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Biografilm 2020 – Walchensee Forever

Walchensee Forever è un film scritto e diretto dalla regista Janna Ji Wonders. Presentato durante il Festival di Berlino 2020, l’opera della Wonders cerca di scavare l’origine e la formazione della propria famiglia. La pellicola è in lista per il Biografilm Festival 2020, pietra miliare per il panorama festivaliero italiano, che si propone di presentare opere dal carattere biografico, affrontando tematiche di carattere sociale, politico, culturale.

La regista di Walchensee Forever, infatti, sfruttando il genere documentaristico, intraprende un viaggio che la condurrà a ritroso nel tempo, recuperando ciò che sono le rispettivi radici. Famiglia dalle idee alquanto anticonvenzionali, tuttavia fortemente legata al luogo d’origine: il lago Walchensee, situato nella regione tedesca della Baviera, al confine con l’Austria. Un luogo idilliaco, del tutto bucolico, circondato dalla bellezza delle Alpi. Insomma il posto perfetto per vivere in contatto e in armonia con la natura.

Walchensee Forever è un film che parla mediante una telecamera fissa, attraverso cui lo spettatore è costretto a osservare differenti immagini che costruiscono l’intera storia. E sono immagini che oltre a sintetizzare, da un lato, il contenuto e il reale intento della regista, mediante il quale è possibile ascoltare le testimonianze della madre e della nonna, interrotto da un breve cameo della stessa Wonders; dall’altro lato, davanti alla telecamera (e quindi agli occhi dello spettatore) si pongono filmati e fotografie datate, su cui sono testimoniate le vite passate dei parenti della Wonders.

Il viaggio di questa famiglia inizia nel lontano 1920 grazie alle nonna, Norma, che decide di aprire nei pressi del lago un cafè. Cafè che ancora oggi è possibile visitare. Tuttavia, a causa della veneranda età, la regista cerca di spostare l’attenzione nei confronti della madre, Anna, la quale testimonia le vicende che l’hanno vista protagonista insieme alla sorella, Frauke. Le due ragazze, unite sin da sempre dalla passione per la musica e per la fotografia, hanno vissuto pienamente la loro esistenza, votando quest’ultima all’amore per il viaggio. Dotate di spirito libero, hanno condotto sé stesse alla conoscenza del mondo.

Walchensee Forever è l'ultimo film scritto e diretto da Janna Ji Wonders, opera nella quale la regista cerca di scoprire la famiglia.
Walchensee Forever

Il viaggio che Anna e Frauke svolsero in America, dapprima come musiciste e in seguito come “turiste”, ha permesso a entrambe di entrare in contatto con il mondo hippie. Sicché quell’universo piegato al trasgredire determinati stilemi sociali entra in loro, in ogni rispettivo anfratto, godendo appieno la rivoluzione identitaria alla quale non hanno mai rinunciato. Così, pervasa da un velo di nostalgia, Anna racconta le sue esperienze e la rispettiva ricerca del proprio spirito, del proprio Io, la cui ricerca continua tuttora ad accompagnarla.

Walchensee Forever si ricopre dei sentimenti più puri, più genuini. La Wonders riesce a trasmettere qualunque tipo di emozione, sfruttando ogni mezzo espressivo (e comunicativo) affinché si entri in rapporto empatico con i relativi ricordi. Fotografie, filmati, lettere, diari, cartoline, parole: questo è l’intero repertorio con cui la regista rievoca gli stati d’animo più intimi della propria famiglia, quindi della propria personalità. Non vi sono veli nelle narrazioni. Non vi sono racconti freddi, sormontati e architettati per il semplice motivo di occultare qualcosa.

Tutto è raccontato nella più completa autenticità, sincerità e serenità. La vita vissuta da Anna e Frauke è vera. Come una poesia, è composta da versi che si dispiegano formandone un’opera d’arte. E il merito, senza dubbio, è della Wonders che rende tutto diretto, aiutata da una fotografia che risalta i colori e i contrasti visivi. Vi è una telecamera fissa che inquadra Anna, e a volte Norma, e lo spettatore si limita a udire e a rimanere affascinato dalle storie narrate. A volte si ode la voce della regista, la quale fa da arbitro, ricordando, allo stesso tempo, che ci troviamo dinanzi a un film.

Insomma storie di vita vissute all’insegna della nostalgia. Ma non solo. Anzi, è qui che emerge, a un certo punto, il vero intento della regista. Per quanto si cerchi di fare breccia all’interno di un passato, questo serve da appoggio per sviluppare una serie di tematiche che implicitamente la Wonders inserisce. Esse, infatti, si dispiegano al di sotto della vera narrazione. E per quanto lo spettatore sia persuaso dall’intero racconto, avverte su di sé il carico poetico di Walchensee Forever.

Walchensee Forever è l'ultimo film scritto e diretto da Janna Ji Wonders, opera nella quale la regista cerca di scoprire la famiglia.
Walchensee Forever

Il film, infatti, è una storia spiegata da donne. Il ruolo femminile emerge caricato di ogni valenza umana. Per questo Wonders crea un’opera davvero originale che, tuttavia, assume un connotato puramente attuale. È come se volesse spingerci a leggere tra le righe, affermando che all’interno di un mondo che risulta il più delle volte “ostile”, la donna trova sempre la forza di proseguire e di realizzare la sua identità. Anna e Frauke hanno pienamente vissuto la propria esistenza perché hanno saputo sfruttare qualunque tipo di esperienza. E ciò che si avverte non ha nulla di scabroso. Anzi, è del tutto umano.

Inoltre in Walchensee Forever è possibile scorgere un altro importante tematica: dinanzi a una società liquida, a una continua vita vissuta nella più totale frenesia, ciò che sin da subito viene a mancare è la relazione interumana. L’esistenza condotta mediante il ritmo frebbile e convulso, divenuto quotidiano, porta l’essere umano alla vacuità della sua sfera più emotiva. Ogni contatto sentimentale, empatico, diviene un semplice costrutto e perde i rimandi più naturali possibili.

Wonders, però, mostrandoci una storia senza filtri, insegna che tale emotività è possibile recuperarla e curarla. Non vi sono vite private di emozioni; ma solo emozioni private della loro vitalità. Trovando l’origine, in questo caso della famiglia, si (ri)scopre la fonte di ciò che colpisce l’animo: un sentimento irrazionale che divampa ogni punto del nostro corpo. Al che di prepotenza, si innalza l’importanza del lago, luogo da cui tutto è partito e da cui tutto ritorna continuamente. Per la famiglia di Wonders, il lago Walchensee ha un’importanza enorme. Grazie ad esso si può recuperare quel senso di identità e di appartenenza che rischia di perdersi tra i meadri della frenesia, della fugacità e della precarietà.

Walchensee Forever è un racconto di nostalgia, di perdita, di gioia, di appagamento. Ma ancora: è una storia che si inerpica tra l’amore e il dolore; tra il vivere e la ricerca della propria essenza. Tra il capire quanto sia importante condurre fino in fondo la nostra esistenza, ricordandoci che, ovunque andassimo, ci sarà sempre un luogo da cui far ritorno.

 

Leggi anche: Biografilm Festival – Una nuova edizione online tutta da scoprire

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