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Le Strade del Male – Il Diavolo è una brava persona

Le Strade del Male (The Devil All The Time) è il titolo dell’ultima fatica di Antonio Campos, un dramma crepuscolare del 2020 disponibile su Netflix. Il film vanta un cast d’eccezione: Tom Holland (Spider-Man), Robert Pattinson (Good Time, The Lighthouse), Sebastian Stan, e tanti altri talenti.

La pellicola narra dell’intrecciarsi di oscure vicende nelle apparentemente pacifiche e pie contee americane dell’Ohio e del West Virginia. La sceneggiatura si maschera di fede e sermoni per poi svelarne l’intima violenza e perversione: nei cuori di ogni essere umano si diramano le strade del male, la cui fenomenologia è raccontata da uno storytelling pulito e silenzioso, di vaghe sfumature coeniane.

Il candore delle chiese in legno nelle campagne statunitensi si macchia del sangue dell’ipocrisia e si sporca del fango del rancore.

La trama segue tre gruppi di protagonisti, tuttavia a farla subito da padrone, sono le vicissitudini di Arvin Russel (Tom Holland). La sua storia, infatti, è l’unica mostrata sin dall’infanzia, l’età in cui una serie di traumi (uno in particolare, che non spoilereremo) lo conducono per un sentiero lastricato di buone intenzioni. Il bigottismo imperante dei predicatori americani propone al suo gregge lo stoicismo di Giobbe di fronte alla sofferenza, poiché le vie del Signore sono infinite. Ma che ne è di quelle del diavolo?

Le Strade del Male

Quella di Arvin è una lenta e inesorabile discesa nell’inferno di contraddizioni che caratterizzano l’uomo, la cui unica costante nella vita terrena sarà l’errore e la fallibilità. Sin dall’infanzia, il fanatismo religioso del padre lo trascina in una spirale di violenza e vendetta. Queste ultime, a loro volta, incrociano le perversioni e le menzogne degli altri protagonisti, che non sono altro se non anime pie e peccatori insieme, con la sola colpa di essere nati imperfetti.

I difetti umani sono sfumature impercettibili, però è risaputo che il diavolo risiede nei dettagli. Potrebbe essere questo il riferimento del titolo originale dell’opera, The devil all the time, il diavolo tutto il tempo, come se fosse sempre lì in agguato, ad aspettare che la pietà ceda al rancore.

Tuttavia, la vita del giovane Arvin, che ha da poco seguito la via del credente, si è comunque consacrata alla compassione, alla protezione: ama il suo cane, protegge la sua sorellastra, si vendica di chi la tormenta. Laddove cerca giustizia, però, viene circondato da una sinistra aura di rabbia e da un atteggiamento lugubre e taciturno.
Tom Holland si è cimentato in quella che può essere tranquillamente considerata la sua migliore performance fino a ora: profonda e oscura, la recitazione introspettiva di Holland (coadiuvata sicuramente da un’eccellente scrittura) rende alla perfezione il mistero che circonda il carattere del premuroso quanto iracondo Arvin Russel.

Le Strade del Male

La narrazione scorre lineare, seguita da una regia limpida e attenta. Le emozioni e i pensieri dei personaggi si possono solo scorgere, nel silenzio dei loro sguardi. Le Strade del Male, inoltre, è un film apparentemente senza meta, un’anti-fiaba. Non vi è che la ricerca disperata di un senso, che forse non esiste, e di una versione migliore di se stessi.

Fede e demoni non sono che strumenti del racconto. La pellicola li utilizza per narrare dell’angoscia umana di fronte alla domanda finale: cosa significa essere una brava persona?

La visione de Le Strade del Male è altamente consigliata, fosse solo per le letture cui si prestano le sue sequenze silenti. Non solo, nonostante le due ore e venti di durata, il film scorre come un’auto su una via deserta. Le immagini alternano una sottile pace, ma anche un’inquietudine di fondo. Nessuno dei personaggi è affidabile, tutti sono convinti di agire nel bene, nel mentre a tessere le fila c’è il diavolo, per tutto il tempo. Il diavolo è una brava persona in fondo, come Arvin. Alcune persone scelgono il male, altre non hanno scelta e cedono alla corruzione. Niente eroi, nessuna resurrezione, nessun lieto fine. Sempre che una fine all’agonia esista.

Le Strade del Male riprende, in un certo senso, il mistero della fede e lo converte nel mistero dell’uomo. La malvagità è innata o nasce dalla sofferenza? Esiste la possibilità di una redenzione? Quali forze si contendono il dominio sull’animo umano? Queste sono le domande che attanagliano Arvin Russel per tutta la sua storia di violenza. Quali risposte troverà su se stesso? Quali sullo spirito che aleggia in ogni individuo? Lasciamo allo spettatore le conclusioni, ammesso che ve ne siano.

Le Strade del Male è la storia di una lenta degenerazione umana, di un'America violenta e oscura, in cui il Diavolo è una brava persona.
Le Strade del Male

Seguono Spoiler su Le Strade del Male.

Arvin è, tra i protagonisti, quello con la storia apparentemente più interessante, date le molteplici sfaccettature e complessità. Da piccolo assiste all’inefficace sacrificio del suo cane, ammazzato dal padre, nella vana speranza che Dio facesse guarire la moglie malata. Questo incrina la sua fede, ma non il suo spirito. La sua vita prosegue all’insegna della premura nei confronti della nonna e, come dicevamo, della sorellastra Lenora. Tuttavia, la casualità inesorabile continua a metterlo alla prova, specie quando si ritrova a dover proteggere Lenora. Pur non essendo un assiduo credente, Arvin segue un preciso codice morale, ereditato in parte dal padre, per cui i prepotenti vanno puniti, in qualunque modo.

Non esiste però un termine all’iniquità degli uomini malvagi, e le regole di Arvin lo spingono sempre più in là, finché i pugni non diventano proiettili. A cosa sono servite dunque quelle regole, quelle che gli hanno permesso sempre di identificarsi come brava persona?

Il suo cammino da ragazzo timorato si macchia del sangue delle sue vittime, ma continua nella convinzione di essere un uomo perbene. Il suo viaggio sulle strade del male, braccato dal diavolo e dalle preghiere di sua nonna a contendersi il suo animo, è un viaggio eterno, minacciato dal caso e perennemente sospeso. Arvin inizia un ciclo della violenza con il suo primo omicidio, una spirale di morte da cui cercherà subito di scappare. Tuttavia, il diavolo non molla facilmente la presa sui buoni.

Questo rende individui come Arvin cattivi? E rende dunque gli opponenti come più cattivi? Le Strade del Male, forse, articola la questione in maniera diversa, più silenziosa e indefinita, e meno presuntuosa. Esiste il conflitto, la relazione indeterminabile, esiste l’impossibilità di definire il bene e il male.

La storia che ci viene raccontata si conclude con un giovane incerto sul suo futuro, sospettoso di tutto e di tutti, che riprende la sua strada stanco e assonnato. Ha solo bisogno di riposare, mentre si prende cura della nonna che prega per lui con la sua fede, quella promessa così difficile da mantenere in un mondo oscuro e spietato. Eppure, la nonna sembrava sapere qualcosa che lui non ha ancora scoperto. Forse Arvin sta cercando quella promessa.

Leggi anche: Non è un paese per vecchi – Una Lettura in Chiave Biblica

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