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Levi Ackerman – L’eroe che l’umanità non merita, ma di cui ha bisogno

Dalla notte dei tempi, quasi tutti gli anime che si rispettino hanno un eroe di cui si apprezzano le più alte virtù: coraggio, sacrificio, abilità, onore. Esiste poi un eroe dotato di tutte queste virtù, ma che stranamente non ama i riflettori, la gloria o l’acclamazione della folla. Un personaggio che, sebbene non abbia la stessa rilevanza dei protagonisti, lo si attende apparire più degli stessi. Uno che semplicemente detiene il titolo di “soldato più forte dell’umanità”. Ladies and gentlemen, Levi Ackerman!

Levi Ackerman è un eroe silenzioso che salva l'umanità e supporta i protagonisti in molteplici occasioni, senza però chiedere riconoscenza.
Levi Ackerman.

Levi è un personaggio del nuovo fenomeno mondiale Attack on Titan, il manga shōnen scritto da Hajime Isayama, da cui il genio di Yasuko Kobayashi si è ispirato per la trasposizione ad anime. Trama catastrofica in salsa dark fantasy che regala picchi di tensione, come discrete riflessioni sull’etica. L’arena (in gergo cinematografico si intende) è una città arroccata su tre livelli di mura. All’interno, gli ultimi presunti sopravvissuti della razza umana. E non i migliori di certo.

La corruzione, i meschini giochi di potere, l’ignoranza e uno spiccato individualismo sono una peste, tanto quanto i giganti.

I protagonisti sono Eren Jaeger, sua sorella adottiva Mikasa Ackerman e il loro amico Armin Arlert. Tre ragazzi talentuosi che hanno visto le pene dell’inferno, ma non hanno avuto l’età giusta per non introiettarne il dolore consequenziale. Crescono, così, tra il senso di ribellione, le debolezze degli sfregiati e il fuoco della vendetta. Un po’ come Levi, del resto.

Ricordano vagamente (giusto per il duo maschile e la solista ragazza, e l’innocenza degli adolescenti) Harry, Ron ed Hermione al loro primo anno a Hogwarts: tutti e tre ancora acerbi e con la testa calda. Hanno costantemente bisogno di una guida esperta, talvolta la si ritrova in Erwin, talvolta in Levi, personaggi sicuramente con le spalle “più dritte”.

Ma cosa si cela dietro il volto inespressivo del capitano dell’Armata Ricognitiva? Perché è importante tanto quanto questi protagonisti?

Levi, da quanto ci perviene dallo spin-off Birth of Levi, è cresciuto all’ombra del distretto malfamato di Mytras, nella Città Sotterranea, insieme alla madre Kuchel, prostituta di un bordello. A seguito della sua morte, per malattia, viene cresciuto dallo zio Kenny alla sopravvivenza e alla violenza (in questo ricorda un po’ l’infanzia di Ban di Seven Deadly Sins).

Levi Ackerman è un eroe silenzioso che salva l'umanità e supporta i protagonisti in molteplici occasioni, senza però chiedere riconoscenza.

Dopo che lo zio lo abbandona in tenera età, poiché valutato già capace di arrangiarsi, viene successivamente notato dall’Armata Ricognitiva, capeggiata già dal carismatico comandante Erwin, dopo che lo stesso sente parlare di tre criminali che utilizzano i dispositivi per la manovra tridimensionale. Guarda caso, Levi e i suoi migliori amici Farlan e Isabel.

A seguito di un estenuante inseguimento, Levi e i due amici vengono infine catturati, ma poiché Erwin rimane colpito dalle loro abilità vengono incredibilmente arruolati nell’Armata Ricognitiva. Tuttavia, un nobile di nome Nicolas Lobof affida ai tre novizi una inaspettata missione: uccidere Erwin stesso. Durante un raid anti-gigante fuori dalle mura, Levi si trova di fronte a una scelta critica che determinerà per sempre il suo modo di approcciarsi alla coscienza: uccidere Erwin o preoccuparsi della vita dei suoi amici dispersi.

Levi sceglie, ma gli costa caro. I suoi amici vengono terribilmente mutilati. Erwin trova il modo di placare la sua ira, o meglio ancora, di indirizzarla nel verso giusto, spiegandogli che comunque le sorti sarebbero state le medesime, anche se avesse scelto differentemente. Così Levi si convince: entra definitivamente a fare parte dell’Armata Ricognitiva con l’obiettivo di sterminare tutti i giganti.

Un incrocio tra Eren Jaeger e Sasuke Uchiha, con la differenza rispetto a quest’ultimo che il desiderio di vendetta non lo consuma, ma lo muta in un personaggio positivo.

Il talento di Levi è alimentato dal potere della sua famiglia. Infatti i membri della Famiglia Ackerman, di cui anche Mikasa fa parte, a un certo punto della loro vita risvegliano una forza misteriosa, non meglio specificata, descritta da Levi come «un momento in cui si risveglia nel corpo una grande forza e l’utilizzatore sa benissimo come utilizzarla». Solitamente, a seguito di un lutto o più genericamente un trauma. Insomma, non centra nulla con gli altri comuni mortali.

Levi, così, porta con sé l’onere (e l’onore) dell’etichetta di “soldato più forte dell’umanità”. La sua unicità la si ritrova anche nel modo di combattere del tutto personale (una spada in verticale e una in orizzontale) che gli permette, roteando, di flagellare a più mandate la carne dei giganti. Fonda persino un corpo d’élite, di cui ne è il capo, la Squadra Operazioni Speciali, e conduce numerose operazioni alla risoluzione.

È apparentemente inespressivo e non ha paura di imporsi anche con esponenti dell’esercito di grado superiore. Tuttavia, non è il classico killer incallito con il cuore di ghiaccio tipico degli shōnen. Infatti mostra più volte di saper tirare fuori il meglio dai propri soldati e di avere un grande senso di empatia. Questo viene dimostrato soprattutto quando invita le persone accanto a lui ad avere giudizio nelle più importanti scelte e di compierle senza pentirsene.

«Ora io stesso non saprei che cosa consigliarti. Vedi, sia che si conti sulle proprie forze, o anche su quelle dei compagni, nessuno può prevedere il risultato finale. Perciò, in qualsiasi caso, ricorda che l’importante è non avere alcun rimpianto».

Più di una volta afferma di non sopportare le vittime inutili e innocenti e, quando scopre che i giganti sono in realtà esseri umani, sembra rabbrividire e disgustarsi al pensiero della sua personale carneficina. Resta inoltre profondamente addolorato dalla perdita dei suoi soldati, o quando un altro a lui caro soffre per un lutto.

Levi Ackerman è un eroe silenzioso che salva l'umanità e supporta i protagonisti in molteplici occasioni, senza però chiedere riconoscenza.

Se da una parte prova molta empatia, dall’altra elimina i giganti senza pietà, con la veemenza di chi è trascinato da una dirompente dose di odio e da un’insolita spregiudicatezza nei confronti della morte. Basti pensare a come polverizza da solo la schiera di giganti nell’episodio diciassette della terza stagione, insieme a uno dei nemici più ostici mai incontrati, il Gigante Bestia.

Talvolta, non prova neppure sete di sangue nei loro riguardi (forse noia?), ma si nota addirittura un velo di indifferenza, la stessa indifferenza con cui solitamente si paga alla cassa del supermercato (forse noi siamo pure più agitati in attesa dello scontrino). Inoltre, è l’unico soldato che si può permettere di essere sadico con gli stessi, arrivando addirittura a umiliarli, come nel caso della tortura al Gigante Femmina.

Oscilla tra la forza scaturita dalla sete di vendetta e il profondo rispetto per Erwin Smith, l’uomo che gli ha dato una vita degna di essere vissuta, per così dire. Sorprendentemente, a differenza di tanti personaggi stereotipati tipici dei manga, Levi avrà una rivoluzione caratteriale più classica del filmico che dell’animazione, rispetto alle sue caratteristiche e al suo credo. Questo avviene quando sceglie di salvare il giovane stratega Armin, invece dell’amico Erwin.

Antepone il bene superiore all’unico grande affetto che ormai gli è rimasto. La persona che l’ha reso un uomo migliore.

Levi Ackerman è un eroe silenzioso che salva l'umanità e supporta i protagonisti in molteplici occasioni, senza però chiedere riconoscenza.

La bellezza di questo personaggio non si ferma qui. Hajime Isayama pennella un nuovo “duro”. Oltre a renderlo estremamente empatico, gli conferisce delle curiose note di comicità. Ancor prima di essere ricordato per le sue capacità, quando si pensa a Levi non è così difficile immaginarselo a fare il bucato o a scopare per terra (ovviamente senza mai sorridere). Infatti, ha una dichiarata passione per la pulizia, oltre che per il tè. Peraltro, è stato eletto in Giappone come il personaggio più sexy degli anime. Forte, spietato, empatico, giudizioso, simpatico e pure bello. I francofoni direbbero: sauvage!

Leggi anche: L’Attacco dei Giganti – La poetica della libertà

Nicolò Frasson
L'arte è solo una: si ciba d'immaginazione e si veste di invenzioni.

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