Home Cinebattiamo Eggers e Montale - Una danza tra The Lighthouse e Mediterraneo

Eggers e Montale – Una danza tra The Lighthouse e Mediterraneo

Breve nota al lettore o alla lettrice: le sezioni in evidenza che seguono sono tratte da Mediterraneo, una sezione centrale della raccolta di poesie Ossi di Seppia (1925) di Eugenio Montale, mentre tutto il resto è composto da sezioni della sceneggiatura di The Lighthouse di Robert Eggers (la traduzione italiana è ad opera di chi scrive). Tutto ciò che segue non vuole essere in alcun modo una comparazione o un’analisi, bensì una sorta di danza tra due opere che, sempre mantenendo una splendida unicità, entrano allo stesso modo in contatto col tema del rapporto tra Uomo e Mare, tra Uomo e Uomo e tra Figlio e Padre.

«Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno: smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s’esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!».

(Eugenio Montale, “Mediterraneo”)

The Lighthouse

È buio.

I due uomini siedono nell’angusta cucina. Una lampada al cherosene tremola sul tavolo in mezzo a loro, è piegata su un lato, ma ancora funziona bene.

GIOVANE guarda il loro pasto, cercando di nascondere il suo disprezzo: merluzzo tiepido e patate attendono disordinati su piatti malconci. Si gira una sigaretta sul tavolo. Le sue mani rese nere dal carbone macchiano la carta.

VECCHIO posa due tazze. Latta. Porcellana scheggiata.

VECCHIO
Dovesse la pallida morte con acuto timore
Fare delle grotte del mare il nostro letto
Dio che sentisse le onde arrivare
Si degni di salvare l’anima supplicante.

Versa uno strano, denso, liquido dentro le tazze. Alcool casereccio?

Tiene la sua alta per un brindisi.

VECCHIO
A quattro settimane.

«Potessi almeno costringere
in questo mio ritmo stento
qualche poco del tuo vaneggiamento;
dato che mi fosse accordare
alle tue voci il mio balbo parlare:-
io che sognava rapirti
le salmastre parole
in cui natura ed arte si confondono,
per gridar meglio la mia malinconia
di fanciullo invecchiato che non doveva pensare».

(E. Montale, “Mediterraneo”)

Con The Lighthouse Eggers realizza un'opera per tematiche e significato molto vicina a Mediterraneo, sezione centrale degli Ossi di Seppia.
The Lighthouse

GIOVANE sta finalmente fumando la sua sigaretta. Cammina lentamente verso la costa…

È attirato dalla luce che dal faro si riflette sull’acqua.

Si ferma, mentre le onde sbattono contro le rocce.

Comincia a camminare dentro i flutti…

Cammina ancora, non si ferma… ipnotizzato dall’acqua…

La luce

È quella forse una palla di luce laggiù nel mare…?

Oltre…

Oltre…

Alghe, muschio e fanghiglia lo circondano fino alle ginocchia.

Oltre…

Quando, lentamente, un grande tronco, quaranta piedi di lunghezza e ancora rivestito in corteccia, galleggia verso di lui…

Un altro tronco…

Un altro!

Guarda avanti a sé e il mare è pieno di tronchi: è una fiumana di tronchi. Vuole correre via, ma non può… continua a guadare sempre più in profondità dentro l’oceano di tronchi…

È quasi sommerso fino al collo nell’acqua… D’un tratto, lo vede: il corpo di un uomo galleggia a faccia in giù in mezzo ai tronchi: indossa un cappotto di lana in stile mackinaw e stivali di pelle con spessi scarponi chiodati.

[…]

Il corpo galleggia verso GIOVANE!

GIOVANE vuole urlare. È quasi interamente sommerso ora… l’acqua si alza oltre la sua bocca, le sue urla divengono gorgoglii di acqua salata!

«Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
[…]
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso».

(E. Montale, “Mediterraneo”)

Con The Lighthouse Eggers realizza un'opera per tematiche e significato molto vicina a Mediterraneo, sezione centrale degli Ossi di Seppia.
The Lighthouse

VECCHIO
Guardati come tremi. Sei talmente scosso che non sapresti dire cosa è sopra e cosa è sotto. Per quanto tempo siamo stati su questo scoglio? Cinque settimane? Due giorni? Dove siamo? Aiutami a ricordare, chi è che saresti tu, Tommy?

GIOVANE

VECCHIO

Io sono probabilmente un frammento della tua immaginazione. Questo scoglio è un frammento della tua immaginazione. Tu stai probabilmente girovagando in mezzo a un boschetto di ontani, su nel Nord del Canada, come un pazzo divorato dal gelo, mentre parli da solo, con le ginocchia nella neve, la bufera che ti sovrasta.

Pausa

GIOVANE
Mi andrebbe una sigaretta.

VECCHIO
Stiamo andando a bere.


«Giunge a volte, repente,
un’ora che il tuo cuore disumano
ci spaura e dal nostro si divide.
Dalla mia la tua musica sconcorda.
allora, ed è nemico ogni tuo moto.
In me ripiego, vuoto
di forze, la tua voce pare sorda.
M’affisso nel pietrisco
che verso te digrada
fino alla ripa acclive che ti sovrasta,
franosa, gialla, solcata
da strosce d’acqua piovana.
Mia vita è questo secco pendio,
mezzo non fine, strada aperta a sbocchi
di rigagnoli, lento franamento.
È dessa, ancora, questa pianta
che nasce dalla devastazione
e in faccia ha i colpi del mare ed è sospesa
fra erratiche forze dai venti.
[…]
Guardo la terra che scintilla,
l’aria è tanto serena che s’oscura.
E questa che in me cresce
è forse la rancura
che ogni figliuolo, mare, ha per il padre».

(E. Montale, “Mediterraneo”)

The Lighthouse

Strisciando, tremando e sanguinando, GIOVANE lentamente procede verso la torre…

GIOVANE continua, lentamente…

GIOVANE sale la scala, lento, e usando la chiave, apre il portello che porta alla sala della lanterna

La luce volteggia sfolgorante…

GIOVANE è ipnotizzato…

GIOVANE guarda avanti a sé…

È lì: la lente di Fresnel. È un gigantesco gioiello di indescrivibile bellezza, è alta sei piedi e ha otto gambe di ottone scintillante. Sembra che stia cantando…

Cammina verso di lei…

Come per magia, la rotazione della lente comincia a decelerare…

La lente smette di ruotare…

La ammira.

Lentamente, la porta della lente si apre come un’ala, di fronte a lui…

La luce cresce in intensità…

Pausa.

La accoglie.

Pausa.

Una lacrima cade dal suo occhio.

Sorride.

Lentamente, mette la mano dentro la luce…

Un profondo, basso rumore di fuoco scoppiettante si sente nel momento in cui tocca la fiamma…

La luce cresce in intensità…

La sua mano sta bruciando, ma lui continua a porgerla…

Il suono scoppiettante diventa sempre più alto e più alieno…

GIOVANE inizia a scuotersi follemente…

Il suo volto è distorto…

La luce cresce in intensità

GIOVANE grida

Più luminoso

Incomprensibilmente luminoso

«Il tuo delirio sale agli astri ormai».

(E. Montale, “Mediterraneo”)

Con The Lighthouse Eggers realizza un'opera per tematiche e significato molto vicina a Mediterraneo, sezione centrale degli Ossi di Seppia.
The Lighthouse

Leggi anche: The Lighthouse – Esistenza e mitologia tra Prometeo e Platone

Michel Buraggi
Laureato in Lettere Moderne, aspirante regista e sceneggiatore. Studio, scrivo, mi lamento e bevo tanto tanto troppo caffè.

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