Home Cinebattiamo Dialogo immaginario- Il reverendo Toller e Travis Bickle

Dialogo immaginario- Il reverendo Toller e Travis Bickle

I personaggi ideati da Paul Schrader – il reverendo Toller e Travis Bickle – possiedono molti tratti in comune. Sono individui perseguitati da una soffocante solitudine, che impedisce loro di relazionarsi adeguatamente con gli altri; una condizione che anzi li condanna a convivere con i propri pensieri, i propri dubbi e le proprie paure. La convivenza con se stessi li rende sempre più diffidenti nei confronti del prossimo: anzi, sembra che più essi cerchino di aprirsi al mondo, più esso li rifiuti, mostrando tutto il marcio che vi si annida.

Toller e Travis: due personaggi nati da Paul Schrader: cosa succederebbe se si confidassero poco prima di compiere il proprio atto finale?
Taxi Driver

Travis Bickle, protagonista del capolavoro Taxi Driver (1976) diretto da Martin Scorsese e interpretato da un magnetico Robert De Niro, è considerato uno degli antieroi meglio scritti della storia del cinema.

Veterano del Vietnam, Travis è un tassista di New York: ogni notte, è muto testimone di tutto il peggio che si nasconde nella vasta metropoli americana. In una di queste notti, conosce la prostituta tredicenne Iris (Jodie Foster), incontro che alimenterà la follia della sua mente già instabile. Inorridito dalle ingiustizie e dalla cattiveria con cui costantemente entra in contatto, Travis si ergerà a giustiziere delle vittime e degli indifesi, reagendo con estrema violenza.

Toller e Travis: due personaggi nati da Paul Schrader: cosa succederebbe se si confidassero poco prima di compiere il proprio atto finale?
First Reformed

Il reverendo Ernst Toller è, invece, protagonista di un’opera molto più recente: si tratta dell’avvincente dramma First Reformed (2017), scritto e diretto da Paul Schrader.

Toller, impersonato da un eccezionale Ethan Hawke, è il pastore di una piccola chiesa di nome “First Reformed”; la sua esistenza è stata drammaticamente segnata dalla morte del figlio in guerra. Un giorno viene contattato da Mary (Amanda Seyfried) e Michael (Philip Ettinger), una giovane coppia in attesa di un figlio; Michael, attivista ambientalista, è convinto di non voler dare alla luce il bambino in un mondo come questo, devastato dall’inquinamento e dall’avidità umana. Dopo il loro incontro, Michael si toglie la vita. Oppresso dal senso di colpa, il reverendo Toller affonderà in un vortice di angoscia esistenziale, che culminerà in una drastica decisione.

Da un certo punto di vista, Travis e il reverendo sono personaggi molto differenti tra loro. Da una parte abbiamo un uomo semplice e pragmatico, dall’altra un uomo di fede che si interroga sulle più profonde questioni dell’esistenza umana. Eppure, possiedono molti aspetti in comune: immersi nella propria solitudine, i due uomini prendono pian piano coscienza del male che c’è nel mondo e se ne fanno pienamente carico.

Cosa succederebbe se Travis e il reverendo Toller si incontrassero?

Immaginiamo per un attimo che Travis, ormai all’apice della sua disillusione verso il mondo, decida di rivolgersi a un uomo di Fede per tentare di fare ordine nella sua mente. Travis è venuto a conoscenza del passato del reverendo, perciò crede che egli possa comprendere cosa significhi provare rabbia e non poterla comunicare a nessuno. Dal canto suo, Toller accetta volentieri l’incontro con Travis: non è riuscito a salvare Michael, ma può tentare con un’altra persona. Può provare a infondere a qualcun altro la speranza in un mondo migliore, sebbene, ormai, anche lui stesso cominci seriamente a dubitarne.

Toller e Travis: due personaggi nati da Paul Schrader: cosa succederebbe se si confidassero poco prima di compiere il proprio atto finale?
Taxi Driver

Travis raggiunge il reverendo Toller fuori dalla sua chiesa: i due hanno appuntamento all’aperto, perché Travis, non essendo religioso, si sentirebbe molto a disagio tra le fredde mura di un luogo sacro. Toller lo raggiunge e rimane sconvolto dal suo aspetto: nonostante la giovane età, Travis è magro, trasandato, trascurato. Capisce subito di trovarsi dinanzi a un’anima molto ferita, forse ancora più di quanto lo fosse Michael.

Toller [pensiero]: «Devo stare attento questa volta, non devo fare errori: dinanzi a una persona così lontana da Dio, il lavoro di un uomo di Chiesa deve essere ancora più preciso di quello di uno psichiatra. Non devo fallire, questa volta».

Travis: «Ci tengo a mettere subito le cose in chiaro, Reverendo. Io non credo in Dio. Mai ci ho creduto e mai ci crederò. Quindi se per lei è un problema…».

Toller: «Lo immaginavo, sai. Posso darti del “tu”, vero? Dicevo, lo avevo capito. Dal modo incerto con cui mi parlavi al telefono, ho subito intuito che tu non fossi un assiduo frequentatore della chiesa. Non ti giudico e certamente non ti condanno per questo. Andiamo subito al sodo della questione, non mi piace girare attorno alle cose. Cosa ti turba, ragazzo?».

Travis: «È difficile da spiegare… forse impossibile esprimere tutto quello che provo a parole. Da qualche parte dovrò pure cominciare, però. Beh, io faccio il tassista e…».

Toller: «Ah, e ti piace, Travis?».

Toller [pensiero]: «Devo cercare di fargli domande, di dimostrargli che mi interesso a lui. Ogni parola ha un peso, ogni singola parola è sacra quando si parla con una persona così ferita nell’anima».

Travis: «Diciamo che mi permette di sopravvivere. Non ho mai avuto tante pretese in campo lavorativo, mi basta avere il pane per sfamarmi. Il mio problema è però collegato al mio lavoro di tassista. Sa, io guido il taxi di notte, a New York. Lei abita qui, in questo posto così tranquillo, non ha idea di che razza di posto sia New York, soprattutto di notte.  Non ha idea di quel che vedo e sento ogni giorno… Le strade sono piene di spacciatori, prostitute, ladri. Pensi, solo l’altra notte avevo sul mio taxi un uomo intenzionato a uccidere la moglie. Non ha idea…».

First Reformed

Travis [pensiero]: «Come avrebbe potuto saperlo, quell’uomo? Vive praticamente in mezzo al nulla, non fa che pregare e pregare. Cosa ne può sapere lui, della vita vera?».

Toller: «Ha ragione, io non sono molto famigliare con questa parte del mondo. Dimmi, Travis, perché sei voluto venire da me?».

Travis: «Beh, ho sentito delle voci su di lei. So cos’è successo a suo figlio in guerra e so che moltissime persone la ammirano perché, nonostante tutto ciò che ha passato, sa ascoltare gli altri, senza giudicare chi, come me, è molto diverso da lei. Non è una cosa comune di questi tempi. Io mi chiedevo, da uomo di Fede, lei come giustifica tutto il Male che c’è nel mondo? Come può Dio permettere tutto questo? Perché sa, se dipendesse da me, farei venire un altro diluvio universale per spazzare via tutto questo marcio».

Toller: «È un pensiero giustificabile, Travis, davvero. Ecco, da uomo di Fede, come mi hai chiamato tu, io credo che la risposta sia nella grazia divina. Hai saputo di mio figlio, quindi immagini quanto possa aver sofferto, quanto anche io mi sia fatto continuamente la stessa domanda. Io però credo davvero nella grazia, nel perdono, nell’immensa bontà del Signore: io sono convinto che se seguiamo la retta via, se preghiamo e ascoltiamo le sue parole, ci sia speranza per tutti».

Toller [pensiero]: «Balle, tutte balle. Nemmeno io credo davvero a quello che dico: le mie parole suonano vuote, false.»

Travis: «Dice davvero? Crede che ci sia speranza? Penso che avrei usato tutte le parole di questo maledetto mondo, tranne speranza. Quale speranza ci può essere in un mondo che permette che una ragazzina di tredici anni si prostituisca? L’ho conosciuta qualche giorno fa. Si chiama Iris. È una ragazzina molto sveglia, ma Cristo santo, è una bambina! Invece è obbligata da un lurido magnaccia a vendere il proprio corpo per soddisfare gli infami bisogni di qualche pervertito. Io sono il diretto testimone di tutto questo schifo e lei mi viene a parlare di speranza? Io la voglio salvare quella ragazzina, la voglio portare via da quello schifoso! Lei mi dirà di fregarmene, di farmi i fatti miei. Ma io sono convinto che uno non possa dedicarsi solo a se stesso, al proprio benessere. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone. Tutto questo marcio mi fa impazzire. Bisogna che io faccia qualcosa. Sa, ho certe cattive idee per la testa … ».

Toller: «È agghiacciante quello che mi dici, davvero. La tua rabbia è più che comprensibile. E  hai ragione, bisogna avvicinarsi alle persone, guardare oltre noi stessi. Travis, senza accorgertene ti sei risposto da solo alla domanda che mi hai fatto. La grazia divina non è qualcosa di intangibile o astratto, la si può trovare in chiunque, anche nell’innocenza di una ragazzina. Chissà, forse senza le difficoltà della vita, senza il “marcio”, come lo hai definito tu, non potremmo vedere ciò che di meraviglioso ci dona la nostra esistenza. Senza dolore, senza disperazione, non può esistere alcuna speranza».

Taxi Driver

Toller [pensiero]: «Senza accorgermene, ho usato le stesse identiche parole che ho usato con Michael. E Michael si è suicidato. Non avevo mai formulato davvero queste quattro parole nella mia mente. Michael si è suicidato».                               

Travis: «E lei l’ha mai trovata in qualcuno, la grazia divina?».

Travis [pensiero]: «Mi sforzo davvero di comprendere, di capire come quest’uomo possa andare avanti raccontandosi queste favole. Eppure sembra una persona intelligente, buona come ce ne sono rimaste poche. Forse non ha capito la gravità della mia situazione, o forse semplicemente si racconta tutte queste falsità per avere la forza di svegliarsi al mattino».

Toller: «A dire il vero, sì. C’è una ragazza. Si chiama Mary e aspetta un bambino. Una giovane gentile, dolce, che ha davvero bisogno di me. In lei vedo davvero la luce di Dio. Sono le persone come Mary che mi fanno credere che ci sia davvero ancora speranza nel mondo. Hai bisogno di qualcosa di davvero positivo nella tua vita, Travis. Qualcosa che ti faccia comprendere come la vita possa essere meravigliosa, se ci sforziamo di osservarla con attenzione ogni giorno. Hai qualcuno con cui parlare? Qualcuno che ti possa far apprezzare la bellezza della vita, come un amico o una ragazza?».

Travis: «Tempo fa mi ero invaghito di una ragazza. Bella da togliere il fiato, Reverendo. Ma alla fine si è rivelata come tutti gli altri: fredda e insensibile. Non ho amici. Sono davvero solo come un cane, se ci tiene a saperlo. La solitudine mi ha accompagnato tutta la vita, dappertutto. No, aspetti, forse una compagnia ce l’ho. Scrivo un diario e…».

Toller: «Anch’io!».

First Reformed

Travis [pensiero]: «Non ci credo, l’ha detto davvero a voce alta. Anzi l’ha letteralmente urlato. Eppure credevo di essere solo in tutto questo».

Toller [pensiero]: «Pensavo di essere il solo a tenere un diario, a interrogarmi sul senso dell’esistenza umana con tale costanza da rischiare di impazzire. E ora arriva quest’uomo, un tassista che, nel pieno della mia vulnerabilità, è riuscito a mettermi a nudo in pochi minuti. Pronunciando quelle due parole, gli ho fatto capire che in un certo senso, io sono come lui».

Travis e il reverendo Toller non si rivolgeranno mai più la parola. Probabilmente il loro destino non cambierà di una virgola: i loro modi di pensare e ragionare sono troppo differenti per potersi influenzare positivamente a vicenda. Eppure, le parole che si sono detti non sono state del tutto vane. Sebbene in maniera diversa, entrambi si sono fatti pienamente carico di tutto il marcio che c’è nel mondo, incapaci di scrollarselo di dosso, ma anzi facendolo divenire parte di sé.

In entrambe le pellicole, Travis e Toller cercano di comunicare agli altri la propria presa di coscienza, senza venir mai davvero ascoltati. Questo dialogo immaginario, per quanto apparentemente bizzarro e improbabile, può permettere a due anime all’apice dell’autodistruzione di ricevere una piccola consolazione: il conforto di non essere completamente sole.

Leggi anche: Dialogo immaginario tra il Joker di Ledger e il Joker di Phoenix

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

Il finale di The Last Of Us: Parte II – Il Mio Dovere

Naughty Dog, da un po' di anni a questa parte, è sempre stata garanzia di storie coinvolgenti, personaggi indimenticabili e finali struggenti. Tuttavia, The...

Cinema e Letteratura- Tre donne scrittrici, tre film che le hanno onorate

Le donne passate alla storia come scrittrici sono quelle che si sono distinte per le loro idee rivoluzionarie. Quelle che hanno fiutato il cambiamento,...

Il finale di Her – Il sorriso di una solitudine a due

Her (2013) come quasi tutta la filmografia di Spike Jonze verte sul “mettersi nei panni degli altri”. Se Essere John Malkovich (1999) faceva di questo processo...

Polly Shelby – La principessa zingara

I gangster più famosi del momento sono i Peaky Blinders e sono degli zingari della Birmingham degli anni venti del '900, che si amano, pur essendo...