Home (Non) è un paese per Festival #UNFIT - Un presidente inadatto

#UNFIT – Un presidente inadatto

Il Biografilm Film Festival presenta con grandi aspettative #UNFIT, un documentario fuori concorso di Dan Partland sul caso del presidente Trump. Già noto produttore e film maker – suoi sono SIXTIES (2014) e American Style (2019) – Partland condivide con Michael Moore il flato scandalistico e l’impegno di svelare le aberrazioni del suo Paese. Alla base di #UNFIT, infatti, il regista coltiva l’intenzione di fare luce sulla personalità umana di Donald Trump. E per farlo, si appoggia alla Scienza (con la S maiuscola), collezionando una lunga serie di interviste e dichiarazioni da parte di emeriti esperti. Tutti latori di una diagnosi comune che vede in Trump un profilo psico-patologico incline al delirio e alla sociopatia.

Psicologi, sociologi, storici, psichiatri, politologi sembrano unirsi tutti sotto una bandiera invisibile di protesta contro la figura del presidente.

E tutti condividono lo stesso obbligo morale ed etico di:

«Dovere avvertire e proteggere la società».

Tanto che alle interviste di #UNFIT si aggiungono le parole di deputati repubblicani, membri dell’esercito, ex consiglieri, ex collaboratori della campagna elettorale, star del cinema e così via.

Quello che più sembra emergere dal puzzle di interviste, è il delineamento mostruoso e inquietante di un orco, un narcisista maligno devoto solo al suo ego megalomane e sadico.

Sia sul campo politico che su quello da golf, Donald Trump si fa conoscere come un bambino capriccioso e disonesto (un “bugiardo patologico“). Sono innumerevoli infatti le analogie con personaggi dell’immaginario letterario collettivo e quelli storici. Se da un lato i rimandi ai contemporanei Putin, Bolsonaro, Erdogan, così come a quelli passati di Hitler, Mussolini e Nixon, confluiscono nel ritratto grottesco di un uomo potente e pericoloso, dall’altro però è inevitabile, alla luce degli ultimi quattro anni, non pensare a Trump come a un moccioso viziato uscito dalla Fabbrica di Cioccolato. Una macchietta ridicola dei peggiori vizi umani, farcita (sia nella testa che nel corpo) di misoginia, razzismo e impulsi primordiali. Tutti aspetti che il sistema dovrebbe correggere, attraverso l’educazione scolastica o attraverso la famiglia.

Ed ecco qui, forse, si fa più nitida la distanza fra Trump e l’ombra apocalittica dell’estrema destra. Perché al rigor dei fatti, bisogna essere onesti. Trump avrà anche i codici delle armi nucleari, ma a differenza dei colleghi internazionali, il presidente si è sempre fatto più conoscere per le illazioni e le gaffe su Twitter. Celebri ormai sono le affermazioni misogine, razziste, gli scoop scabrosi sulla sua condotta personale, le risposte tronfie e arroganti alla stampa. Oltre alla figura di un rabbioso troll, quindi, Trump pare ancora lungi dal rappresentare una vera minaccia. Non si dimenticano sicuramente le restrizioni nella sanità, i danni economici e ambientali e lo scambio di mani sotto il tavolo con i pezzi grossi della destra europea. Eppure, difficile è pensare a una declinazione contemporanea di Hitler, con cui Trump, per ora sembra solo condividerne le urla e gli scalpiti.

Il documentario #UNFIT di Partland è sicuramente avvincente.

Molto graffiante, teso come un film d’azione, con un montaggio quasi sensazionalistico (in perfetto stile “americano” si potrebbe dire) che prende spunto da media e fonti eterogenei. Una sorta di lungo trailer, ma con evidenti lacune di contenuto, a cominciare degli errori cronologici fino agli apocalittici paragoni con le autocrazie del secolo scorso.

Le elezioni sono alle porte. Il caso Covid-19, insieme a quello di Floyd, indeboliscono e rafforzano con andamento oscillatorio il potere del presidente. Certo è che ci troviamo di fronte al riflesso dell’elettorato medio di oggi. E in qualche modo bisognerà ammettere, come gli stessi scienziati insinuano nel documentario, che gli americani, volenti o no, hanno esattamente quello che volevano. Senza tante sorprese.

Da non perdere.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

LEGGI ANCHE

La censura cinematografica in Italia

Tra i tanti aspetti che contornano l’industria cinematografica vi è, purtroppo, anche la censura. Non importa di quale nazione si parli. La censura cinematografica...

Chuck Palahniuk e la letteratura cinematografica – Fight Club e Soffocare

«Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sesso-dipendenti. Eroi o vittime....

A Classic Horror Story – Alle origini

Il 14 luglio 2021 vede l'approdo su Netflix dell’horror made in Italy A Classic Horror Story. Alla regia Paolo Strippoli assieme a Roberto De Feo, ritornato dietro la macchina...

Revolutionary Road e Jhonny & Mary – Il peso della verità

Revolutionary Road è la prima opera dello scrittore Richard Yates che, con il suo stile lineare, è stato in grado di raccontare la società americana...