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ShorTS International Film Festival – Intervista ai direttori artistici

ShorTS International Film Festival non si ferma. Il famoso festival di Trieste dedicato ai cortometraggi e ai film d’autore, decide di non alzare bandiera bianca, ma di spostarsi su MYmovies: sito leader dell’informazione cinematografica e piattaforma di distribuzione. Il festival sarà il primo in Italia a trasmettere gratuitamente cortometraggi da remoto su scala nazionale. Oltre ai cortometraggi, durante il festival, saranno fruibili gratuitamente anche i sette film in concorso nella sezione Nuove Impronte, distribuiti sempre  su MYmovies. Quest’anno  La Settima Arte sarà media partner ufficiale della manifestazione, una collaborazione che siamo felici di avviare con entusiasmo.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare i Direttori artistici dello ShorTS International Film Festival, Chiara Valenti Omero, anche presidente dell’associazione AFIC, e Maurizio Di Rienzo, che con grande gentilezza hanno risposto alle nostre domande. Di seguito l’intervista.

Buongiorno Chiara, buongiorno Maurizio. Grazie della vostra disponibilità. Qual è la storia dello ShorTS International Film Festival?

Chiara Valenti Omero: Il festival è iniziato nel 2000 e questa sarà la ventunesima edizione di una manifestazione nata da un’idea del momento, da un’aspirazione che avemmo io e una mia amica. Nel 2011 sono rimasta sola e questa è la nona edizione come presidente, mentre dall’altro anno condivido con Maurizio la direzione artistica. Negli anni 2000 il cortometraggio era una novità e c’era maggiore attenzione per questa forma d’arte, che ora non c’è invece. All’epoca il festival si chiamava Maremetraggio, nome che è stato mantenuto per l’associazione. Il festival cambiò nome nel 2011, perché mi fu richiesto dall’amministrazione di connotarlo a livello regionale: Ts infatti sta per Trieste. Negli anni molte cose si sono aggiunte, il regolamento però è rimasto lo stesso: i cortometraggi devono aver vinto almeno un premio negli anni precedenti per partecipare. Il concorso ha sempre avuto un respiro internazionale e il premio (dieci milioni di lire prima e cinquemila euro poi) è uno dei più importanti fra i festival di corti in Europa. Con gli anni si sono aggiunte sezioni, fra cui Nuove Impronte, dedicata ai migliori lungometraggi del cinema emergente e curato dalla giornalista Beatrice Fiorentino che si occupa sempre di più di selezionare “film difficili”.

ShorTS International Film FestivalPerché ShorTS International Film Festival è dedicato proprio ai cortometraggi?

Chiara Valenti Omero: È difficilissimo colpire nel segno: tenere inchiodato lo spettatore alla poltrona in pochi minuti. Mi affascina la capacità di un regista di narrare un’idea in un tempo tanto breve da non annoiare lo spettatore o allontanarlo dallo schermo. Per me è una grande sfida per chi lo fa e chi ne fruisce.
Maurizio Di Rienzo: I videoclip sono arrivati prima, poi c’è stata la videoarte e poi il cortometraggio a-narrativo, autoriale. Il Carosello anche. Il cortometraggio può andare oltre i confini di genere e mescolare vari orizzonti. Ci sono molti mezzi e molti registi. I corti possono costare poco, ma se ti appoggi a un ente che ti finanzia, in Europa più che America, si può arrivare anche a migliaia di euro; perché tutto è possibile, ma non è possibile tutto. Ogni corto deve avere un arco di narrazione. Avremo come ospite un grande maestro, Simone Massi che farà una chiacchierata con noi sul corto d’autore.

Da quale esigenza nasce l’idea di dedicare una retrospettiva ai cortometraggi estoni?

Maurizio Di Rienzo: Il focus sui cortometraggi dell’Estonia nasce dall’esigenza di dare luce a delle cinematografie straordinarie. Molti paesi possiedono perle di cui ignoriamo l’esistenza. L’Islanda per esempio ha numero esiguo di abitanti, ma quei registi islandesi che conosciamo producono opere straordinarie. Fanno moltissimi film all’anno in relazione al numero di abitanti. L’Estonia come le repubbliche baltiche punta all’animazione. La selezione prevederà quindi nove film di vario registro. In particolare avremo un focus nell’ultima giornata di un’ora e mezza, per far scoprire questo piccolo grande fenomeno cinematografico.

Come avete deciso di impostare invece la sezione dedicata alla formazione?

Chiara Valenti Omero: Shorts è da sempre focalizzato verso le scuole con la sezione ShorterKids’n’Teens. Era nata nel 2012 con una selezione curata da un bambino di dieci anni, il figlio di Beatrice Fiorentino. A una conferenza stampa gli chiesi se gli fosse piaciuta la selezione dei film e lui mi rispose di no, con grande maturità e chiarezza. Così gli proposi di curare la selezione e lui accettò. Diventò il curatore più piccolo del mondo, calandosi benissimo nel ruolo. Teniamo anche un corso dedicato ai ragazzi che quest’anno sarà impossibile o per lo meno molto difficile fare. È un progetto di formazione che portiamo avanti sul cinema ogni anno con otto classi. Una parte di loro fa parte poi della giuria critica del festival che affianca la giuria popolare, la quale non ha gli stessi parametri e nemmeno la sessa formazione. Avevamo fatto un laboratorio per adolescenti l’anno scorso volto a realizzare un corto che abbiamo mostrato in piazza durante la manifestazione. Ci rivolgiamo agli adolescenti che di solito sono quelli meno considerati.
Maurizio Di Renzo: Un altro progetto di cui andiamo molto fieri è il ShorTS Pitching Training, che consiste nell’educare vari registi a fare un pitch (presentazione davanti ai produttori). Un management che insegna a presentarsi al pubblico.
Chiara Valenti Omero: Lo facciamo in collaborazione con NISI MASA – European Network of Young Cinema. Jérôme Nunes, Manager di Coproduzione, interagirà con i ragazzi a distanza che avranno la possibilità di mettersi di fronte a cinque produttori internazionali. Quest’anno dei venti presentati abbiamo selezionato cinque progetti. Faranno, ahimè, questo lavoro online, ma ci sembrava giusto istruire i giovani registi e mantenere questa sezione. La più grande soddisfazione è che quest’anno mostreremo i progetti di due ragazzi che hanno fatto il corso l’anno scorso.
Maurizio Di Rienzo: Nella conclamata eterogeneità dei lavori che presentiamo, le culture si legano e si fondono in vari modi. Molti artisti sono venuti qui e si sono messi in contatto. Il pubblico apprezza il dialogo e la cultura. Non a casco troviamo a Trieste che è sempre stata un crocevia di popoli e il festival rispecchia questo mix.
ShorTS International Film Festival

Ci sarà anche una Master Class di Saverio Costanzo allo ShorTS International Film Festival. Come vi ponete riguardo a questo autore?

Maurizio Di Rienzo: A Saverio Costanzo daremo il Premio Cinema del Presente. Abbiamo pensato di focalizzarci su registi contemporanei come Alessio Cremonini, nostro ospite l’anno scorso, che fece una bellissima Master Class in carcere. Ho scoperto Saverio Costanzo a Locarno nel 2004 e mi colpì moltissimo. Questo autore merita sicuramente il premo del cinema del presente, perché con potenza e genialità fa un cinema che parla della vita di oggi attraverso le linee d’ombra del mondo. Attraverso i suoi film, come la Solitudine dei Numeri Primi o Hungry Heart ci parla della difficoltà di vivere. Le parole si sprecano per questo grande autore. Sarà nostro ospite Giovedì nove luglio alle 18:00, quando gli daremo il premio, meritato per la sua fortissima sensibilità.

Come ha reagito lo ShorTS International Film Festival all’emergenza COVID?

Chiara Valenti Omero: Il Covid ci ha costretto a una decisione drastica a metà maggio e abbiamo scelto di appoggiarci a MYmovies. Organizzare un festival non impiega una settimana. Facevamo il festival in piazza e in un cinema pieno di posti a sedere. Mi sono ritrovata a pendere dalle decisioni del comune che ha confermato l’impossibilità di fare il festival e questa è stata la decisione. A Maggio quindi siamo andati online ed è stata una scelta sofferta perché abbiamo rivisto l’intera struttura.
Maurizio Di Rienzo: Ci sono cose che possono andare online e altre no. Però manca il pubblico!
Chiara Valenti Omero: Mancherà il contatto con il pubblico ed è molto faticoso per noi realizzare tutta la manifestazione nel migliore dei modi, ma non possiamo distribuire i corti su Yutube. Come presidente AFIC sono riuscita a ottenere l’attenzione nei confronti della qualità delle opere presentate nei festival e verso i prodotti con determinati requisiti, nel totale rispetto degli autori e del pubblico. Per ora so che il 2021 sarà fisico e online, perché mi aspetto che avremo un calo di pubblico triestino, ma un ampliamento di pubblico nazionale. Molti Festival, che hanno fatto questo scelta, saranno meno geolocalizzati. Perciò, fermo restando le risorse, se ne avremo le possibilità, in futuro, faremo il festival fisicamente in piazza e più proiezioni in piattaforma. Ci dedicheremo anche alla promozione del territorio: quest’anno registreremo immagini dalla città su una piattaforma che è leader della distribuzione e della visibilità. Siamo infatti i primi ad avere i corti su MYmovies.

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