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Biografilm 2020: The Earth is Blue as an Orange

Vincitore del premio per la miglior regia nel concorso World cinema documentari del Sundance Film FestivalThe Earth is Blue as an Orange di Iryna Tsilyk è presente anche alla sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna, dove compete per aggiudicarsi il premio al miglior film.

The Earth is Blue as an Orange – La Storia

The Earth is Blue as an Orange è un  documentario molto particolare. A metà strada fra  il surrealismo e la cronaca diretta, il film ci mostra una situazione al limite dell’incredibile: la vita quotidiana di una famiglia del Donbass, una delle più pericolose regioni dell’Ucraina, al tempo del conflitto con la Russia.

Ma qual è il centro del racconto? La storia è incentrata su una madre, Anna, che lavora insieme ai figli alla realizzazione di un film. Insieme provano e riprovano scene, recitano, ridono, litigano. Tutti hanno un loro ruolo, davanti e dietro l’obiettivo, condividendo la stessa passione. Quest’attività così naturale assume un’aura sacrale in un simile contesto, fra il rumore degli edifici che crollano e le ronde dei soldati di pattuglia.

The Earth is Blue as an Orange

The Earth is Blue as an Orange – La Regia

Mentre Anna si dedica al suo film, la natura esterna cambia faccia. Il paesaggio è ostile, l’inverno freddo, le strade desolate; tutto sembra trasfigurato da un racconto di Cormac McCartney, che spaventa e atterrisce con la sua aura post-apocalittica. La telecamera della regista si muove come si muoveva quella di Ozu: fra movimenti lenti e cristallizzati, si contempla un’aura di misticismo che emerge da lande desolate e da strade vuote, in cui le persone si muovono come in un sogno. Il tempo stesso si ferma fra le speranze e i sogni di una generazione senza futuro.

L’occhio di Iryna Tsilyk spia questa famiglia fra gli anfratti e le serrature di case rurali, in un mondo desolato, che diventa un personaggio all’interno di questo documentario sospeso in una dimensione di favola. Dagli spazi campestri, seccati dai rigori dell’inverno, si passa agli interni di case fatiscenti che ricordano le pitture fiamminghe dei primi quadri di Van Gogh. La luce si oscura, mentre i personaggi si rinchiudono in spazi angusti che li proteggono dai pericoli del mondo.

The Earth is Blue as an Orange

The Earth is Blue as an Orange – Il cinema fonte di vita

The Earth is Blue as an Orange vuole mostrarci una famiglia al centro di un cambiamento epocale, in cui tutti i singoli sono connessi, ma isolati. Reclusi e nascosti, tutti cercano di dare un senso a un mondo che non è più lo stesso. Come abbiamo sperimentato tutti noi al tempo del COVID, così anche i personaggi del film sperimentano la totale mancanza di un ordine e cercano di adattarsi a una nuova realtà che non è più la stessa.

In questa mancanza di certezze il cinema è l’unica salvezza. Come diceva Godard: «il cinema ha sempre creato dei ricordi» e in quest’ottica il lavoro della regista è molto metacinematografico. Il suo intento è quello di mostrare una famiglia, che diventa troupe, che riprende la realtà che li circonda. Anna mostra quali sono stati gli effetti della guerra all’interno della sua famiglia e lo fa trasformando il dolore in pura poesia. E l’alterità della paura diventa così meno lontana.

Alla fine, il film viene finito. Con una sequenza estremamente toccante, fra pianti e lacrime, tutti raccontano la loro esperienza della guerra: intensa, estasiante, tormentata. Un racconto di vita che diventa cinema e a sua volta viene ripreso in un documentario.

Quindi cosa ci vuole cosa comunicare la regista Iryna Tsilyk con questo film su una madre con la macchina da presa? Il dolore? La disperazione? La solitudine? Sì, tutto questo è presente, ma in fondo qual è l’intento del film se non quello di mostrare un malinconico, disperato, violento senso di vita che cerca di affermarsi fra le macerie della guerra?

Leggi anche: Biografilm Festival – una nuova edizione tutta da scoprire 

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