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Normal People – Perdersi per ritrovarsi

Tratta dall’omonimo romanzo di Sally Rooney e prodotta da Element Pictures per BBC Three e Hulu, Normal People è una delle serie più interessanti e introspettive degli ultimi tempi.

Ambientata in Irlanda, racconta le vicende di Marianne e Connell, attraverso la complessità del loro amore che inizia ai tempi della scuola per, poi, proseguire fino agli anni dell’università al Trinity College. Prenderemo in esame l’unicità del rapporto dei due protagonisti per analizzare la maturità di questo prodotto e il suo reale significato.

Gli opposti si attraggono

In Normal People Marianne e Connell incarnano due figure esistenziali completamente agli antipodi, senza nessun tipo di analogia e possibilità di assomigliarsi. La scelta di contrapporre due personaggi così lontani non ricalca in modo sterile lo stereotipo dell’attrazione tra gli opposti, ma concretizza la volontà di trasmettere allo spettatore due realtà inconsapevolmente legate.
Il primo dato che colpisce nell’analizzare la complessità del loro rapporto è la sostanziale differenza nella scala sociale, cliché che evidenzia alcune dinamiche da sempre al centro delle narrazioni sentimentali. Marianne, infatti, proviene da una famiglia ricca che ha assunto come dipendente proprio la madre di Connell.
Quando i due giovani si avvicinano questa condizione li divide, soprattutto nelle occasioni scolastiche e, arrivano alla decisione di nascondere pubblicamente la loro relazione. Anche la situazione familiare è paradossalmente contraria perché Connell è profondamente legato alla madre, che rappresenta la sua famiglia, mentre Marianne è in perenne conflitto con il fratello e con la madre.

Non si sente tutelata e protetta da quest’ultima, non avverte il calore della famiglia e diventa completamente apatica verso ogni tipo di affetto.

Da ciò è possibile comprendere il motivo per cui Marianne e Connell siano drasticamente opposti anche nelle relazioni sociali con i propri coetanei. Nel periodo liceale Marianna è completamente isolata da tutti, senza nessun amico, e si mostra il più delle volte alienata da ogni tipo di stimolo sociale.
Connell, invece, si dimostra stabilmente socievole, frequenta molti suoi coetanei ed è popolare anche per essere un atleta. 

Normal People è la libertà di amare e di essere amati, oltre le parole.
Connell

Questa situazione, però, si ribalta inaspettatamente al college perché Marianne riesce a trovare il suo posto, a non isolarsi, ad aprirsi e a frequentare finalmente altre persone. Connell, invece, avverte il peso dell’inadeguatezza, è disorientato dalla grande città, non interagisce molto con gli altri e sente la mancanza dei punti di riferimento di Sligo.

Questi due percorsi, apparentemente disgiunti, si rilevano col tempo essere destinati alla stessa meta, per la stessa vita e, forse, per la stessa felicità.

L’incomunicabile potere dell’amore

La complessità della relazione tra i due giovani è caratterizzata dalla mancanza di dialogo nei momenti più difficili della sua evoluzione. Quando si affrontano le difficoltà, le parole diventano l’arma più efficace per superarle, ma Connell e Marianne si chiudono in loro stessi, senza far entrare l’altro.
Nel momento in cui Connell decide di non invitare Marianne al ballo delle debuttanti, quest’ultima non esprime immediatamente il suo disappunto, ma interiorizza il suo dolore, cerca di allontanarsi dai suoi sentimenti e non reagisce. La stessa dinamica si ripresenta quando Connell, dopo aver perso il lavoro, deve abbandonare il suo alloggio a Dublino per l’estate e decide di non chiedere aiuto a Marianne.

Marianne

Tutto ciò rappresenta un punto di non ritorno per la crescita della relazione, perché incarna perfettamente quel doloroso crocevia che porta la mancanza di comunicazione a diventare una vera e propria abitudine. Connell non affronta i suoi problemi con Marianne perché non vuole realizzare veramente ciò che potrebbe significare. Marianne, invece, si nasconde dietro i suoi silenzi e la sua finta indifferenza per non far crollare quel castello di sabbia emotiva che, nel corso dell’adolescenza, l’ha sempre difesa.

Nel momento in cui decidono di isolarsi annullano la spinta dei loro sentimenti, legittimano l’insicurezza che li contraddistingue ed estremizzano, in maniera quasi irreversibile, la loro diversità.

Il significato del finale

Il finale di Normal People è l’espressione più sincera della forza trainante dell’amore della serie e dell’evoluzione dei due protagonisti. Partendo dal senso di inadeguatezza che li caratterizza, è possibile comprendere il motivo per cui la loro relazione non rappresenta più un ostacolo per le rispettive vite, ma si pone come un vero e proprio catalizzatore esistenziale.
Nel momento in cui Connell decide di accettare il lavoro a New York, Marianne non accetta di trasferirsi. Entrambi decidono di continuare i loro progetti di vita, consapevoli della sicurezza del presente e del pericolo del futuro.
Non cedono alla necessità dell’altro, alla personalità dell’altro, ma accettano la propria inadeguatezza e si pongono l’obiettivo di sopprimerla. Connell decide di non rinunciare al corso di scrittura creativa a New York e, Marianne sceglie di vivere la vita che finalmente la rende felice.

Marianne e Connell

Entrambi consapevoli di ciò che potrebbe significare per la loro storia, non cedono alla possibilità di perdersi ma rispettano l’importanza delle proprie individualità. Marianne e Connell si sono amati così tanto da completarsi. Non si sono annullati, non si sono smarriti nell’altro, hanno accettato la sfida dell’amore e ne sono usciti vincitori.

Normal People è una serie che rivoluziona completamente i canoni del teen drama, perché non analizza le solite dinamiche adolescenziali, ma indaga l’essenza del vero amore e delle sue conseguenze.

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