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Call Me By Your Name e Damien Rice- It’s just that it’s Delicate

«We might kiss when we are alone
When nobody’s watching
We might take it home
We might make out when nobody’s there

It’s not that we’re scared
It’s just that it’s delicate».

(Damien Rice, “Delicate”)

Il breve amore di Elio e Oliver in Call me by your name è raccontato dalle toccanti parole di Damien Rice, in uno dei suoi brani più intensi.

Questi sono i versi iniziali di Delicate, brano scritto e interpretato dal cantautore irlandese Damien Rice. La canzone fa parte dell’album O (2002), che racchiude una serie di brani d’amore dolci e malinconici. Brani semplici, che però trasudano una serie di sentimenti differenti  e complessi. In particolare, attraverso Delicate, canzone che apre l’album, Rice ci racconta di un amore sofferto, pieno di dubbi e aspettative. Un sentimento nascosto, custodito con gelosia, ma destinato a rivelare tutta la sua natura effimera e sfuggente.

Insieme alla musica, anche il Cinema ha il compito di rappresentare questa molteplice gamma di sentimenti. Portare sullo schermo una storia d’amore che sappia davvero emozionare lo spettatore non è però un’impresa semplice; soprattutto al giorno d’oggi, in cui ci sembra spesso che tutto sia già stato raccontato.

A dire il vero, per narrare attraverso immagini e suoni un complesso, eppur basilare, sentimento umano come l’amore, non è necessario un intreccio particolarmente originale. Ciò che riesce realmente a colpire anche il più cinico degli spettatori è la capacità di portare sullo schermo storie intime e realistiche, in modo che ognuno di noi possa vederci riflessa una parte di sé.

Una pellicola che certamente è riuscita in questo difficile intento è Chiamami col tuo nome (2017) di Luca Guadagnino. La toccante storia del diciassettenne Elio, interpretato dal giovane talento Timothée Chalamet, e della sua scoperta dell’amore, nella sua forma più intensa e sofferta, è riuscita a emozionare e commuovere. A soli tre anni dall’uscita del film, quella tra Elio e Oliver (Armie Hammer) è considerata una delle storie d’amore più intense che il cinema ci abbia mai regalato.

Con Chiamami col tuo nome, Guadagnino è riuscito a creare una vera e propria esperienza sensoriale.

Attraverso le splendide campagne di Crema, luogo in cui è ambientato il film, il regista ci immerge in un’atmosfera amena in cui immagini e suoni si fondono tra loro. La colonna sonora, definita dallo stesso Guadagnino il «narratore emotivo del film», ha qui una particolare importanza. Inoltre, la pellicola è accompagnata dai bellissimi e malinconici brani di Sufjan Stevens, tra cui spicca l’acclamatissimo Mistery of Love.

In un certo senso, gli stili di Sufjan Stevens e Damien Rice si assomigliano. Entrambi raccontano con delicatezza l’amara consapevolezza di quanto fugace e misterioso possa essere l’amore; di come i meravigliosi attimi della nostra vita siano destinati a concludersi.

Sia lo stile sia le parole di Delicate di Damien Rice si avvicinano molto ai sentimenti evocati in Chiamami col tuo nome

Elio si invaghisce di Oliver, uno studente ventiquattrenne ospitato da suo padre (Michael Stuhlbarg), professore di archeologia. Il giovane, di carattere introverso, rimane immediatamente colpito dall’intelligenza e dalla spigliatezza di Oliver. I due trascorrono il tempo passeggiando per le campagne di Crema, nuotando e partecipando a feste. I sentimenti di Elio sono sempre più forti, impedendogli di vivere serenamente le sue giornate. Quando finalmente trova il coraggio di dichiararsi, Oliver, pur ricambiando i suoi sentimenti, appare molto più freddo e distaccato. Per entrambi, non sarà semplice lasciarsi andare a questo sentimento.

Elio e Oliver trascorrono le giornate assieme, lontani da tutto e da tutti, condividendo un senso di intimità mai provato prima. Proprio come l’amore narrato dalle parole di Damien Rice, anche quello dei due giovani è vissuto di nascosto, in solitudine. Guadagnino però sceglie di non affrontare direttamente il tema dell’omosessualità, non ancora completamente accettata nell’Italia dei primi anni ’80. Il suo intento è semplicemente raccontare una storia d’amore, scevra da ogni problema sociale o impedimento esterno: il cuore della pellicola risiede nei sentimenti interiori dei suoi protagonisti.

«It’s not that we’re scared
It’s just that it’s delicate».

(Damien Rice, “Delicate”)

Elio e Oliver non si nascondono tanto per la paura di essere additati o condannati, ma più per la profondità del sentimento che provano. Non desiderano condividere con nessun altro quei pochi, delicati momenti che vivono insieme.

«So why’d you fill my sorrows
With the words you’ve borrowed
From the only place you’ve known?

And why’d you sing Hallelujah
If it means nothing to ya?
Why’d you sing with me at all?».

(Damien Rice, “Delicate”)

Per lo spettatore, è immediato identificarsi in Elio. A differenza di Oliver, che riesce a meglio celare le proprie debolezze, Elio è ancora molto giovane e vulnerabile. Il rapporto con Oliver gli permette di scoprire se stesso, i propri desideri e le proprie emozioni. La consapevolezza di lasciarsi completamente trasportare da una persona lo spaventa: tanti sono i dubbi che tormentano la sua mente, convincendolo spesso che Oliver non ricambi del tutto i suoi sentimenti. Complice l’apparente freddezza di Oliver, Elio mette in dubbio ogni gesto, ogni parola. Il timore è parte integrante dell’amore: perdersi in qualcun altro, mostrarsi vulnerabili può essere spaventoso.

Poco prima che Oliver parta, i due decidono di trascorrere tre giorni a Bergamo. Con la consapevolezza del poco tempo rimasto, Elio e Oliver si lasciano andare alla forte passione che li lega. Tre giornate di idillio, in cui sembra che tutto sia possibile. Cosa si può chiedere di più?

«We might live like never before

There’s nothing to give
Well, how can we ask for more?».

(Damien Rice, “Delicate”)

Purtroppo questo idillio ha presto fine. In una toccante sequenza, Elio accompagna Oliver alla stazione. I due si dicono silenziosamente addio.

Il giovane torna alla sua quotidianità con il cuore spezzato. Trova conforto nelle parole del padre, che aveva da tempo intuito il legame instauratosi tra il figlio e Oliver. L’uomo lo invita a non scacciare il dolore che prova, ad accoglierlo, perché  parte della gioia che ha provato. È raro vivere un’esperienza così profonda, condividere un sentimento del genere con qualcuno. In fondo, l’infelicità è parte del grande gioco della vita e soffocarla significherebbe impedire a se stessi di vivere appieno.

Qualche mese più tardi, Elio riceve una telefonata da Oliver. L’uomo gli comunica che presto si sposerà. L’idillio è finito, definitivamente. La felicità lascia spazio al dolore, che non è mai stato così insopportabile.

Il breve amore di Elio e Oliver in Call me by your name è raccontato dalle toccanti parole di Damien Rice, in uno dei suoi brani più intensi.Nella splendida scena finale, Elio si lascia andare a un lungo pianto. Lacrime di dolore, ma anche di gioia. Il ragazzo ha vissuto un’esperienza intensa e meravigliosa, ha provato sentimenti forti e ha imparato a condividerli con qualcuno. In poche parole, Elio ha vissuto. Così come ha vissuto chiunque abbia avuto la fortuna di provare emozioni del genere, accettando tutto il dolore e l’angoscia che inevitabilmente esse si trascinano dietro.

Sia Damien Rice sia Elio ripensano ai sentimenti provati con un amaro sorriso, e consapevoli che nulla sia perfetto né eterno, non resta loro che ricordare con dolce malinconia tutto ciò che hanno provato.

Sia Delicate sia Chiamami col tuo nome raccontano con delicatezza e sincerità un sentimento complesso come l’amore. Nessun abbellimento e nessuna retorica: solo una meravigliosa e terribile esperienza umana.

Leggi anche: Chiamami col tuo nome- Dove è finita quella pura, libera emotività? 

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