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American Horror Story – Il trionfo degli Antieroi

American Horror Story è una serie televisiva molto particolare. Creata da Ryan Murphy e Brad Falchuk (anche ideatori di Glee), si tratta di un prodotto antologico di genere horror. Ogni stagione racconta una storia autonoma dalle altre, mutando personaggi, periodo storico e ambientazione. Nonostante col tempo siano stati introdotti alcuni collegamenti tra le stagioni (soprattutto con Apocalypse, che ha riunito personaggi e storyline della prima e della terza stagione), vi sono due soli fili conduttori che le legano.

In American Horror Story, non c'è posto per gli eroi. Personaggi complessi, bizzarri, malvagi ci mostrano che l'orrore è più umano che mai.

Innanzitutto, il genere. Fantasmi, serial killer, streghe, vampiri: ogni stagione di American Horror Story affronta e reinterpreta un particolare elemento del cinema dell’orroreMolte sono le citazioni a film horror di culto, ma altrettanti sono i tentativi di attualizzarne le tematiche. Emblematica da questo punto di vista Cult, che affronta le reazioni degli statunitensi all’elezione di Donald Trump nel 2016.

Il secondo fil rouge che collega le stagioni è costituito dal cast. Veterani come la grandiosa Sarah Paulson, il talentuoso Evan Peters, le ormai leggendarie Jessica Lange e Kathy Bates; oppure Zachary Quinto, Angela Bassett, Denis O’Hare, e persino la cantante Lady Gaga. La scelta degli interpreti è una vera e propria costante all’interno dello show. In ogni stagione, gli stessi attori dimostrano versatilità vestendo i panni di personaggi differenti.

Il cuore di American Horror Story risiede proprio nei suoi personaggi: complessi, sfaccettati, imprevedibili.

Se con gli anni la serie sembra abbia perso un po’ il suo smalto, proponendo storie non sempre originali o ben scritte, lo stesso non si può certo dire dei suoi protagonisti. Grazie alle ottime performance del cast e a una caratterizzazione sempre a tutto tondo, ognuno di loro ha qualcosa di interessante da raccontare. Non c’è spazio per gli eroi in American Horror Story: tutti commettono azioni immorali, spesso crudeli, eppure non possiamo fare a meno di rimanerne affascinati. Dai villain come Twisty il Clown (John Carroll Lynch) e il Dottor Arden (James Cromwell), ai personaggi apparentemente più puri come Lana Winters (Sarah Paulson) e John Lowe (Wes Bentley).

Le storie narrate all’interno della serie mettono a nudo tutto il Male che risiede all’interno dell’animo umano, mostrandoci che spesso il vero orrore risiede dentro di noi. Un orrore non sempre manifesto, ma che è capace di nascondersi anche dietro comportamenti in apparenza normali e innocui.

Ecco una breve analisi di alcuni tra i più iconici personaggi di American Horror Story.

Tate Langton (Evan Peters) – So that’s your diagnosis? I’m a psychopath?

In American Horror Story, non c'è posto per gli eroi. Personaggi complessi, bizzarri, malvagi ci mostrano che l'orrore è più umano che mai.

La prima stagione dello show, Murder House, ha introdotto uno dei personaggi più controversi dell’intera serie. Tate Langton sembra all’inizio semplicemente un adolescente con qualche problema psicologico, che cerca di gestire tramite sedute con il dottor Ben Harmon (Dylan McDermott), il quale si è trasferito a Los Angeles con la sua famiglia. Presto Tate si innamora di Violet (Taissa Farmiga), la fragile figlia di Ben, verso cui prova un forte sentimento di protezione. Le cose si complicano quando Violet scopre che in realtà Tate è uno dei fantasmi che infestano la sua casa. Il ragazzo era infatti stato ucciso dalla SWAT nel 1994, in seguito al tentato omicidio di Larry (Denis O’Hare), fidanzato di sua madre, e dopo aver commesso una strage a scuola. Tate Langton è infatti un vero e proprio psicopatico, pericoloso e violento. 

Si scoprirà inoltre che Tate, indossando una tuta nera di lattice, aveva consumato un rapporto sessuale con Vivien (Connie Britton), madre di Violet, la quale era convinta si trattasse del marito Ben. Un tipo di violenza subdolo, che deteriora ancora di più il suo rapporto con Violet. Perché, con queste premesse, Tate non si può considerare un  vero e proprio villain? Nonostante le terribili azioni commesse, il ragazzo non si comporta mai in modo particolarmente crudele o cattivo, ma anzi ci viene principalmente mostrato il suo lato più sensibile e fragile. I motivi dei suoi comportamenti violenti sono certamente riconducibili al suo malsano rapporto con la madre Costance (Jessica Lange), una donna fredda ed egoista, che non gli ha mai dimostrato amore.

Ed è proprio di amore che sembra aver davvero bisogno Tate. Soltanto con Violet il ragazzo riesce infatti a mostrare pienamente il suo lato più dolce, dimostrando in più occasioni di tenere a lei molto più che a se stesso. Grazie anche all’ottima performance del giovane Evan Peters, lo spettatore rimane tremendamente affascinato da questa duplice natura del personaggio, non riuscendo a condannarlo completamente.

Lana Winters (Sarah Paulson) – Lies are like scars on your soul.

In American Horror Story, non c'è posto per gli eroi. Personaggi complessi, bizzarri, malvagi ci mostrano che l'orrore è più umano che mai.

La presenza di personaggi femminili forti è una costante in American Horror Story. Asylum, seconda stagione dello show, ha introdotto una vera e propria eroina, che si rivela però ben lungi dall’essere perfetta. Lana Winters, interpretata da un’eccezionale Sarah Paulson, è un’ambiziosa giornalista, che tenta di far carriera in un’epoca ancora dominata dagli uomini. La donna si intrufola nel manicomio Briarcliff per scrivere un articolo su Kit Walker (Evan Peters), accusato di essere un serial killer di nome Bloody Face. L’ostinatezza di Lana scatenerà le ire di Suor Jude (Jessica Lange), che farà ricoverare Lana, facendola sottoporre a terribili terapie di conversione, in quanto lesbica. A Briarcliff, sembra trovare un amico nel dottor Oliver Thredson (Zachary Quinto). L’uomo si rivela essere il vero Bloody Face e rapisce Lana. La donna sarà per giorni vittima di tremende violenze, subendo anche uno stupro.

Lana riesce a fuggire da Thredson, ma scopre presto di essere incinta. Grazie alla sua tenacia e forza d’animo, scappa da Briarcliff e, decisa a riprendersi la sua vita, da’ il figlio non voluto in adozione. La donna racconterà la sua esperienza in un libro, che si rivelerà un bestseller, e diverrà così una giornalista apprezzata e famosa.

Per tutta la stagione, Lana Winters ha subito continue violenze fisiche e psicologiche, da cui è riuscita a liberarsi solo con le proprie forze. Un personaggio positivo, eppure non scevro da una certa ambiguità morale. All’inizio della stagione, Lana è infatti una giornalista affamata di scoop: non è interessata tanto a denunciare le disumane condizioni in cui vivono i pazienti del manicomio, quanto a far carriera. Anche alla fine, si dimenticherà delle persone che ha conosciuto a Briarcliff, concentrandosi solo su se stessa e sulle proprie ambizioni. Lana Winters è uno dei personaggi migliori di American Horror Story, in quanto ci mostra come anche una vittima possa rivelarsi una persona egoista e approfittatrice; come si possa parteggiare per un personaggio, senza che questo sia perfetto o immacolato.

Elsa Mars (Jessica Lange) –I am the biggest freak of all!

In American Horror Story, non c'è posto per gli eroi. Personaggi complessi, bizzarri, malvagi ci mostrano che l'orrore è più umano che mai.

Chi sono i veri mostri? Questo è l’interrogativo che si pone continuamente la quarta, commovente stagione di American Horror Story. Freak Show racconta dell’ultimo circo di “mostri”, ossia i componenti di uno spettacolo che mette in mostra le più bizzarre stranezze umane. Jimmy L’Uomo-Aragosta (Evan Peters), le gemelle siamesi Bette e Dot (Sarah Paulson), Ethel la Donna Barbuta (Kathy Bates), Ma Petite (la donna più piccola del mondo, interpretata da Jyoti Amge), e tanti altri formano una variopinta famiglia, tenuta sotto l’ala protettiva di Elsa Mars (Jessica Lange).

Elsa è un’espatriata tedesca, che, una volta giunta in America, ha salvato e accudito tutti quegli “scherzi della natura” che la società si rifiutava di accettare. Se all’inizio la donna appare come una generosa protettrice degli ultimi, col trascorrere degli episodi verrà svelata una personalità ben più complessa. Elsa Mars ha da sempre un sogno: diventare una famosa cantante. Il palcoscenico, l’essere acclamata e amata da un pubblico, è l’unico vero obiettivo della sua vita. Per questo Elsa accetta di occuparsi della sua famiglia di freaks, a una condizione: nessuno di loro deve ostacolare le sue ambizioni. La donna deve essere sempre al centro dell’attenzione, sia sul palcoscenico sia nella vita. Se infatti da una parte Elsa prova un amore sincero verso i freaks, dall’altra non esita a manipolarli e ferirli per raggiungere i propri scopi.

Cosa si nasconde dietro all’esasperato egoismo di Elsa Mars? Una personale mostruosità, un difetto celato da tanto tempo. Anche Elsa è quello che la società chiamerebbe uno “scherzo della natura” , sebbene riesca a nasconderlo molto meglio degli altri. Quando viveva ancora in Germania, la donna era solita girare dei film pornografici amatoriali. Un giorno, venne drogata e , in diretta, le vennero segate le gambe. Sebbene nessuno ne sia a conoscenza, Elsa ha le gambe di legno. Questo traumatico evento spiega sia la sua sensibilità verso chi è diverso sia il disperato desiderio di rinascere e diventare una star.

Paradossalmente, sarà  proprio attraverso la realizzazione dei propri sogni che Elsa comprenderà la meschinità del proprio comportamento. Sola, lontana dalla sua famiglia, la donna capirà di aver perso le uniche persone dalle quali era amata incondizionatamente. Elsa Mars è un personaggio meraviglioso nella sua tragicità, interpretato da una superba Jessica Lange, punta di diamante del cast e qui per l’ultima volta protagonista dello show.

La Contessa (Lady Gaga) – I am a curse. Nobody that gets within ten feet of me survives.

Hotel, la quinta stagione dello show, presentò un elemento di novità che rese inizialmente perplessi i suoi spettatori. La protagonista della nuova stagione non era impersonata da un’attrice professionista, bensì da una celebre cantante: Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady Gaga. Nota per il suo stile eccentrico e stravagante, la cantante si rivelò perfetta per il ruolo della Contessa. Una donna appariscente e affascinante, la cui bellezza è destinata a non affievolirsi mai: la Contessa è infatti una vampira ultracentenaria, che si nutre di sangue umano per sopravvivere.

Proprietaria dello spettrale Hotel Cortez, la Contessa è una donna fredda e crudele, che non si fa il minimo scrupolo ad annientare tutti coloro che ostacolano i suoi piani. In seguito all’abbandono dell’amore della sua vita, la Contessa è da anni solita circondarsi di amanti, che, ammaliati dal suo fascino, arrivano a dipendere completamente da lei. Dal canto suo, la Contessa li usa per soddisfare i propri desideri, per poi abbandonarli e sostituirli a proprio piacimento. Nonostante si tratti di una creatura spietata e sanguinaria, la Contessa non è però un personaggio completamente negativo.

In particolare, vi è un aspetto che colora il personaggio di un’inaspettata vulnerabilità. La Contessa possiede infatti un forte istinto materno, che riesce a soddisfare in modi differenti. In seguito a un tentativo di aborto, era nato il suo primo bambino: una creatura deforme, da cui però la donna non era mai riuscita a separarsi, tenendolo nascosto in una camera dell’Hotel. Da quel giorno, la Contessa aveva iniziato a cercare bambini dalla travagliata vita famigliare per trasformarli in vampiri e accoglierli nella propria dimora. Se da una parte dietro il comportamento della donna si cela certo un intento egoistico, dall’altra non può che sorprendere la dolcezza con cui si confronta con questi bambini.

La natura contraddittoria della Contessa è particolarmente evidente nel suo rapporto con Liz Taylor (uno straordinario Denis O’Hare), definita da lei stessa “la sua migliore creazione”. La Contessa aveva infatti aiutato la transessuale Nicholas Pryor a diventare pienamente una donna e accettarsi, battezzandola Liz Taylor e accogliendola nel proprio Hotel. Se da un lato le dona la felicità, dall’altro non esita a strappargliela via, uccidendo Tristan (Finn Wittrock), l’uomo amato da Liz, per puro capriccio.

Anche grazie all’ottima performance di Lady Gaga, la Contessa è certamente uno dei personaggi più affascinati del variopinto mondo di American Horror Story.

Tate, Lana, Elsa e la Contessa rappresentano in modi differenti l’ambiguità dell’essere umano, mostrando come il Bene e il Male non siano sempre concetti ben distinti.  Prescindendo da ogni giudizio morale, Murphy e Falchuck rendono così i numerosi personaggi della serie specchio delle più varie mostruosità umane, regalandoci delle vere e proprie icone del piccolo schermo.

Leggi anche: Penny Dreadful – Ode all’immortalità della redenzione

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