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Narcos: Mexico – L’eredità di Camarena

Inizialmente concepita come quarta stagione della serie televisiva Narcos, Narcos: Mexico è stata poi sviluppata come una serie spin-off incentrata sul Cartello di Guadalajara in Messico. Risulta, in realtà, riduttivo limitare il valore di questo prodotto a semplice spin-off della serie madre, in quanto rappresenta ormai una vera e propria certezza del panorama di Netflix.

Per comprendere a pieno la profondità di questa narrazione, prenderemo in considerazione la centralità del ruolo di uno dei personaggi più significativi dell’opera: l’agente della DEA Enrique Camarena.

El hombre vertical

La vita di Kiki Camarena di Narcos: Mexico è quella di un uomo sincero, leale, dedito al lavoro, prima di ogni altra cosa, e al bene della sua famiglia, sopra ogni cosa. È difficile parlare del padre, del marito, dell’uomo, senza interpellare il protagonismo che il suo smisurato senso di giustizia ha assunto in quasi ogni secondo del suo tempo.

L’agente Camarena è, infatti, l’emblema più puro della vera giustizia.

Il suo lavoro si trasforma in una missione che investe ogni giorno della sua esistenza, coinvolgendo con sé, spesso, anche i suoi cari. Cambia completamente vita per il suo lavoro, si trasferisce con la moglie, dedica anima e corpo alla caccia, arrivando tragicamente a sacrificare tutto ciò che il suo destino richiede: la vita.

Kiki mette alle strette i narcotrafficanti, li insegue caparbiamente e, contro ogni tipo di corruzione, si rivela quasi instancabile. Non è un caso, infatti, che durante una cena con amici, la moglie descriva il marito raccontando un episodio in cui il suo senso di giustizia prende il sopravvento e, quasi senza possibilità di scegliere, agisce autonomamente.

Ode a Kiki Camarena di Narcos: Mexico e al suo eterno coraggio, e ode a Walt che ne ha raccolto il retaggio, facendoci ancora sperare.
Kiki e Mika Camarena.

Il 7 febbraio del 1985 l’agente della DEA, Kiki Camarena, viene rapito in pieno giorno. Nel corso delle trenta ore di detenzione i rapitori gli infliggono torture e percosse di ogni genere, riducendolo continuamente in fin di vita. L’interrogatorio non porta grandi benefici ai narcotrafficanti, se non l’ennesima dimostrazione che Kiki Camarena non è un ingranaggio di quella macchina corrotta, non è un uomo che può essere comprato o intimidito. È un uomo la cui moralità non può essere modificata.

Nel dialogo con il padrino Miquel Angel Felix Gallardo l’agente traccia la netta differenza che c’è tra i due, ribadendo le proprie convinzioni e non rinnegando il proprio credo. Con la consapevolezza che quelli saranno, probabilmente, i suoi ultimi momenti e che, forse, non saranno vani, Kiki accetta il suo triste epilogo perché si rivela vero nella sua più costante condotta morale.

Il corpo martoriato dell’agente viene ritrovato il 7 marzo dello stesso anno durante un blitz in una fattoria appena fuori dalla città di Angostura, Stato di Sinaloa.

Era uno di noi

La morte di Camarena rappresenta uno spartiacque cruciale per la lotta ai narcotrafficanti. Nel momento in cui viene ritrovato il corpo di un agente della DEA, lo stato americano subisce una vera e propria perdita di credibilità. In un paese come il Messico, in cui i narcotrafficanti sono l’unica istituzione di riferimento e lo Stato rappresenta un involucro senza potere, la sconfitta della DEA incarna per l’organizzazione criminale di Felix Gallardo un punto di non ritorno.

Successivamente, infatti, il Messico, l’America e il mondo intero si risvegliano dal torpore della corruzione in cui erano sopiti e decidono di combattere i Narcos senza mezze misure. Il volto principale di questa presa di coscienza in Narcos: Mexico è dell’agente Walt Breslin che, dopo aver perso il fratello per problemi di droga, avverte la morte dell’agente Camarena come una scossa personale e decide di farla pagare agli artefici di tanto dolore.

Ode a Kiki Camarena di Narcos: Mexico e al suo eterno coraggio, e ode a Walt che ne ha raccolto il retaggio, facendoci ancora sperare.
Walt Breslin

Nel dialogo finale con Miguel Angel, Walt è ben consapevole che il suo arresto è solo il punto di partenza, che non è finita e che la guerra è molto lontana dal suo epilogo.

La foto di Kiki che mostra al narcotrafficante, ormai detenuto, dimostra che la fiamma della giustizia dell’agente Camarena è sempre accesa, che non potrà mai spegnersi nel cuore di chi sa bene ciò che rappresenta e che, forse, in questo mondo, nonostante tutto, c’è ancora speranza.

Leggi anche: Narcos 3 – Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo.

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