Home Serie TV e Netflix Jane The Virgin, Ovvero come ho imparato ad amare la telenovela

Jane The Virgin, Ovvero come ho imparato ad amare la telenovela

Tantissime candidature in vari premi, un Golden Globe vinto dall’attrice protagonista Gina Rodriguez e un’importanza di rappresentazione da non sottovalutare. Nella serialità televisiva qualcosa è cambiato effettivamente. La ricerca e la voglia di raccontare nuovi contesti è sempre più forte, come la voglia di includere nei prodotti audiovisivi delle voci meno visibili, sia nel racconto, sia nelle writers’ room. Pose è l’esempio più potente di questa nuova ondata di rinnovamento, tuttavia alcuni di questi prodotti nascono con un pregiudizio fortissimo su di essi. Uno di questi è la serie di cui parliamo nell’articolo: Jane The Virgin.

Ho sempre pensato che ci fosse un genere bistrattato da tutti, qualcosa che accomunasse il nostro disprezzo: la telenovela/soap opera. Sono due generi differenti, ma lo approfondiremo dopo. Dopo sterili discussioni su quale fosse lo Spider-man migliore, quale fosse il Batman migliore, ti stancavi e giustamente patteggiavi.

Un compromesso (da leggere in tono canzonatorio) che metteva d’accordo tutti era sempre: “Vabbé ma quelli che si guardano Il Segreto, Beautiful” e finiva finalmente la superflua conversazione. Per non parlare di quando capitava di vedere su Youtube frammenti di serie dell’America latina dove c’era quel trionfo di sentimenti tali da creare disagio perfino a Gabriele Muccino.

Dopo Jane The Virgin quel compromesso non posso usarlo più, perché anche la telenovela può essere un prodotto interessantissimo. Di sicuro più originale e interessante di tanti anti eroi tormentati dal loro passato. È necessario, però, fare una distinzione tra Telenovela (Jane The Virgin) e Soap Opera (Il Segreto, Beautiful).

Jane The Virgin racconta tra riflessione sociale, plot twist assurdi e tanto altro, la vita sentimentale e lavorativa di Jane.

La telenovela trova il suo focus in un protagonista o in una coppia, mentre la soap opera sceglie la coralità e un cast ben più ampio. Inoltre se la telenovela ha un range di episodi abbastanza comune che arriva a 220 – 230 episodi, la soap opera invece è famosa per un arco narrativo che può arrivare e superare le 8000 puntate. Ciò che hanno in comune risiede nel racconto enfatico dei sentimenti e nei plot twist poco verosimili.

Nello Specifico Jane The Virgin si compone di cinque stagioni con una durata di episodi oscillante tra ventidue e diciassette. Attualmente è su Netflix. Finite le dovute premesse, perché è una delle serie più originali in circolazione?

Jane The Virgin racconta tra riflessione sociale, plot twist assurdi e tanto altro, la vita sentimentale e lavorativa di Jane.

Peculiarità di una serie che mescola tantissimo di diverso

Inizialmente la prima particolarità si trova nell’ambiente familiare. Jane The Virgin racconta della famiglia Villanueva, composta di tre donne: la nonna di Jane emigrata dal Venezuela, la madre di Jane nata in America e Jane. Nella serie si parlerà spagnolo e inglese, illustrando anche un quadro di come funziona l’immigrazione negli Stati Uniti.

Avendo capito un po’ le dinamiche familiari è impossibile non accorgersi di come siano ben amalgamati due tipi di approcci alla narrazione. Uno è figlio delle telenovela, difatti ci saranno tutti i tòpoi possibili e immaginabili: gemelli cattivi, morti improvvise, amnesie e molto altro.

Questo fattore è dato dal semplice fatto che Jane The Virgin è il remake di una telenovela venezuelana, dal quale prende l’incipit e pochissimo altro. L’espediente che muoverà tutti gli eventi vede Jane, ventitreenne vergine, restare incinta per colpa di un’inseminazione artificiale non voluta.

L’altro approccio è figlio invece di un certo cinema che potrebbe ricordare quello di Judd Apatow. Ironia e leggerezza farcita di elementi della cultura pop, coadiuvata da temi affrontati con molta cura come quello dei retaggi, della mascolinità tossica e della genitorialità. Il tutto con uno stile visivo molto diverso da quello di Apatow, poiché in Jane The Virgin tutto è attraversato dall’iperrealismo.

Jane The Virgin racconta tra riflessione sociale, plot twist assurdi e tanto altro, la vita sentimentale e lavorativa di Jane.

Omaggi, leitmotiv e opposizioni efficaci

Questi due approcci riescono a diventare un solo modo di raccontare la vita di Jane Gloriana Villanueva tra amori, destino e famiglia. Da questa contrapposizione potentissima ne nasceranno altre. Ad esempio, l’incomunicabilità dei personaggi che hanno paura di rivelare ciò che sentono e il racconto enfatico dei sentimenti, figlio delle telenovela. Tutte queste opposizioni lavorano benissimo e creano momenti di commedia molto riuscita.

Un altro aspetto poco comune di Jane The Virgin risiede nella ricerca di continui leitmotiv che andranno a influenzare ogni episodio.

Si passerà da una puntata sul cinema di Hitchcock, affrontando di conseguenza il concetto di suspense e mcguffin fino a Sex and The City. Questi leitmotiv, come le canzoni di Crazy Ex Girlfriend, oltre ad essere spesso omaggi, vanno a sollecitare ogni componente del prodotto audiovisivo. Dalla regia, alla fotografia, al montaggio e finendo sulle interpretazioni. Non a caso Gina Rodriguez (Jane) ha affermato che la serie è stata «un parco giochi per attori», d’altronde nella stessa puntata grazie alla fantasia della protagonista potevamo trovarci in un musical classico o in una rap battle.

Jane The Virgin racconta tra riflessione sociale, plot twist assurdi e tanto altro, la vita sentimentale e lavorativa di Jane.

Nelle infinite opinioni e gusti dell’audiovisivo è davvero difficile trovare un pensiero comune a tutti. Ci sarà colui cui non piace un sottogenere rispetto a un altro, ma se probabilmente c’è qualcosa di continuamente deriso, è la telenovela. A meno che non si tratti di un guilty pleasure (espressione molto discutibile).

Avete ancora dubbi sulla telenovela? Andate a confermare i vostri dubbi, resterete delusi dai vostri pregiudizi (che sono stati anche i miei). Non perché lo dico io, ma perché esiste la serie ideata da Jennie Snyder Urman. Perché esiste Jane The Virgin.

Leggi anche: Friends – Una serie omofoba e sessista?

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