Home Cinebattiamo La Poetica dei Videogames The Last of Us - Ellie e il peso della salvezza

The Last of Us – Ellie e il peso della salvezza

Austin, Texas, 2013. Un uomo, un padre di famiglia, vive in una bellissima casa insieme alla sua graziosa figlioletta, Sarah, una docile bambina, bionda, dal viso tenero e grazioso. Sonnecchia su un divano nero, quando improvvisamente viene svegliata dalle parole del padre. Sono frasi agitate, confuse, pronunciate in modo rapido. Così, come per consolarlo, e prima ancora che termini quel giorno, decide di donare al suo papà un orologio da portare sempre con sé. È il suo compleanno e il padre, Joel, è felice per il dono ricevuto. Lo accoglie, promettendole di indossarlo in ogni occasione, in modo da averla sempre con sé. È sera, quasi notte, e i due si recano a letto. «Buonanotte amore», è tutto ciò che le dice dopo averle rimboccato le coperte.

Un suono irrompe nel silenzio della notte. È il telefono che squilla vicino al suo letto. Sarah afferra il cordless. «Sarah, tesoro. Corri a chiamare papà. Devo parlargli ci sono dei…», la telefonata cade improvvisamente. Era lo zio Tommy, fratello di Joel, e la sua voce trasmetteva una strana preoccupazione. La bambina inizia vagare per casa, confusa e stordita ancora dal sonno. Si reca nella camera del padre, ma trova un letto disfatto e la televisione accesa che pronuncia varie parole come epidemia, aggressività. Finché un rumore, forse uno sparo, giunge dalla finestra. Sarah è impaurita, chiama il padre che sembra non esserci.

Scesa al piano di sotto, la sensazione di paura si fa sempre più viva. Joel appare da una finestra e, tranquillizzata la figlia, prende subito dal cassetto una pistola. «Che succede?», domanda Sarah. Già, che succede. Un uomo, colmo di una strana rabbia, comincia a sbattere contro la finestra. La rompe e va incontro ai due che impauriti indietreggiano, sicché Joel fa partire un colpo centrandolo in petto.

«Sarah, ascoltami, sta succedendo qualcosa di brutto. Dobbiamo andarcene da qui. Mi hai capito?”»

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Sarah e Joel

Sarah fa un cenno di sì con la testa. Joel prende la figlia ed escono di casa. Fuori c’è lo zio Tommy con la macchina, anche lui preoccupato per quello che sta accadendo. I tre, a bordo, decidono di fuggire lontano, senza una vera direzione. 

Arrivati in città, qualcosa non va. La gente sembra impazzita, inizia a urlare, alcuni di loro azzannano come bestie altri. Sono infetti e l’intera città è sull’orlo di una catastrofe. Joel, Tommy e Sarah cominciano a correre in mezzo al caos generale. Gente che corre, fiamme e fuoco dappertutto, ovunque solo urla e disperazione.

Finalmente una via di fuga. «Ci siamo quasi», dice Joel. Ma un soldato, sbucato quasi dal nulla, li ordina di restare fermi. Ma si sa, in casi estremi la mente umana è priva di una lucidità. Il soldato ha avuto l’ordine di non far passare nessuno, così parte una raffica di colpi. Joel si butta a terra per salvare Sarah. Ma è tutto inutile: la ragazzina è ferita. In un tenero abbraccio, Joel è costretto a salutare sua figlia. Per sempre.

L’inizio

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Ellie

Questa introduzione, che abbiamo voluto riportare per iscritto, è il preambolo di uno dei videogame che, come si suol dire, ha letteralmente scritto la storia del genere. Parliamo di The Last of Us, videogioco horror action-adventure, pubblicato nel 2013 e sviluppato da Naugthy Dog.  La storia, come si è potuto evincere dalla lunga premessa, è immersa in un’ipotetico scenario post-apocalittico, dove una strana infezione, un parassita chiamato Cordyceps trasforma gli esseri umani in creature mostruose, uccidendo il 60% della popolazione mondiale.

La restante parte della civiltà umana, i sopravvissuti, vive in uno stato di anarchia e violenza. Il protagonista è Joel, un uomo rude, cinico e privo di scrupoli. Vive facendo il contrabbandiere insieme alla sua compagna Tess, con la quale vive a Boston. L’articolo in questione, tuttavia, non si limiterà ad analizzare l’intero videogame. Per quanto speculare su di esso sia molto importante, il focus verterà sull’analizzare e parlare di uno dei personaggi principali.

La storia di The Last of Us è ambientata nel 2033. Joel, insieme a Tess, accetta inizialmente di partecipare a una semplice missione: recuperare delle armi. Ma il caso vuole che durante il tragitto, si imbattono in Marlene, leader delle Luci, un movimento paramilitare che vuole strappare ai militari il controllo delle zone in quarantena. La donna cercherà di persuadere Joel a compiere una missione di vitale importanza: scortare una ragazzina fuori dalla zona di quarantena. La ragazzina in questione è Ellie.

Ellie

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Riley ed Ellie

Ellie è una delle tante orfane presenti nell’universo di The Last of Us. Sebbene la sua storia venga tracciata a grandi linee nella saga principale, parti della sua vita vengono mostrate nel DLC Left Behind. Tramite l’ausilio di flashback, la ragazza ricorda un periodo della sua adolescenza, ovvero l’amicizia con Riley, una delle tante ragazzine che ha deciso di accettare la causa delle Luci. Prima di partire definitivamente, Riley vuole passare un ultimo giorno con Ellie ed entrambe si recano in un centro commerciale abbandonato, trascorrendo la giornata tra svaghi e divertimenti. È qui, ad esempio, apprendiamo che la madre di Ellie era un’infermiera, probabilmente morta per l’infezione.

Ma qualcosa, purtroppo, va storto. A seguito della musica assordante, Ellie e Riley vengono assalite dagli infetti e sono costrette a fuggire. La loro rocambolesca fuga finisce nei peggiore dei modi: si salvano, ma vengono morse, quindi infettate. In preda al panico, Ellie non sa cosa fare. Ha paura, timore, è colma di ansia. Ma Riley la rassicura, dicendole che ormai il loro destino è segnato. Così, sedute, attendono il momento per “impazzire”. Unite, anche nella triste sorte.

Tuttavia, come ben sappiamo, solo Riley si trasforma. Ellie si scopre stranamente immune, cosa completamente insolita nell’umanità presente nel videogame. Infatti, mai prima d’ora un soggetto era riuscito a resistere all’infezione. Così apprendiamo quale sia il reale obiettivo di Joel: scortare quello che sarà il vaccino, in modo da salvare l’umanità e permettere una sua ripresa.

Quella salvezza che scorre nel sangue

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Ellie e Joel

Sembra una storia già sentita. L’umanità è in preda al collasso, finché viene scoperto una cura. A ben vedere, il topos apocalittico per eccellenza, il dualismo epidemia-cura, è ripreso in The Last of Us, e le sorti dell’umanità intera vengono donate a una ragazzina. Non ci discostiamo più di tanto dagli elementi che sono presenti in parte nella cultura occidentale. Gli accostamenti religiosi se ne possono scorgere. Ma non è questa la sede ideale per parlarne.

Nel corso del videogame, Ellie, nella sua innocenza adolescenziale, è consapevole del destino che ha in mano. È conscia che grazie a lei il mondo può finalmente curarsi. La piaga degli infetti può terminare e tutto ritornerebbe alla normalità. Accade, perciò, che la sua identità venga gradualmente sottomessa al suo scopo, per il quale lei diventa vitale. The Last of Us gioca molto su questo aspetto: mostrarci la doppia facciata di un solo personaggio, quindi trarre gradualmente delle conclusioni.

Il videogiocatore, per tutto il tragitto che Joel ed Ellie compiono, è “costretto” a vedere la questione sotto gli occhi del primo. Finché non sarà obbligato a osservare la prospettiva con gli occhi del secondo. Quando, nel corso dell’avventura, giochiamo con Ellie, perché Joel è ferito e ha bisogno di cure mediche, capiamo come lei sia un essere umano, anziché un oggetto. Percepiamo le emozioni che prova, colme di preoccupazione per Joel in fin di vita; inoltre viviamo con lei la dura lotta che è costretta a ingaggiare contro alcuni nemici, i quali poi si scopriranno essere dei cannibali. Ed è qui che le sorti cambiano, aggiungendo nuove riflessioni che culminano nell’atto finale della trama.

È giusto affidare Ellie all’umanità?

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Ellie e Joel

Ellie a Joel: «Ammetti che è dall’inizio che cerchi di sbarazzarti di me».

Non è semplice mettersi nei panni di Joel. Un uomo affranto da un crudele destino, il quale viene incarico di un’impresa tanto ardua quanto difficile. Non è soltanto il proteggere una ragazzina, bensì di tenere in salvo il destino dell’umanità. Joel, a causa del suo passato, vive indossando una maschera di cinismo e brutalità. È l’emblema di quell’umanità che ha perso ogni punto di riferimento, nel quale prevale solo ed esclusivamente l’istinto di sopravvivenza.

Inizialmente, per lui, Ellie è solo una merce da affidare alle Luci. E lo dice esplicitamente, tanto che la povera ragazzina è costretta a vedersi nuovamente consegnata a qualcun altro quando si incontrano con Tommy, il fratello di Joel. Col tempo, tuttavia, vediamo come in lui si apre una breccia all’interno della sua gelida corazza.

Ellie a Joel: «Tutti quelli a cui volevo bene o sono morti o mi hanno lasciata. Tutti! Tranne te».

Joel rivede in Ellie sua figlia, Sarah, sebbene in un dialogo affermi che entrambi non potranno mai essere padre e figlia. Eppure, nel corso del loro cammino, i sentimenti che uno provava per l’altro mutano, e the The Last of Us ci ricorda come in un mondo cupo e triste c’è ancora spazio per la dolcezza e per l’amore. Sicché, giunti alla parte conclusiva della loro strada, Joel è ancora una volta messo alle strette dal destino.

Egli, infatti, apprende che, per estrarre l’antidoto da Ellie, bisogna ucciderla, dal momento che il fungo del Cordypecs è radicato nel suo cervello. E in un atteggiamento quasi epifanico, capisce che perdere un’altra persona non può accadere, anche al costo di condannare l’umanità. Joel, quindi, si fa strada a suon di colpi, strappa Ellie dalla morsa dei medici e fugge via, il più lontano possibile.

Per quanto l’atteggiamento di Joel sia egoistico, per quanto il suo sia un estremo tentativo di non vedere morire un’altra importante persona, ciò che decide di compiere è altrettanto nobile.

Analisi di Ellie, uno dei personaggi più importanti e iconici di uno dei giochi più importanti di sempre: "The Last of Us".
Ellie e Joel

Per tutto il videogame osserviamo i mille ostacoli, i vari pericoli che Joel ed Ellie devono affrontare. A conclusione di tutto è giusto porsi un interrogativo: l’umanità merita davvero di essere salvata? Non c’è un solo uomo, in The Last of Us, che faccia presagire l’idea di una redenzione. L’umanità, nella quale i due abitano, è composta da gente violenta, stupratori, assassini, ladri, fino alla forma più brutale e bestiale possibile: il cannibale.

Ellie merita davvero di essere sacrificata per questi? Joel è consapevole di aver segnato il destino della ragazza, la quale dovrà tenere nascosto il suo più grande segreto. Allo stesso tempo Joel decide di reggere, da solo, il peso delle menziona, tanto che nel discorso conclusivo decide di mentirle pur di tenerla al sicuro.

Joel: «Ho dovuto lottare a lungo per sopravvivere, e non… [si interrompe] Qualunque cosa accadrà, continui a trovare una ragione per cui lottare. Lo so che non è ciò che ti vuoi sentir dir ora, però…»

Ellie: «Giuramelo! Giurami che tutto quello che mi hai raccontato sulle Luci è vero».

Joel: «Lo giuro».

Ellie: «Ok».

Leggi anche: The Last of Us – L’Esclusività dell’Amore

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