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Malèna, cammina, lei, nella Bellezza


«Cammina, lei, nella bellezza,

come la notte a latitudini serene
e sotto cieli trapuntati a stelle;
e tutto il meglio di splendore e buio
s’accorda nel suo aspetto e nei suoi occhi,
fatti sì dolci a quella luce tenera
che il cielo nega al giorno scintillante.

Un’ombra sola in più, di meno un raggio
solo spariglierebbero la grazia
che indicibile disegna onde nere
sopra ogni treccia, o tenuemente illumina
il suo viso, dove i pensieri esprimono
sereni, dolcemente, quanto pura,
quanto amata sia la lor dimora.

E sopra quella gota e quella fronte,
tanto morbide, e calme, ed eloquenti,
il riso suo che avvince, i suoi color
che brillano raccontano di giorni
consunti nel far bene, di una mente
ch’è in pace universale, e del suo cuore,
e del suo amore ch’è tutto innocente!».

(Lord Byron, “She Walks in Beauty”)

In un piccolo paese della provincia siciliana vive Malèna, donna dall’estrema bellezza ed eleganza. Cammina lenta in mezzo a sguardi languidi che ne osservano il viso, il seno, le cosce scoperte, le labbra carnose.

Tra questi sguardi c’è quello di Renato, giovane adolescente che si innamora perdutamente di Malèna, anche se lei non lo ha mai degnato di uno sguardo. Il ritratto della protagonista che decide di dipingere Tornatore è silenzioso. Monica Bellucci non proferirà più di mezza frase durante tutto il film, conferendo alla sua figura un’apparenza ancora più misteriosa, ma ugualmente realistica nel suo insieme.

È lei infatti la rappresentazione della donna in tutte le sue sfaccettature, unendo insieme l’archetipo femminile di donna-angelo, insieme a quello, nella seconda parte del film, della donna-prostituta, richiamando alla mente, tramite il nome, quello della Maddalena cristiana.

La donna in equilibrio fra gli opposti

Il sonetto di Lord Byron è frutto di un pensiero romantico. Guarda una donna di cui non si ammira solo la semplice bellezza, ma che cammina dentro questa stessa bellezza perché il suo cuore è in perfetto equilibrio fra Male e Bene «e tutto il meglio di splendore e buio s’accorda nel suo aspetto e nei suoi occhi» (vv. 4-5); ed è proprio questa lotta fra gli opposti che si rispecchia nel cuore e nel corpo di Malèna.

Tornatore, attraverso gli occhi di Renato, ne analizza le perfette e attraenti curve, mentre, nel contempo, ne ammira la bontà di vivere nei gesti quotidiani verso l’aiuto al padre o mentre regge le lettere del marito sul petto. La immagina dunque prendere le sembianze delle attrici hollywoodiane, oppure di una Cleopatra moderna, e infine di una Madonna. È la sua presa di coscienza dall’adolescenza all’età adulta che guarda alla donna in tutta la sua interezza, «i suoi color che brillano raccontano di giorni consunti nel far bene» (vv. 16-17); e non soltanto dal punto di vista sessuale come fanno i suoi coetanei, ma anche gli uomini più grandi. 

Bella di fama e di sventura

Man mano che la trama avanza, scopriremo sempre più particolari sulla vita della protagonista, e lo faremo attraverso lo spiare di Renato appostato fuori dalla sua casa (in un grande omaggio a C’era una volta in America), in preda a una dolce ossessione. Scopriremo, infatti, che il marito di Malèna è stato dato per morto durante la guerra e che il padre, a cui lei era molto affezionata, morirà a causa di un bombardamento (il film è ambientato durante la Guerra).

Tutti gli uomini che la circondano, in realtà, lo fanno unicamente per soddisfare il proprio appetito sessuale. La donna, rimasta senza speranze e futuro, decide di prostituirsi con i soldati che arrivano nel piccolo paese. In questo senso, si rappresentano anche le debolezze della giovane protagonista che cede al suo stesso fascino concedendosi alle lusinghe degli uomini che la desiderano.

Ma, la realtà provinciale la mette subito alla berlina: diventa così, il gossip principale della cittadina, che la voleva, fin dall’inizio, etichettare come una donna dai facili costumi. È qui in atto un profondo cambiamento nel suo cuore. Si rende conto, infatti, che la sua bellezza è contemporaneamente fortuna e condanna e che, qualsiasi cosa lei faccia, non sarà mai e poi mai accettata dagli altri. È una bellezza, dunque, che non è più angelica, ma incomincia a infossarsi nella realtà, sporcandosi tutta. Renato non potrà far altro che guardare, immobile, questo declino.

Arrendersi alle voci

Malena è un film di Giuseppe Tornatore. Descrive, attraverso la sensualità di Monica Bellucci, il concetto di bellezza in un piccolo paese

Scegliendo di diventare una prostituta, Malèna non fa altro che arrendersi alle voci di quelli che la volevano far diventare in quel modo. Non potrà più difendersi, ma è consapevole di diventare per gli uomini un mero oggetto e per le donne un oggetto di invidia. Rimasta sola, sceglie così di essere quello che gli altri hanno deciso per lei. È in questo momento che si comprende l’accezione della bellezza come un nascondiglio per la solitudine, incapace di proteggere dalle vicissitudini della vita.

La scena del linciaggio di Malèna alla liberazione dell’Italia da parte degli americani, la riporta violentemente al suo status di vedova e, dunque, non di donna libera. Una duplice condanna. 

Renato: «Pedalavo come se fuggissi, e in realtà fuggivo. Da lei, da quelle emozioni, dai sogni, dai ricordi, da tutto, e pensavo che dovevo dimenticare. Ero certo che sarei riuscito a dimenticare, ma oggi che sono vecchio, che ho consumato banalmente la vita, che ho conosciuto tante donne che mi hanno detto: “ricordati di me” e io le ho scordate tutte… ancora oggi è lei l’unica che non ho mai dimenticato, Malèna».

Dopo essere stata deprivata della sua femminilità attraverso il taglio di capelli e il pestaggio, Malèna scappa dal paese, salvo poi ritornarvi anni dopo con il marito sopravvissuto alla guerra. Nella conclusione del film (2000), fortemente drammatico, si chiude la vicenda di Malèna: sfiorita ormai la sua bellezza, toglie a se stessa qualsiasi vanità accompagnandosi al marito. Torna così a essere relegata al ruolo di moglie, lontana dai pensieri erotici degli uomini ormai indifferenti al suo passaggio.

È soltanto in questo modo che può essere definitivamente accettata da tutti. Una comare come un’altra, la vita del piccolo paese non si basa su nient’altro che questo. Renato, ormai diventato quasi adulto, è l’unico che riesce a vederla ancora come quella di una volta.

Perché lei, non è soltanto bella, ma cammina nella bellezza. E questo, solo Renato è riuscito a capirlo.

Leggi anche: I 5 (+1) migliori film di Giuseppe Tornatore

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