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Biografilm 2020: King of the Cruise – E tu vivrai nella solitudine

Avete scelto di fare una vacanza in crociera. Sole, mare, relax  e nessun pensiero. Salite, vi stendete a bordo piscina, sorseggiate un mojito ghiacciato e guardate l’oceano. Tutto procede per il meglio. Finché non arriva un grasso signore vestito con abiti feudali, che si mette a parlare con voi e vi dice: «Mi chiamo Ronald e sono un barone»Fantasia? No! Questa dinamica si presenta più volte in King of the Cruise, il surreale documentario di Sophie Dors, presentato in concorso al Biografilm Festival.
King of the Cruise

King of the Cruise non narra una storia, ma narra un personaggio.

Tutto il film si appoggia sulle grandi spalle del suo grasso protagonista: Ronald Reisinger,  barone scozzese nato a New York, che trascorre la sua vecchiaia fra una crociera e l’altra, raccontando ai viaggiatori la sua buffa storia. Ronnie infatti è un mattatore, un  cantastorie, uno showman. La sua parlantina e il suo aspetto sono talmente particolare da attirare la curiosità di ogni passante e la sua verve incontenibile porta i passeggeri a invitarlo sempre a cena.
Seguiamo quindi Ronnie nelle sue bizzarre avventure a bordo della nave. Fra bagni in piscina, balli di gruppo e ricchi buffet, lentamente Ronnie diventa il re di un mondo kitsch e surreale, popolato da strani individui che sembrano usciti fuori da un racconto di David Foster Walllace. Tutto è finto, ma Ronnie sembra trovarsi bene in questo presepe galleggiante e continua a fare amicizia con i viaggiatori, alla disperata ricerca di qualcuno con cui parlare o andare a cena. Però si sa, chi è amico di tutti non è amico di nessuno.
Infatti Ronnie non ha amici né famiglia: i suoi figli ormai hanno una carriera avviata, la sua prima moglie lo ha lasciato, i suoi genitori sono morti e la sua compagna è lontana. E così, fra lo sfarzo e il divertimento, si insinua un velato senso di morte: Ronald è chiaramente sovrappeso, soffre di problemi di cuore, ma soprattutto è solo. È incredibilmente solo. Come un clown di Fellini che rimane sul palcoscenico, Ronnie trasmette tutta la sua malinconia, mascherata da un sardonico sorriso.

Il suo dolore però si perde nell’opulenza di un microcosmo in cui tutti vogliono divertirsi.

Si crea quindi questa antitesi fra la solitudine del protagonista e la bellezza dell’ambiente, contrasto che la regista Sophie Dros accentua pesantemente. La regista belga infatti fa delle scelte stilistiche azzardate e particolari, che la avvicinano molto al cinema di Paolo Sorrentino e Ruben Ostlund. Rallenta il ritmo del montaggio, cura l’estetica della fotografia fino all’ossessione e si concentra su micro episodi che aumentano ancora di più il minutaggio del film. La visione quindi risulta stancante e difficile, proprio perché Sophie Dros vuole mostrarci quanto possa essere estenuante l’ambiente delle crociere. La regista stessa ha dichiarato di aver sofferto molto a girare in simili ambienti e questo disagio arriva anche allo spettatore.
In questo senso, il confine fra film e documentario è molto labile. King of the Cruise è un film il cui soggetto è talmente surreale che potrebbe essere considerato benissimo un film di fiction. Infatti, solamente quando il mastodontico protagonista rompe la quarta parete e parla direttamente in camera, si può pensare che il film sia un documentario.
King of the Cruise
Cos’ è quindi King of the Cruise? Un viaggio? Un documentario? Un racconto? Forse questo film è semplicemente un malinconico ritratto di un uomo che vuole essere amato. Un uomo che vuole essere amato indipendentemente da ciò che rappresenta. 
Alla fine il grasso Barone lo dice chiaramente rompendo la quarta parete: «Io so di morire! So di essere destinato a finire! Fra dieci giorni o dieci anni, so che la mia ora arriverà, ma so anche di essere una persona interessante e so che difficilmente chi mi ha visto o incontrato mi dimenticherà». E così, come Nerone guardava il suo impero bruciare mentre suonava la lira, Ronnie guarda la nave attraccare, mentre prepara i bagagli, conscio della fine del suo regno. E scendendo dal suo trono galleggiante, si prepara a mischiarsi fra la folla, per diventare ancora una volta un uomo qualunque.

Leggi anche: Biografilm 2020: The Earth is Blue as an Orange

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