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La vita nascosta – Hidden Life di Terrence Malick

La vita nascosta, nuovo film firmato da Terrence Malick, esce finalmente nei cinema italiani dopo mesi di chiusure, incertezze e rimandi.
Dal trionfo del capolavoro The Tree of Life nel 2011, Malick sta attraversando una nuova fase della sua carriera. Da un momento precedente in cui sono venuti alla luce solo quattro film in quasi quarant’anni, siamo passati a un periodo successivo, dove la sperimentazione e la ricerca hanno portato alla realizzazione di sei pellicole e una settima attualmente in fase di shooting.
Lavorando senza uno script, seguendo solo un canovaccio consegnato agli attori e l’ispirazione del momento, il regista ha ottenuto risultati altalenanti, passando dalle vette incredibili del già citato The Tree of Life ad analisi stantie e ridondanti in Knight of Cups (2015) o Song to Song (2017).
Prima di vedere in che direzione si sarà spinto, conosciamo la trama de La vita nascosta.

La Vita Nascosta di Terrence Malick è la storia del martire Franz Jägerstätter, che si oppose al regime nazista per onore del Grande Bene.
La Vita Nascosta, un’immagine del film

La vita nascosta dalla Storia

La pellicola narra la storia di Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza austriaco che si oppose al regime nazista. Il suo rifiuto di imbracciare le armi lo portò alla persecuzione da parte del regime e, ancor di più, al perenne conflitto con se stesso.
Non crediamo di fare spoiler nel dire che, come per molti altri, le conseguenze del suo gesto furono estreme e tragiche.
La storia, quella del film, e la Storia, quella di tutti noi. Il racconto di una vita non solo nascosta, ma ormai quasi dimenticata.

Una vicenda cui la Storia ha ridato giustizia nel 2007, anno in cui Jägerstätter venne beatificato. Oggi, a questo gesto fa seguito e tributo la storia raccontataci da Terrence Malick.
L’incontro tra una vicenda così intima e la ricerca spirituale in corso da tutta la carriera del regista texano sembrava scritto da qualche parte nell’Universo. Lo stesso Universo che, in modi e tempi diversi, è stato interrogato da due uomini alla costante ricerca del Fine, del Sublime, di Dio.

Una nuova ricerca?

Ora possiamo dirlo: Terrence Malick è tornato, e lo ha fatto unendo le sue due anime in maniera ottimale.
La narrazione estatica e riflessiva che accompagnava i suoi primi lavori si coadiuva ora a quella complessità visiva che ha caratterizzato il suo cinema da The Tree of Life ad oggi.
La macchina da presa accompagna ancora una volta i personaggi e sembra voler inseguire i loro pensieri più reconditi che si disperdono nella Natura. Quest’ultima è di nuovo il centro della riflessione del protagonista, poiché lì si trova quel Dio che tanto lui, quanto Malick, stanno cercando.
L’indifferenza della Natura, che «mira solo a compiacere se stessa» è fonte di angoscia per un padre di famiglia scisso fra la salvezza dei suoi cari (e di se stesso) e la morale cristiana che vuole che il Bene combatta contro il Male senza compromessi.

La Vita Nascosta di Terrence Malick è la storia del martire Franz Jägerstätter, che si oppose al regime nazista per onore del Grande Bene.

La morale e la realtà

Cosa fare quando il Mondo diventa così buio e i cuori delle persone con esso? La domanda portante de La vita nascosta viene posta a preti, vescovi, prigionieri di guerra. Tuttavia, ognuno di loro ha una visione solo parziale dei fatti e delle loro conseguenze.
Franz, allora, decide di abbandonarsi alla Fede, al dialogo con il Sé più grande, la coscienza di Dio che si rivela in tutte le cose. Le sue decisioni sono guidate da una mano invisibile che lo accompagnerà fino alla fine. Allo stesso modo, esse saranno il sostegno di una moglie che vede infrangersi un sogno osservando il cielo incontaminato da una Terra che, dopo quegli eventi, non darà più gli stessi frutti.

La Vita Nascosta di Terrence Malick è la storia del martire Franz Jägerstätter, che si oppose al regime nazista per onore del Grande Bene.

La vita nascosta è un atto di contemplazione. Un’esperienza da vivere nel buio della sala accantonando pregiudizi e preconcetti per le sue due ore e cinquanta minuti. Terrence Malick ci prende per mano e ci porta con sé come non faceva da tempo, lasciandoci il compito di scegliere la nostra versione: quando il bene personale deve essere sacrificato in favore del Grande Bene?

Leggi anche: La Malinconia nel cinema di Terrence Malick

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