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Billy Butcher – Amore e Guerra

Billy Butcher, un nome e un destino: butcher, infatti, significa macellaio. Ed è così che si presenta il personaggio interpretato da Karl Urban in quella graffiante serie che è The Boys: un macellaio di supereroi.

William è un arrogante, presuntuoso e spietato cacciatore, non si ferma davanti a niente mentre bracca la sua preda. I super sono ciò che più odia al mondo; non esiste, secondo lui, una persona dotata di poteri che non sia un pezzo di merda. Per certi versi è un razzista, il perfetto contraltare di Homelander (Patriota), che discrimina tutti i “normali”. Il falso dio contro l’antieroe, due poli opposti di uno stesso spettro: più simili di quanto non vogliano ammettere, a fare la differenza alla fine saranno le loro scelte.

L’animo di Butcher, tuttavia, nel momento in cui sceglie di ingaggiare Patriota, prende la forma annichilente del titanismo. Il termine titanismo si riferisce ai Titani, gli dèi più antichi, nati prima degli Olimpi, protagonisti dell’episodio mitologico della ribellione al prepotere di Zeus e degli altri dei dell’Olimpo. Il titanismo è quindi collegato all’atteggiamento spirituale e materiale della rivolta dell’uomo, che sfida forze a lui superiori e che porta fino in fondo la sua lotta, anche quando è cosciente che solo la sconfitta lo attende.

Billy Butcher è l'uomo che sfida la divinità. Billy Butcher è vendetta. Eppure, anche lui che è in guerra, cerca l'amore.

Il titano è l’eroe che non rinuncia a combattere, pur prevedendo la sua sconfitta, la stessa finitezza del mondo o quelle forze superiori, come il destino, la volontà divina, le forze naturali, la tirannia, che lo incatenano impedendogli il libero esercizio della sua volontà.

Se quello di Homelander, dunque, è il sogghigno di Dio sull’abisso dell’umanità, Butcher è l’uomo che sfida la divinità da quell’abisso, guardandola con un sorriso beffardo e carico di violenza, dal basso verso l’alto, come avviene quando i due si incrociano allo stadio. Patriota ha usato il suo dono per sottrarre a un “comune” mortale la sua ragione di vita, sua moglie Rebecca, il suo amore. L’ha stuprato, rinchiuso, strappando quindi un pezzo del cuore di Butcher. E se dall’animo di un uomo togli l’amore, resta solo la guerra.

Il conflitto e l’avversione verso i super consumeranno sempre più Billy Butcher dall’interno. I suoi metodi diventano sempre più aggressivi e feroci, spesso autodistruttivi; ride del sangue delle sue vittime, radicale nei metodi non meno del suo rivale. Se il “divino” Patriota, però, può presumere di privarsi di una morale in quanto oltre-uomo, quella di Billy è una degenerazione di un essere fin troppo umano. Un non-eroe, un macellaio che non si distingue dalle belve che macella.

La promessa che si è fatto è di vendetta, non esiste altro. Vendetta su Homelander, sui supereroi, su chiunque si metta sulla sua strada. Nessun compromesso. I super vanno massacrati.

Billy Butcher è l'uomo che sfida la divinità. Billy Butcher è vendetta. Eppure, anche lui che è in guerra, cerca l'amore.

Billy Butcher – Amore e Guerra

Quando Billy scoprirà che sua moglie è viva e che ha la possibilità di salvarla, le cose non cambieranno molto, in principio. Dopo le violenze subite da Patriota, Rebecca ha dato alla luce un figlio, Ryan, dotato di poteri: una creatura, dunque, che Butcher non può accettare, feccia super. La sua amata ne è consapevole e, infatti, non si lascerà salvare. Nella fiaba di Butcher la principessa ha paura del cavaliere. Rebecca è terrorizzata dalla guerra che alberga nell’animo di suo marito, che infatti vuole portar via solo lei e non il ragazzo, progenie del suo rivale.

Annientare Homelander è la vendetta promessa, come potrebbe accogliere un figlio che gli ricorderebbe ogni giorno del suo odio? Come sfuggire alla sua prigione di rancore eterno e dimostrare di essere migliore del bastardo che gli ha portato via tutto?

Grazie alle Spice Girls. Semplice. Hughie, Latte Materno e Frenchie formano l’organico, la band di cui Butcher non dovrebbe mai fare a meno. Sono fratelli che, a differenza sua, non hanno smesso di crederci, e che lo aiutano a capire quando fermarsi. Il loro rapporto è meravigliosamente conflittuale e violento, ma tornano sempre l’uno dall’altro: una solidarietà che i sette non hanno, l’unico superpotere mancante. I Boys militano al suo fianco, lo salvano ogni giorno da quel baratro oscuro in cui rischia di sprofondare in ogni momento.

Eppure, sembra non bastare. Pensava che anche sua moglie Becca lo avesse salvato, ma le parole del padre risuonano nella sua testa: “un mostro ne riconosce un altro”.

Come scriveva Shakespeare in Romeo e Giulietta: le passioni violente hanno violenta fine. Butcher è sempre a una brutta giornata di distanza dall’essere come Patriota. Solo un ultimo trauma, il fondo del barile, un sacrificio rituale può tramutare una promessa di guerra in una promessa d’amore; laddove, però, l’amore incontra la morte.

Billy Butcher è l'uomo che sfida la divinità. Billy Butcher è vendetta. Eppure, anche lui che è in guerra, cerca l'amore.

Nel tentativo di salvare Rebecca da Stormfront, il figlio usa incautamente i suoi poteri e uccide entrambe le donne. In punto di morte, Becca si fa promettere da Butcher che crescerà Ryan come fosse figlio suo, così che possa diventare un eroe, per davvero stavolta. Billy dovrà guardare ogni giorno negli occhi la persona che ha ammazzato l’amore della sua vita e cercare di renderlo migliore. Migliore di suo padre, migliore di Homelander, migliore di sé stesso, ovviamente. The Boys diventa a questo punto una storia di padri, figure paterne e figli, tra cui i legami non si vincolano nel sangue, ma nelle promesse e nella speranza di una possibile redenzione.

Patriota intende crescere Ryan come suo erede divino, Butcher farà del suo meglio per impedirlo. La morte di Rebecca trasforma la promessa di vendetta in promessa d’amore, e allora Butcher si alza e si staglia contro Homelander. Una scena da brividi: l’uomo contro il dio, il perdente contro il bullo. Billy non può vincere, ma non si tirerà indietro. Ormai, forse, il suo cuore non potrà liberarsi dalla violenza, ma può impedire che il figlio di sua moglie faccia gli stessi errori. Oppure, The Boys non fa altro che ribaltare lo stereotipo fiabesco dell'(anti)eroe: potrebbe tranquillamente essere Butcher quello che ha bisogno di essere salvato, e non il salvatore. D’altronde la missione più difficile è salvarsi da sé stessi.

Dovremo aspettare la terza stagione per vedere come l’amore e la guerra dell’animo di Billy Butcher provino a convivere, ma l’abisso sembra sempre più distante.

Leggi anche: The Boys – Il Crepuscolo degli Idoli

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