Home Cinebattiamo Cinema e Letteratura- Tre donne scrittrici, tre film che le hanno onorate

Cinema e Letteratura- Tre donne scrittrici, tre film che le hanno onorate

Le donne passate alla storia come scrittrici sono quelle che si sono distinte per le loro idee rivoluzionarie. Quelle che hanno fiutato il cambiamento, quelle che hanno valorizzato le capacità femminili, per anni rimasta nell’oscurità.

Da questi libri, che incitavano a una sottile ribellione per le donne nell’epoca, la cinematografia è sempre stata attratta. Quante versioni cinematografiche sono state fatte di Jane Eyre? E dei romanzi della Austen? Vi proponiamo tre film, tre libri, e tre autrici lontane tra di loro, ma incredibilmente vicine nello spirito e nelle idee rivoluzionarie.

Jane Austen- Mansfield Park

La cinematografia è sempre stata attratta dall'affascinante mondo delle donne scrittrici, andiamo a vedere chi sono e i film a loro dedicati!

Mansfield Park è uno dei libri più complessi di Jane Austen, di cui è stato fatto un adattamento cinematografico nel 1999 da Patricia Rozema. Fanny Price, nata in una famiglia povera e numerosa, viene mandata a vivere dai ricchi zii. Abbandonata dalla sua famiglia originaria in giovane età, cresce tra i lussi e i balli con i suoi cugini Edmund, Tom, Marya e Julia, sentendosi comunque estranea a quel mondo.

La scelta di Patricia Rozema di raccontare gli avvenimenti attraverso delle lettere narrate dalla protagonista si dimostra più che efficace. Geniale è anche il fatto che Francis O’Connor, l’attrice che interpreta Fanny, guardi dritto in camera narrando gli avvenimenti di Mansfield Park, con aria di sfida e sarcasmo, quello stesso affilato sarcasmo della Austen.

Sarcasmo verso cosa? Verso una società, quella settecentesca, piena di ipocrisie, superficialità e convenevoli, in cui la vita di una donna trascorreva tra gli spazi rinchiusi e domestici, in cui la sua condizione era legata alla possibilità di trovare il partito migliore, il marito più ricco su cui far colpo.

Fanny Price è una giovane di sani principi che ritiene che il vincolo del matrimonio sia reso sacro da una promessa di sincero e puro amore. Fanny delude le aspettative di tutti i suoi parenti quando rifiuta la possibilità di sposare il benestante Henry Crawford di cui non era innamorata. Il suo coraggio è ancor più grande se si pensa che la famiglia Betram, che l’ha accolta, avrebbe potuto utilizzare quel rifiuto della buona sistemazione come metodo per rinfacciarle tutto ciò che le era stato dato.

Il femminismo della Austen, così audace per l’epoca, consisteva nel coraggio di una donna, l’anello più debole della famiglia, nell’opporsi a quello che gli altri pensavano fosse per lei il meglio, nel credere nel matrimonio solo se con amore. Lo stile di vita adottato dalla Austen, rimasta zitella perché le fu impedito di sposare chi amava, si riflette in tutte le eroine dei suoi romanzi.

Charlotte Brontë- Jane Eyre

La cinematografia è sempre stata attratta dall'affascinante mondo delle donne scrittrici, andiamo a vedere chi sono e i film a loro dedicati!

Esattamente come Jane Austen, anche Charlotte Brontë decise di non sposarsi se questo significava farlo solo per soldi. La donna è consacrata al nome del suo più celebre romanzo di formazione Jane Eyre. Quante sono le trasposizioni cinematografiche di questo romanzo? Tantissime nel corso del tempo! Consigliamo la classica versione di Franco Zeffirelli del 1996 oppure la più recente di Cary Fukunaga del 2011.

Esattamente come l’eroina di Mansfield Park, Jane cresce senza alcun tipo di amore da parte della sua famiglia. Nata orfana, vive dai suoi zii e in seguito vien mandata in un collegio per fanciulle.  Tutti la considerano una bambina irriverente, con «un male dentro da estirpare». Questo male di cui si parla è la capacità di Jane di dire anche le cose più sgradite, ma vere.

L’irriverenza per un essere femminile è una caratteristica poco consona, ma che porterà Jane nel corso della sua vita a rifiutare una serie di proposte sconvenienti. Jane si oppone alla retorica della donna la cui essenza impone un carattere sempre troppo disponibile e consenziente. Così, seppur innamorata del signor Rochester, decide di rispettare se stessa e il suo onore, anche a costo di vagare senza meta per giorni.

Il coraggio di Jane è ammirevole, farebbe qualsiasi cosa per i suoi alti ideali, non sopportando l’idea di stare con un uomo già sposato, non sopportando di essere stata presa in giro e manipolata.

In seguito l’accoglienza della famiglia Rivers, che si scopre essere imparentata con Jane, è una tappa essenziale nella sua vita. Finalmente Jane trova il focolare domestico che le era sempre mancato. Suo cugino John Rivers le offre un matrimonio conveniente per entrambi. Jane non accetta. Si trova nella stessa situazione di Fanny Price, dice di no a chi l’ha aiutata e le ha dato un tetto. Ingratitudine? No, semplicemente voglia di sposare qualcuno che si ami.

La ragione dell’allontanamento di Jane dal signor Rochester è la presenza in Thornfield Hall di una donna pazza e malata, Bertha Mason. Lasciata in quella stanza con i suoi sfoghi di ira e di rabbia, è un pericolo costante per tutti quanti. Bertha Mason è il volto di molte donne che, costrette a un matrimonio combinato, finanziario, economico, non riescono più a sostenere il peso di una vita non gradita.

I vizi della donna, la sua disperazione dipendono da una reale malattia? Quanto invece potremmo pensare siano la causa di uno stile di vita, di una serie di vincoli imposti alle donne, che molte di loro non riuscivano a reggere?

Jane con la sua irriverenza ha avuto l’opportunità più volte di lottare per se stessa, sia quando denunciava la cattiva condotta della zia sia di fronte alle ingiustizie e alle proposte di matrimonio indesiderate. Berha Mason è il volto di chi quelle opportunità non le ha avute. Il volto di chi ha vissuto con un uomo che non amava per soldi e ne è rimasta priva di salvezza.

Louisa May Alcott- Piccole donne

La cinematografia è sempre stata attratta dall'affascinante mondo delle donne scrittrici, andiamo a vedere chi sono e i film a loro dedicati!

Giungiamo infine al piccolo tesoro che ci è stato regalato da Greta Gerwig nel 2019, un riadattamento di due libri, Piccole Donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott. Ci spostiamo dall’altra parte del mondo rispetto alla fredda Inghilterra. Siamo negli anni della guerra di Secessione americana. Quattro ragazze crescono con amore e sostegno a differenza delle due precedenti orfanelle. Le protagoniste della Alcott non solo devono scontrarsi con la ricerca di un marito, col desiderio del vero amore, non solo dovranno rifiutare e avere il coraggio di dire no, ma dovranno fare tanto altro, essendo per di più molto ambiziose.

Tutte le signorine, come testimoniato dalla Austen, dovevano essere colte e saper suonare, scrivere e dipingere. La differenza in Piccole Donne è che le donne della May Alcott desiderano fare della loro arte una fonte di guadagno. Non si accontentano di scrivere per fare rappresentazioni in salotto da condividere con gli altri, loro vogliono realizzarsi nella loro professione. Jo va a New York e guadagna i primi soldi da sola e questo la soddisfa molto più di un matrimonio, e Amy va a Parigi per studiare arte.

Nel film della Gerwig il dialogo che avviene a Parigi tra Laurie e Amy è significativo. Amy vuole eccellere nell’ambito della pittura. Non le basta avere talento, lei deve essere la più brava. Perché solo così potrebbe sperare di non piegarsi a dei compromessi col mondo, come lo sposare un uomo che non ama.

Amy: «Sono solo una donna, e in quanto donna non posso guadagnarmi da vivere da sola, non abbastanza da mantenermi e sfamare la mia famiglia. E se avessi dei soldi miei, cosa che non ho, apparterebbero a mio marito nel momento in cui mi sposassi e se avessi dei figli sarebbero di sua proprietà, non mia. Quindi non venirmi a dire che il matrimonio non è una questione economica, perché lo è».

Lo stesso animo di Amy è quello che vive in Jo. Luisa May Alcott ha sempre visto in Jo se stessa. La scrittrice rivede nella sua protagonista quella grinta che la caratterizza, il desiderio di diventare una grande autrice e di farsi avanti nel mondo da sola, senza bisogno di un uomo. Jo, infatti, nei confronti dell’amore è sempre diffidente, lo vede quasi come se fosse un pericolo alla propria autorealizzazione e, cosa che la infastidisce maggiormente, è il pensiero che le donne vengano percepite come esseri che solo di amore si possono occupare.

Non ci sorprende quindi che la ragazza viva malissimo il matrimonio della sorella Meg.  Jo non riesce a capacitarsi del perché sua sorella, così piena di talento, soprattutto per la recitazione, voglia dedicare la sua vita a essere moglie.

Di Meg, d’altra parte, è necessario ammirare il coraggio. Lei sceglie volontariamente di non sposare un uomo ricco. Seppur sempre attratta dai lussi dell’alta società, dai balli e dalle situazioni mondane, non tratta mai il matrimonio come una “questione economica”, scegliendo chi ama rispetto a chi le sarebbe convenuto sposare. 

Quattro ragazze accomunate da desideri e ambizioni, dolori e gioie, rimarranno integre in una società così severamente dura per le donne e  lo faranno sposando chi amano e, come nel caso di Jo, che aprirà una scuola sperimentale, coniugando le passioni e le proprie aspirazioni con l’amore.

Jane Austen, Charlotte Brontë, Louisa May Alcott in epoche diverse e in parti del mondo diverse lavorarono per la stessa causa, sviluppando le stesse idee, regalando con i loro libri una dignità alla femminilità, disegnando la donna come una creatura dotata di anima, volontà e ambizione. Tra tutti i libri che parlano delle società dell’epoca, dei balli e delle tradizioni, questi sono quelli che per la loro forza ed energia sono arrivati fino a noi e che in seguito anche il cinema ha deciso di consacrare.

Leggi anche: Intervista all’autrice Marta Perego-Raccontare le donne al cinema

Lory Coletti
Ciao sono Lory! Ho 22 anni e studio al DAMS di Lecce, dove ho potuto approfondire le mie passioni come il cinema e la musica. Ho scritto due racconti ( Leasly Kinkol e gli uomini della morte, 2012 e Con il Cuore, 2015), nel 2018 ho realizzato un piccolo demo su disponibile su SoundCloud ( Ragazza Monumento) con cui inizio la mia carriera di cantautrice. IN più sono una scrittrice per la rivista online Settima Arte!

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