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One Piece – La giustizia morale di Fujitora

L’universo narrativo di One Piece offre la possibilità di introdurre, approfondire e sostituire un elevato numero di personaggi attraverso una forte caratterizzazione di un determinato tratto distintivo. La loro scomparsa o ricomparsa, infatti, porta lo spettatore ad avere una diversa percezione del personaggio e, di conseguenza, di ciò che rappresenta, senza però snaturare l’opera nella sua totalità. Oggi prenderemo in esame il senso di giustizia di Issho, conosciuto anche come Fujitora, per comprenderne l’essenza più profonda e il fine. 

Fujitora è uno dei personaggi più enigmatici di One Piece perché sembra quasi godere di autonomia propria all’interno della narrazione.

Arruolato nella Marina dopo una selezione militare, ricopre nel mondo di Oda il ruolo di ammiraglio, uno dei massimi esponenti dell’alto rango della Marina.

L'ammiraglio Fujitora insegue un tipo di giustizia morale non sempre in linea con il ruolo che ricopre nella narrazione.
Fujitora

Per analizzare la sua natura non convenzionale, bisogna soffermarsi sulla sua cecità e sull’impatto emotivo che ne deriva. Di fatto il punto di partenza del codice etico di Fujitora è rappresentato dalla scelta di diventare un non vedente.

Issho, infatti, a un certo punto della sua vita, rimane talmente disgustato dal male che vede attorno a sé da scegliere di accecarsi con le sue stesse mani.

Questo è un crocevia fondamentale per delineare la sua linea di condotta perché denuncia, senza mezze misure, l’oscurità che attanaglia se stesso e il mondo intero. L’atto di estremizzare il suo risentimento verso il mondo, attraverso un handicap così evidente, è la più chiara manifestazione di come il senso assoluto di giustizia di Fujitora superi qualsiasi limite possibile, anche imposto dalla natura. Da questo forte obbligo morale nasce l’obiettivo di distruggere la Flotta dei Sette, da sempre un gruppo di pirati di riferimento che collabora con il governo mondiale. Fujitora non condivide il fatto che molti dei suoi membri, nel corso degli anni, abbiano influenzato i destini di regni e popoli per i propri interessi personali, attraverso i privilegi concessi proprio dalla Marina.

L'ammiraglio Fujitora insegue un tipo di giustizia morale non sempre in linea con il ruolo che ricopre nella narrazione.
Fujitora vs Zoro

Le azioni di questo personaggio sembrano seguire arbitrariamente i propri ideali, completamente immersi in una dimensione slegata dal ruolo che ricopre e, spesso, opposti ai vincoli tradizionali dell’ordine mondiale.

La proposta esistenziale di Fujitora suona allora, nel sistema politico del mondo di One Piece, originalmente filo-governativa e antigovernativa.

È filo-governativa perché legittima l’importanza della Marina individuando, lucidamente, nell’organo militare lo strumento necessario per estirpare il male da questo mondo. Appare invece, per altri versi, antigovernativa nella misura in cui, facendo della Marina una necessità assoluta, colpisce e svuota di contenuto la pretesa della suddetta istituzione di operare secondo le vecchie disposizioni.

La giustizia di Fujitora si rende partecipe del sistema, per combattere il lato oscuro dello stesso.

Nonostante non esiti a far rispettare severamente la legge, non bisogna considerare la sua figura priva di umanità. È emblematico, infatti, il momento in cui, dopo la sconfitta di Doflamingo, Fujitora e i suoi uomini si inginocchiano davanti al Re Riku di Dressrosa, per scusarsi di aver permesso quel regno di falsa prosperità e sofferenza. Accusando apertamente il governo mondiale di essere stato complice di tutto ciò, Fujitora si pone come l’unico vero simbolo della giustizia mondiale, condannando tutti i rapporti della Marina con il mondo criminale.

La sua ossessione per la giustizia non lo porta mai a sacrificare gli altri, anzi, considera sempre l’incolumità di chi lo circonda più importante di ciò che insegue.

Quando gli abitanti di Dressrosa iniziano a inseguire Rufy per evitare che venga attaccato da Fujitora, quest’ultimo, ascoltando le parole dei cittadini piene di gioia e riconoscenza, decide di deporre le armi, di preservare le loro vite e di aiutare il giovane pirata a scappare da alcuni nemici.

In quest’occasione Fujitora si pente, in un’intima riflessione, di non poter vedere con i propri occhi il viso di quell’uomo che ha salvato il destino di un’intera nazione.

Oda, attraverso l’Ammiraglio della giustizia, vuole trasmettere la fiducia nelle istituzioni libere dalla corruzione, la responsabilità di difendere sempre gli altri e il coraggio di non piegarsi, nonostante tutto, a ciò che c’è di sbagliato in questa vita.

Leggi anche: Portuguese D. Ace – La Fiamma del Sacrificio.

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