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ShorTS International Film Festival: The Trouble with Nature- Il fallimento dell’eroe moderno

In occasione dello ShorTS International Film Festival, festival di cinema tenutosi online su Mymovies, è stato presentato l’originale lungometraggio The Trouble with Nature. Diretto dal regista danese Illum Jacobi, si tratta di una brillante opera prima, certamente una delle migliori presentate in questo interessante festival. Jacobi accompagna lo spettatore in un travagliato viaggio nei misteri e nelle meraviglie della natura, partendo da una storia realmente accaduta.

Nella seconda metà del XVIII secolo, il filosofo inglese Edmund Burke era uno dei più celebri pensatori del suo tempo.

Precorrendo l’ideologia romantica, Burke nel 1757 scrisse il trattato d’estetica Un’indagine filosofica sull’origine delle nostre idee di Sublime e di Bello, un testo in cui distingueva tra la ricerca della semplice bellezza e del Sublime. Che cos’è il Sublime? Secondo Burke, il Sublime è qualcosa che desta stupore e terrore nella mente dell’essere umano. Un’entità talmente magnifica e terrificante da far comprendere all’Uomo la propria piccolezza. Subito dopo la pubblicazione del suo trattato, Burke lasciò Londra per intraprendere un pericoloso viaggio tra le Alpi, in fuga dai propri creditori e alla ricerca del Sublime, così tanto decantato nelle pagine del suo libro.

La pellicola si impegna così a raccontare il viaggio intrapreso dal filosofo in compagnia della domestica indiana Awak, rendendo lo spettatore direttamente partecipe della vicenda. Questo, anche grazie all‘utilizzo di una fotografia mozzafiato e a una quasi totale assenza di colonna sonora, affidata invece ai suoni della natura. Inaspettatamente, però, Jacobi decide di presentarci un viaggio che di avventuroso ed eroico possiede ben poco, così come il suo protagonista.

Ciò che fin da subito colpisce in The Trouble with Nature è la  caratterizzazione dei due personaggi principali.

Edmund Burke, interpretato dal bravissimo attore inglese Anthony Langton, è tutto fuorché un eroe o un nobile pensatore. Al contrario, egli ci viene presentato come un uomo saccente, imbranato, a tratti ridicolo. Burke non riesce ad apprezzare la meravigliosa natura che lo circonda, ma anzi celebra il trionfo della civiltà e della modernità su di essa. Lo stesso titolo del film è una frase pronunciata dal protagonista, mentre elenca tutti i guai e gli impedimenti che la natura causa all’uomo civilizzato. Da occidentale, nato in un’Inghilterra colonialista e sovranista, il protagonista non rispetta tutto ciò che è libero e diverso, arrivando a definire la natura noiosa, prevedibile e fastidiosa.

La domestica Awak (Nathalia Acevedo), personaggio solo apparentemente secondario, ha invece un atteggiamento drasticamente opposto al suo padrone. La donna riesce a vivere in armonia con la natura, ad amare e apprezzare le più piccole bellezze che essa racchiude. Burke le ricorda costantemente la sua poca istruzione e la sua presunta “inferiorità”, in quanto indiana d’America, ma è evidente che Awak sia dotata di una sensibilità molto più profonda del suo padrone.  Se quindi Burke rappresenta la società colonialista, che tutto compra e nulla apprezza, Awak incarna la bellezza originaria delle cose. 

Come si conclude questo bizzarro viaggio alla ricerca del Sublime?

Senza entrare troppo nel dettaglio, è inevitabile che questa ricerca si concluda con un vero e proprio fallimento. Ossessionato dalla sua ricerca fino alla cieca follia, Burke arriverà a perdere l’unica cosa davvero autentica e sincera della sua esistenza. La scena finale, in particolare, è talmente evocativa e densa di significato da consacrare definitivamente l’intero film. Una vera e propria dissacrazione del Viandante sul mare di nebbia, dipinto capolavoro dell’artista tedesco Caspar David Friedrich e manifesto artistico del Romanticismo. L’immagine conclusiva dipinge dunque un uomo fallito, incontentabile e inetto, che non è stato in grado di apprezzare la bellezza dell’esistenza nemmeno quando ce l’aveva davanti agli occhi.

Durante la premiazione del festival, il film ha ricevuto due importanti riconoscimenti: la Menzione Speciale per il Premio SNCCI e il Premio Mymovies come miglior lungometraggio, votato online dal pubblico. Difatti, nonostante alcuni potrebbero non apprezzare il ritmo lento e contemplativo della pellicola, si tratta senza dubbio di un’opera brillante e originale.

Con il pretesto di raccontare il viaggio di Edmund Burke verso le Alpi, The Trouble with Nature è un’originale critica verso la società moderna, sempre meno in grado di apprezzare e rispettare ciò che la circonda. Una società composta da uomini che, anziché amare le meraviglie che già li circondano, preferiscono ossessionarsi alla ricerca di qualcosa che probabilmente esiste solo nella loro mente.

Leggi anche: ShorTS International Film Festival: Il grande passo- Due fratelli in viaggio sulla luna

 

 

 

 

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