua fede.
First Reformed

First Reformed è un film tremendamente cupo, dove la speranza è una moneta di scambio assai rara, quasi impossibile da riscuotere. In California Dreamin’, quella speranza ha sempre valore, il cielo sopra Los Angeles è sempre blu e gode del sole. Un miraggio estivo, in un simile giorno d’inverno, che assume un’ambivalenza unica dal punto di vista del Reverendo Toller, un uomo che vive nell’inverno della fede, chiedendosi se e quando verrà l’estate.

Leggi anche: Infine, Travis.

Enrico Sciacovelli
Un altro di quei tipi che parla troppo di film e vorrebbe essere pagato per farlo, anzichè lamentarsi dell'ultimo Transformers senza successo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Perché Joel Miller? | The Last Of Us

Bill: «Ti racconto una storia. C'era una volta qualcuno a cui tenevo davvero, una persona... qualcuno di cui mi prendevo cura. Ma in questo...

Tenet – Nolan e Rancore nella Macchina del tempo

Nolan e Rancore. Il primo dietro una macchina da presa, il secondo dentro la macchina del tempo: entrambi riavvolgono la storia del mondo. Esattamente...

Le notti bianche di Lost in Translation – L’intraducibilità della solitudine

Lost in Translation e Le notti bianche. «La poesia è ciò che si perde nella traduzione. Ed è anche ciò che si perde nell'interpretazione».  (Robert Frost) La...

Kim Ki-duk – Violenza, magia e rassegnazione

Kim Ki-duk è un autore che si è sempre assunto piena responsabilità per i suoi lavori, nel bene o nel male. Attivo nel cinema...