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Scrubs – JD, Elliot e l’amore incomprensibile

Anno dopo anno, le avventure dei giovani specializzandi del Sacro Cuore di Scrubs hanno accompagnato la nostra vita, colorandola con emozioni divertenti ma anche drammatiche, al centro delle quali risalta sempre e comunque la necessità di risolvere quei fatti umani che costituiscono problemi principalmente relazionali.

In questo show, molta attenzione è dedicata non solo alle interazioni tra i protagonisti, che da soli non avrebbero minimamente la stessa valenza, ma anche e soprattutto al modo in cui le loro relazioni si evolvono, maturando così come i personaggi stessi sono costretti a fare.

Se da un lato interessante è seguire il rapporto di monitoraggio e formazione che Cox costruisce con JD suo malgrado, dall’altro è anche interessante riconoscere quanto Turk rappresenti per lo stesso JD fonte d’invidia e ispirazione a correnti alternate.

Discorso ancora diverso e criticamente significativo è quello che coinvolge l’incomprensibile amicizia, l’inesauribile amore periodico tra JD e la bella Elliot.

Il giovane protagonista è arguto, intraprendente e entusiasta, ma è anche goffo, e la sua goffaggine emerge soprattutto in virtù del legame con la ragazza; Elliot, a sua volta, è simbolo di un femminile medico da un lato stereotipato e dall’altro rivendicativo, e quando si mostra vulnerabile può farlo proprio perché JD è in grado di rispondere alle sue richieste di conforto.

Scrubs: Amori ai primi ferri

Scrubs, il cuore di JD a contatto con quello di Elliot: perché così tante sofferenze sono inevitabili per i due giovani?
Scrubs – JD ed Elliot

JD, per l’infermiera Carla Bambi, è il tipico giovane in formazione formato fino a un certo punto, che tramite la ricerca del riconoscimento e dell’approvazione sociale prova a guadagnare le competenze che gli mancano per diventare un grande medico e, al tempo stesso, aumentare la propria autostima e diventare una grande persona. Reciprocamente, infatti, le competenze lo fanno sentire più approvato socialmente.

La sua è la tipica storia del brutto anatroccolo un po’ emarginato, quanto basta da avere l’autostima e la fiducia in se stesso compromesse; circondarsi di persone che gli vogliono bene è la strategia che trova più funzionale per affrontare le ansie e le angosce associate ai suoi limiti, ma se c’è una cosa che rivoluzionerebbe il suo modo di fare esperienza del mondo, questa sarebbe un amore unico, leale e forte.

Elliot Reid, la giovane specializzanda bionda dagli occhi azzurri, è sin da subito la figura platonica dei sogni amorosi di JD: un’anima gemella problematica almeno quanto lui è, ma ciononostante l’unica vera donna che riesce a vedere.

Episodio dopo episodio, tra uno schiaffo, un palo e una coccola, il legame che i due medici ai primi ferri stringono si salda sempre più: caratterizzato dalla sua natura altamente instabile, questo sentimento è al centro di una danza di cuori tanto stancante quanto elettrizzante, perché come tutte le cose che riguardano l’amore, le ambivalenze sono all’ordine del giorno anche tra JD ed Elliot.

Le fobie, la voce stridula e l’insicurezza della ragazza la rendono un soggetto da cui tutti prenderebbero le distanze, ma non per l’appunto Dorian, che non riesce mai a chiarire davvero a se stesso quanto consideri Elliot un’amica o un possibile amore.

Le ambiguità del loro inconscio tira-e-molla sono accompagnate dalle numerose relazioni che entrambi intraprendono (soprattutto lei) con altre persone, tutte più o meno coinvolte nella storia del Sacro Cuore.

Ciò che è certo, è che dopo aver provato a stabilire un rapporto serio, uno fondato esclusivamente sul sesso, una convivenza e altre forme di legame, è che per vederli insieme in maniera equilibrata e sana servono otto stagioni.

Amore, questo incomprensibile investimento

Scrubs, il cuore di JD a contatto con quello di Elliot: perché così tante sofferenze sono inevitabili per i due giovani?
Scrubs – JD ed Elliot

Parlando francamente, Scrubs è la tipica serie tv in cui il fatto che due protagonisti finiranno insieme lo si evince sin dal primo episodio. E infatti, è probabile che per tutti i fan la domanda principale nel corso degli anni non sia stata se, ma piuttosto quando questo sarebbe successo (definitivamente).

Tra uno sguardo timido, un contatto fisico più intimo e uno scambio di frasi più malizioso, i segnali che nel corso delle otto stagioni vengono sparsi sono tanti: il punto è che né JD né Elliot sembrano mai essere in grado di raccoglierli nel modo giusto.

Un po’ come due entità fisiche inesorabilmente destinate a convivere con i rispettivi paradossi esistenziali, allo stesso modo i due protagonisti di questo incomprensibile legame d’amore non riescono quasi mai a sintonizzare i propri vissuti sulla stessa, comune corda emotiva.

Il risultato di questa aporia è una dinamica per la quale sia l’uno che l’altra sembrano alimentare un incoerente circolo vizioso, caratterizzato da un lato dall’adrenalinica elettricità tipica dell’attrazione più pura, e dall’altro da quella forma di anedonia cascata dall’alto che affligge quelle amicizie che non riescono mai, davvero mai a fare il definitivo salto di qualità.

Com’è stato detto all’inizio dell’articolo, prima di essere una serie sulla medicina Scrubs è una serie sui fatti umani, sulle loro complessità e sulle loro possibili, imperfette risoluzioni; Elliot e JD non sono altro che icone di capricci che l’irrazionale forgia su un campione di tipi umani molto più vasto e variabile rispetto a loro, ma ciononostante aspettative, delusioni e sospiri che loro condividono sono fondamentali perché ci aiutano a riconoscere diverse sfaccettature di questo irrazionale.

JD e Elliot, il ragazzo e la ragazza più timidi, insicuri, goffi e impacciati del Sacro Cuore, sono destinati a stare insieme, solo che non lo sanno; comportandosi come fanno, allo spettatore passano proprio quel duplice vissuto frustrato e speranzoso di chi, esterno, riesce ad analizzare criticamente la situazione notando quei dettagli che rendono questo amore un sentimento incomprensibile, capriccioso e schizofrenico.

Eppure, nonostante le montagne russe, alla fine la serenità la trovano, e questo ci fa bene perché è, come in tutte le migliori forme contemporanee dell’aristotelica catarsi su schermo, terapeutico non solo per loro quanto per noi, che con le loro contraddizioni umane ci siamo identificati.

Leggi anche: Il finale di Scrubs – Cosa significa il telo bianco?

Gianluca Colella
Ho 25 anni, studio psicologia clinica a Napoli e quello che amo della mia esperienza con la Settima Arte è la possibilità di legare ciò che studio agli show e ai film che amo; lo spazio culturale soggettivo e oggettivo nel quale possiamo emozionarci riconoscendo l'evoluzione di storie, personaggi ed affetti è una delle cose più preziose che abbiamo e secondo me l'arma più preziosa della Settima. Un po' la Forza di Star Wars.

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