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Dead Ringers di Cronenberg – Maestro del body horror

Dead Ringers (1988), tradotto nelle sale italiane con il titolo Inseparabili, è un must del cinema del regista canadese David Cronenberg, diventato famoso per l’inquietante La mosca (1986). 

«Per me, all’inizio c’è il corpo. È ciò che siamo, ciò che abbiamo. Siamo tutti come degli attori che si agitano sulla scena della vita e la prima cosa che abbiamo sono i nostri corpi fisici, la nostra esistenza fisica. Nei miei film il corpo è sempre al centro».

(David Cronenberg)

Dead Ringers significa letteralmente sosia. Il film appartiene a un sottogenere dell’horror, il body horror, conosciuto anche come «horror biologico», di cui proprio Cronenberg è considerato il padre. Trae ispirazione dal romanzo Twins (1977) di Bari Wood e Jack Geasland, basato, a sua volta, su un inquietante episodio di cronaca nera. Il 17 luglio 1975 i due gemelli Stewart e Cyril Marcus, entrambi ginecologi, sono ritrovati deceduti, abbracciati nel loro appartamento di New York. Uno dei due, dal primo riscontro della polizia, risulta morto per overdose, mentre le cause del decesso del secondo sono sconosciute.

Toronto. Due gemelli omozigoti – interpretati entrambi da un magnetico e giovane Jeremy Irons -, Elliot e Beverly Mantle sono ginecologi che vivono insieme e sono ossessionati dal corpo femminile, dal sesso e dalla loro gemellanza: i due si scambiano persino le donne con cui hanno rapporti. Elliot è un dongiovanni; Beverly, invece, è l’anello debole della coppia e cade lentamente nel baratro della droga. La perversa sete di conoscenza viscerale spinge i Mantle a creare bizzarri strumenti chirurgici e a essere attratti da una donna “mutante”, dotata di un raro utero triforcuto, l’attrice Claire Niveau (Geneviève Bujold).

Claire è l’elemento disturbante che sconvolge e sembra distruggere la perfetta, ma perversa unione del doppio: infatti, Beverly si innamora di lei, ma la donna scopre di avere avuto un rapporto con entrambi. Claire osserva i gemelli per la prima volta al tavolo di un lussuoso ristorante e dopo aver urlato infuriata: «Beverly è quello dolce e tu [Elliot] sei lo stronzo. Ho ragione?» (una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde), fugge dal locale. Bev, dopo essersi buttato nella droga e nell’abuso di alcol, riesce a farsi perdonare dalla donna.

Significativa è la scena in cui il gemello, mentre è a letto nudo a casa dell’attrice, ha un incubo: egli sogna di essere unito al fratello Elliot da un’appendice di carne, una sorta di gigantesco cordone ombelicale, strappato a morsi da Claire.

Il finale non può che essere tragico: i due gemelli sono trascinati all’ultimo stadio della tossicodipendenza e, come se fossero siamesi, decidono di separarsi chirurgicamente con gli attrezzi chirurgici realizzati da Beverly, il quale squarcia il torace di Elliot. La sequenza finale è un richiamo evidente alla Pietà di Michelangelo.

In Dead Ringers, David Cronenberg, maestro del body horror, analizza i lati più inquietanti della psiche umana attraverso il doppio.
Sequenza finale di Dead Ringers

«In tutta la mia opera ricorre il tema della mutazione. Che è poi il tema dell’identità, della sua fragilità. All’inizio di quasi tutti i miei film i personaggi danno l’impressione di aver fiducia in se stessi, di sapere dove stanno andando. C’è una sorta di arroganza».

(David Cronenberg)

Cronenberg non è solamente il maestro del body horror e della mutazione – carnale, spirituale o mentale – nella settima arte, come il suo capolavoro La mosca (1986) ci ricorda; ma è anche un regista interessato alla psiche e alle debolezze dell’uomo.

Non è un caso, infatti, che la sua filosofia lo porterà a realizzare il biografico A dangerous method (2011), che si basa sul rapporto tra Sigmund Freud, l’allievo Gustav Jung e la perturbante Sabina Spielrein. Se per Freud il doppio è un elemento perturbante (unheimlich) e nascosto, secondo Jung il doppio corrisponde all’Ombra. L’anima dell’uomo è perennemente attraversata da una dualità ed è solamente attraverso la conoscenza dell’Ombra che l’uomo conosce l’altra parte di se stesso.

La mutazione appare in Dead Ringers nel personaggio di Claire: ella è mutante nel corpo per l’utero deformato e mutante nell’anima, perché attrice. La mutazione è anche sinonimo di doppio in questo film: ogni gemello è una sorta di mutazione dell’altro ed entrambi subiscono trasformazioni mentali e deformazioni psichiche, fino ad arrivare a un finale tragico.

Dead Ringers è un sublime, e allo stesso tempo inquietante, esempio del doppio nel cinema. I due gemelli “siamesi” vivono in simbiosi in una loro realtà contorta e morbosa: sono nati insieme e “devono” morire sempre insieme: nessuno può esistere senza l’altro. Secondo l’interprete Jeremy Irons, i due gemelli provano un’attrazione sostanzialmente omosessuale tra di loro:

«Considero l’attrazione tra loro sostanzialmente omosessuale, ma espressa in modo platonico. Questo gli lascia la libertà di entrare in rapporto con altri corpi – quelli delle donne che incontrano a causa della loro professione, quelli delle loro amanti o quello del fratello – a un livello fisico senza limiti, piuttosto sordo alle implicazioni emotive».

(Jeremy Irons)

In Dead Ringers, il doppio non è né un’invenzione né una scoperta. Come scrive Aronadio in un saggio sulla pellicola cronenberghiana:

«Il gemello non “impara” […] il suo Doppio, semplicemente, è. Lì, davanti a lui. Fin dalla nascita».

(Alessandro Aronadio)

Leggi anche: Eros e Thanatos – Il Peccato dell’Amore nel Cinema Horror

Camilla Giordano
Classe 1995, genovese, appassionata di cinema, viaggi e poesia.

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