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Dark – Il Nodo inscindibile

Si è da poco conclusa Dark, la serie televisiva tedesca targata Netflix che ha tenuto incollati  allo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo. Questa complessa parabola sui viaggi nel tempo e sulle dolorose conseguenze che essi implicano è riuscita a ottenere un grandissimo successo internazionale, divenendo una delle storie più appassionanti degli ultimi anni.

C’è chi la considera un vero e proprio capolavoro televisivo, scevra da difetti narrativi; c’è chi invece, pur riconoscendone la grandezza, individua alcune problematiche. In primis, alcuni spettatori hanno notato come la caratterizzazione dei numerosi personaggi tenda a essere abbastanza piatta, non permettendo uno sviluppo adeguato di ciascuno di essi. Una domanda sorga dunque spontanea: com’è possibile che una serie così ben scritta pecchi proprio in un elemento così importante della narrazione?

In realtà, se si riflette sulla struttura di Dark, questa scelta è perfettamente coerente con la filosofia che sta alla base della serie.

I due protagonisti di Dark. Due parti di un Nodo infrangibile. Un amore tragico e impossibile, al di là dello Spazio e del Tempo.

In Dark, elemento centrale è il Tempo, che, come un tiranno senza pietà, si serve di ciascun personaggio per formare all’infinito dei cicli temporali sempre identici. Ogni singolo personaggio svolge la sua funzione per portare avanti questo loop, totalmente sprovvisto del libero arbitrio. Ogni scelta, seppur apparentemente consapevole, costituisce in realtà soltanto un ulteriore pezzo per completare un puzzle, fatto di sofferenza, perdita e morte.

Se i personaggi non sono dunque che pedine in balia del Tempo, è inevitabile che essi manchino di un vero e proprio sviluppo psicologico. Nonostante questa apparente freddezza, però, molto spesso allo spettatore capiterà di emozionarsi dinanzi ai tormenti dei personaggi della storia.

In particolare, in Dark colpisce l’intricata e sofferta storia d’amore tra il protagonista Jonas Kahnwald (la rivelazione Louis Hofmann) e Martha Nielsen (Lisa Vicari).

All’inizio della prima stagione, sembra di assistere a una semplice storia d’amore tra due adolescenti. Jonas, appena tornato da un percorso terapeutico in seguito al suicidio del padre Michael (Sebastian Rudolph), scopre che Martha, di cui è innamorato, è fidanzata con il suo migliore amico Bartosz Tiedeman (Paul Lux).

Lo spettatore comprende fin da subito che anche Martha è innamorata di Jonas e che i due sono uniti da un legame molto profondo. L’apparente banalità di questo rapporto viene smentita con la scoperta da parte di Jonas dell’esistenza dei viaggi nel tempo. Il giovane, in particolare, verrà a conoscenza del legame di sangue che lo lega alla sua amata: Mikkel (Daan Lennard Liebrenz), il fratello minore di Martha, ha infatti viaggiato nel tempo, tornando precisamente nel 1986; crescendo, Mikkel era diventato Michael e aveva generato Jonas. Martha è dunque la zia di Jonas.

«Non siamo compatibili. Tutto questo è sbagliato. NOI siamo sbagliati».

Questo dirà Jonas a Martha, sopraffatto dagli eventi e dal dolore per la dolorosa scoperta. Eppure, i due non riescono a rimanere separati. Ciò è ancora più evidente nella seconda stagione della serie. Viaggiando nel 2052, Jonas scopre che presto nel presente si verificherà l’Apocalisse, causata da un incidente presso la centrale nucleare di Winden. Guidato dalle registrazioni lasciate dalla viaggiatrice temporale Claudia Tiedemann (Julika Jenkins), l’obiettivo di Jonas è impedire l’Apocalisse. Un’altra scioccante scoperta sconvolge presto il protagonista. Egli si imbatte in un uomo anziano e sfigurato di nome Adam, capo della setta Sic Mundus Creatus Est nel 1921 e preservatore dei loop temporali. In realtà, Adam rivela al giovane che i due sono la stessa persona. Jonas diventerà necessariamente Adam, non importa quanto il ragazzo cerchi di impedirlo.

I due protagonisti di Dark. Due parti di un Nodo infrangibile. Un amore tragico e impossibile, al di là dello Spazio e del Tempo.

Quale sarà l’innesco che porterà Jonas a diventare Adam? Un dolore immenso, una perdita irreparabile.

Poco prima dell’Apocalisse, sarà proprio Adam ad uccidere Martha sotto gli occhi di un disperato Jonas. Il dolore derivante dalla perdita di Martha è necessario affinché Jonas diventi Adam e si compia così il suo destino. Proprio mentre Jonas piange la morte della giovane, ecco che improvvisamente appare un’altra Martha. La giovane è diversa, ma al contempo incredibilmente somigliante all’amata di Jonas. Con un clamoroso cliffhanger, la seconda stagione si conclude con la rivelazione, da parte di Martha, dell’esistenza di un mondo parallelo: andando a complicare ulteriormente la già intricata trama, la terza stagione di Dark introduce dunque un altro mondo. Un luogo speculare al mondo di Jonas, intrappolato anch’esso in un loop infinito. Seguendo le istruzione di Martha, Jonas viaggia in questo mondo parallelo per convincere una Martha ancora ignara del suo futuro a collaborare con lui per distruggere il loop temporale.

Quando i due si incontrano, entrambi capiscono di non poter vivere separati l’uno dall’altro. Sebbene provenienti da mondi differenti, Jonas e Martha sono uniti da un legame indissolubile, che prescinde dalle regole dello Spazio e del Tempo. 

I due protagonisti di Dark. Due parti di un Nodo infrangibile. Un amore tragico e impossibile, al di là dello Spazio e del Tempo.

Nel nuovo mondo, Jonas incontra una donna di nome Eva, la quale si rivela essere Martha stessa da anziana. Eva è dunque la controparte di Adam e, in un certo senso, la sua nemesi. Se infatti Adam intende distruggere i due mondi per disintegrare il ciclo temporale, Eva è invece decisa a conservarlo. Perché? Che cosa lega così indissolubilmente Adam e Eva, e di conseguenza i loro due mondi?

In una notte d’amore, i due giovani Jonas e Martha concepiscono un figlio. Si tratta dello Sconosciuto, un uomo che, nel corso della stagione, lo spettatore aveva visto viaggiare nel Tempo in veste di omicida. Più precisamente, si trattava di tre individui: lo Sconosciuto da bambino, da adulto e da anziano, tutti e tre riconoscibili da un taglio sul labbro. Figlio di Adam e Eva, egli è il moderno Caino il cui compito è dare inizio e far proseguire il loop temporale. Il Nodo che unisce i due mondi e che, con azioni fredde e calcolate, fa’ in modo che tutto accada e continui ad accadere all’infinito. Adam intende sciogliere questo Nodo, distruggendo suo figlio prima che venga il mondo; Eva, invece, vuole preservare il Nodo e di conseguenza salvare suo figlio.

Ma il figlio di Adam e Eva è davvero l’origine di tutto? Nella puntata conclusiva della serie, Claudia Tiedemann, personaggio chiave della storia, rivela ad Adam che cosa ha realmente causato la nascita dei due mondi. In principio, vi era un mondo d’origine. In questo mondo, l’orologiaio H.G. Tannhaus (Arnd Klawitter), scosso dalla tragica perdita di suo figlio e della sua famiglia in un incidente, aveva provato a costruire una macchina del tempo.

I due protagonisti di Dark. Due parti di un Nodo infrangibile. Un amore tragico e impossibile, al di là dello Spazio e del Tempo.

L’esperimento era fallito e da esso erano nati i due mondi di Adam e Eva: due realtà dunque sbagliate, frutto di un errore umano.

L’unico modo per fermare il loop temporale è far sì che Jonas e Martha impediscano l’incidente d’auto in cui avevano perso la vita il figlio di Tannhaus e la sua famiglia. E l’unico mezzo per cambiare le cose è sfruttare l’unico momento in cui il tempo si ferma, ossia l’esatto istante in cui si scatena l’apocalisse nei due mondi. Viaggiando verso il mondo d’origine, Jonas e Martha vivono una strana esperienza rivelatrice. Entrambi si vedono da bambini: vi era stato infatti un momento nella loro infanzia, in cui avevano visto all’interno di un armadio la versione adolescente dell’altro. Una scena molto toccante, che ci fa nuovamente comprendere la profonda natura del legame tra i due personaggi, in qualsiasi realtà essi si trovino.

Jonas e Martha convincono così il figlio di Tannhaus a tornare a casa, impedendo così l’incidente automobilistico. Con questo gesto, i due provocano la cancellazione dei loro due mondi, e di conseguenza di loro stessi. Ecco che, sotto le malinconiche note della canzone What a wonderful world, Jonas e Martha iniziano a scomparire. 

«Siamo fatti per stare insieme, non credere mai che non sia così»

Queste parole, pronunciate spesso da Jonas a Martha durante la serie, concludono così una delle storie d’amore più atipiche e complesse degli ultimi anni. Quello tra Jonas e Martha è difatti certamente un legame non convenzionale, soprattutto nella sua conclusione. I due decidono consapevolmente di sacrificarsi per interrompere il loop di dolore e sofferenza, costituendo così l’inizio e la fine di tutto il cerchio. Un amore impossibile, nato per errore, eppure che al contempo costituisce l’unica chiave per porre fine a tutto.

I due protagonisti di Dark. Due parti di un Nodo infrangibile. Un amore tragico e impossibile, al di là dello Spazio e del Tempo.

Due anime unite e separate dal Tempo, che, incurante delle loro sofferenze, dirige con freddezza le fila delle loro esistenze. A differenza della maggior parte delle serie moderne, Dark mostra il dramma di non avere il controllo sulla propria vita, di non possedere il libero arbitrio. Con un destino già segnato, ai personaggi non resta così altro che cercare di vivere profondamente ogni sentimento, ogni attimo del proprio percorso. E così hanno fatto Jonas e Martha: in una vana lotta contro un tragico destino, che li ha voluti uniti e separati a suo piacimento, si sono amati in ogni istante.

Leggi anche: Come dovrebbe finire Dark- Il cerchio perfetto.

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