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SKAM | Intervista a Martina Querini alias Marta Molino

SKAM Italia, remake italiano della serie di successo norvegese, è giunta alla sua quarta e forse ultima stagione: ripercorrendo gli eventi della precedente, subito salta alla memoria il controverso episodio che ha visto Eleonora tormentata dalle scene della festa a casa di Andrea, fratello di Edoardo di cui non ha alcun ricordo. Si rivolge così a Marta, amica di Andrea, che è stata con lei tutta la notte e che si è ritrovata nuda accanto al risveglio. Marta si rivela allora un personaggio fondamentale e noi abbiamo incontrato la sua interprete Martina Querini, per farle qualche domanda.

Intervista a Martina Querini, Marta Molino nella terza stagione di SKAM Italia, in occasione della tanto attesa quarta stagione.
Martina Querini

Martina si presenta solare ma concentrata, in cerca della posizione perfetta per svolgere questa nostra intervista sotto forma di video chiamata.

Ti abbiamo vista come Marta Molino in SKAM Italia, ma ci piacerebbe conoscerti un po’ meglio, per esempio, com’è nata la “Martina attrice”?

Martina Querini

Ho fatto teatro per tutta la durata del liceo. Eravamo un bel gruppo di amici che parallelamente agli studi ha portato avanti questa passione per il teatro, ora c’è chi è tecnico, chi scenografo. Finita la scuola, a diciotto anni, ho lasciato il mio paesino in Calabria per trasferirmi a Roma dove volevo entrare alla Silvia D’Amico. Al primo tentativo, non sono entrata, ma, per non perdere l’anno, mi sono iscritta all’università seguendo il DASS (Dipartimento arte, scienza e spettacolo).

Dopo la laurea ho rifatto i provini per le accademie. Sono stata accettata al Centro Sperimentale di Roma per avere una formazione più costante e quotidiana, e a seguire ho fatto due anni di Scuola di Perfezionamento del teatro di Roma grazie al quale ho partecipato a progetti, laboratori e produzioni sul territorio, percorsi di tre o quattro mesi che davano l’opportunità di conoscere registi e modi di lavorare differenti. In questo periodo ho preso parte a due produzioni al Teatro Argentina di Roma.

Com’è il percorso dopo un’accademia? Immagino non sia lo stesso per tutti.

Martina Querini

No, assolutamente. Devi avere la fortuna di incontrare le persone giuste. Personalmente, dopo alcuni progetti amatoriali fatti con i colleghi di università e accademia, ho iniziato subito la gavetta facendo piccoli ruoli o pose. Ad esempio, ho fatto una piccola posa in un’opera prima di un regista e mi ricordo che quando è uscito nelle sale, ricevevo messaggi dagli amici per dirmi che mi avevano vista al cinema. È stato strano perché i tempi di produzione del cinema sono lunghi, anche annuali a volte, e avevo quasi dimenticato di aver preso parte a quel progetto.

La mia prima esperienza lavorativa è stata in un film auto prodotto di Ludovico Di Martino. Era un road movie, da Roma fino alla Sicilia, e mi ha formato molto perché nel viaggio i ruoli non erano fissi, mi è capitato più volte di guidare, specialmente in Calabria, la mia terra. È tutta un’improvvisazione: abbiamo dovuto girare una scena tre volte per problemi di luce. Sono cose che la scuola, per forza, non ti insegna, che puoi imparare solo sul campo. 

Ho sempre avuto il sogno di incontrare il “grande maestro”, ma ormai credo che ce li siamo giocati tutti. Forse a qualcuno succede ancora di trovarlo. Nell’industria del cinema ci sono sempre volti nuovi ed è bello poter accedere a una così illimitata serie di possibilità, tra bandi e concorsi. Ciò incrementa però il bisogno di emergere dal gruppo, di avere una specificità che ti aiuti a farti notare. 

Intervista a Martina Querini, Marta Molino nella terza stagione di SKAM Italia, in occasione della tanto attesa quarta stagione.

Come sei arrivata a SKAM Italia?

Martina Querini

Ho fatto tre provini. Uno generale da sola e altri due in sala casting con Benedetta Gargari (Eleonora). Mi hanno chiamata dopo poco mentre ero a teatro durante delle prove per dirmi che ero stata presa ed è stata la prima volta che venivo scelta in seguito a un provino, nelle altre occasioni ero stata chiamata direttamente per una determinata parte. Essendo un cast già definito, l’inserimento di nuovi personaggi doveva avvenire in maniera lineare senza stravolgimenti, così hanno provato più volte per vedere se io e Benedetta riuscivamo a creare l’atmosfera giusta. La situazione in cui si inserisce Marta Molino è delicata e fin da subito si doveva instaurare un legame forte di fiducia tra le due.

Qual è l’aria che si respira su un set così giovanile? È stato facile lavorare con gli altri essendo tutti, o quasi, coetanei?

Martina Querini

In realtà ho passato poco tempo sul set: ho fatto i provini, poi solo la scena della festa e quella della chiacchierata con Eleonora. Ma è stata comunque una bella esperienza: mi hanno tagliato i capelli nel camper, mentre fuori si girava una scena di Edoardo e Eleonora a casa di lui. Ho lavorato specialmente con Benedetta e Giancarlo, gli altri li ho incontrati durante alcune scene perché capitava che gli attori passassero dal set, anche se non avevano scene in giornata. Anagraficamente ero la più grande, e diciamo che è stato come essere la “sorella maggiore” o l’”amica più grande”, ma abbiamo comunque lavorato molto bene insieme. 

Chi ha visto la terza stagione sa i problemi che ha dovuto affrontare Eleonora e sa anche molto bene che tu sei quella che le ha rivelato la verità, che ha praticamente salvato la  sua relazione con Edoardo. A questo proposito ti chiedo: quanto credi ci sia di verosimile in quello che è successo a Eleonora?

Martina Querini

La cosa bella di SKAM è che i temi che vengono affrontati sono specchio della realtà. In comune con la versione originale, c’è questa tendenza, estremamente facile, di immedesimarsi con il protagonista per chiunque, a qualsiasi età la si guardi. La reazione di Eleonora è stata giusta e coerente con il suo carattere, e credo abbia dato anche spunto a ragazze, che magari sono in una situazione simile, ad affrontarla nel modo giusto.

Allo stesso modo, anche l’amicizia ha un grande valore. Mi è capitato che mi scrivessero su Instagram, a Martina non a Marta, di essere un’amica orribile per aver lasciato Eleonora in una situazione simile, per poi scusarsi nel vedere la reazione di Marta. E proprio i fan, in tutti questi messaggi, mi hanno fatto capire quanto il tema dell’amicizia sia stato realizzato in una maniera estremamente realistica. Alla fine Marta è amica di Andrea, ma nel momento in cui capisce che lui ha sbagliato, non prende le sue difese, anzi rassicura Eleonora e sono sicura che, se ci fosse stato un seguito, Marta avrebbe litigato con Andrea e gli avrebbe fatto notare l’errore che ha fatto. Perché alla fine nell’amicizia bisogna essere fedeli, ma anche obiettivi, se si fa un errore bisogna farlo notare e essere abbastanza lucidi da riconoscerlo e avere anche il coraggio di affrontare determinati temi.

Intervista a Martina Querini, Marta Molino nella terza stagione di SKAM Italia, in occasione della tanto attesa quarta stagione.
Martina Querini

Un’ultima domanda prima di passare ai saluti di rito: stagione preferita e perché.

Martina Querini

Dovendo ancora vedere la quarta stagione, facciamo solo una classifica provvisoria. Dunque, per motivi di affetto direi la terza per la rappresentazione di un amore oltre lo stereotipo, a riprova che tutti gli stronzi hanno un cuore. Poi direi la seconda su Niccolò e Martino per l’urgenza del tema. Sono sempre favorevoli a quando si denunciano questioni di giustizia sociale: se due ragazzi si amano lo devono poter fare liberamente, stessa cosa Sana dovrà essere libera di vivere nonostante la diversità etnica. Infine direi la prima stagione su Giovanni e Eva, che mi è piaciuta, ma l’ho guardata con meno trasporto avendo un tema di “giustizia sociale” più debole. 

Il tutto va poi anche valutato a livello individuale, affermerei per ora un podio al contrario: terza, seconda e prima. 

Ti vedremo in progetti futuri?

Martina Querini

Fare questo mestiere vuol dire saper aspettare. E’ una pratica difficile, ma necessaria. Il cinema, il teatro, sono fatti di tempi lunghi, di attese, di prove, avere pazienza e lasciare che il tempo faccia il suo corso è fondamentale per la propria crescita personale e lavorativa. Io ho sempre usato i periodi di attesa come occasioni per piantare nuovi semi, adesso sto aspettando che qualcuno di questi fiorisca. Nel frattempo continuo a coltivare il mio piccolo sogno di formare una compagnia e piano piano, insieme ad altri amici e colleghi, stiamo cercando di costruire la nostra piccola roccaforte. Al momento aspetto, chissà domani!

Leggi anche: Originale o remake – SKAM Norway o SKAM Italia?

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