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Bly Manor – Viola Lloyd e il giro della morte

Tra i personaggi più riusciti del nuovo capitolo della serie antologica di Mike FlanaganThe Hauting of Bly Manor, la storia di Viola Lloyd ha destato non poca attenzione. La bellezza algida e carismatica di Kate Siegel incornicia alla perfezione questo personaggio e il suo triste destino.

Si addormentò, si svegliò, si mise a camminare

Viola è una protagonista singolare. Appare in un solo episodio eppure la sua venuta è dirimente nello spiegare la maledizione dentro cui è avvolta la sua proprietà. L’intelligenza e caparbietà di Viola le permetteranno di tenere sotto il suo possesso non solo Bly, ma anche l’intera famiglia composta dal marito, dalla sorella e dalla figlia. La sua presenza si aggira per le stanze canticchiando una dolce ninna nanna alla figlia Isabel, mentre tutto intorno a lei rimane in catene, impossibilitato a uscire. La sua morte, accompagnata dal suo stesso rifiuto a morire, la legano in un tormento che gira continuamente intorno a se stesso. Dimentica il giorno, ricorda solo la notte. E si alza con il solito incedere, sale le scale, non trova quasi mai nessuno e se ne va acquietandosi poi sul fondo del lago.

Morire la morte

The Haunting of Bly Manor è il secondo capitolo della serie antologica di Mike Flanagan con protagonista Kate Siegel nell'episodio 8.
The Haunting of Bly Manor (2020)

Soren Kierkegaard, considerato da molti il padre dell’esistenzialismo, descrive alla perfezione questa frattura che si crea nell’animo di Viola: l’impossibilità a uscire dal proprio tormento con una conseguente sospensione del proprio io nel tempo e nello spazio. Si vorrebbe morire ma non si riesce. La speranza, ultima porta da aprire, sembra ormai lontana. L’ultimo respiro di Viola tra le mani di sua sorella Perdita segna indelebilmente la fine della resistenza che la donna era riuscita a reggere fino a quel momento. La sua malattia fisica si trasforma in malattia interiore. La malattia che è mortale ma non dà morte. Così, all’infinito.

«Quindi cadere nella malattia mortale è non poter morire, ma non come se ci fosse la speranza della vita, anzi, l’assenza di ogni speranza significa qui che non c’è nemmeno l’ultima speranza, quella della morte. Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella morte. Quando il pericolo è così grande  che la morte è divenuta la speranza, la disperazione è l’assenza della speranza di poter morire. In quest’ultimo significato la disperazione è chiamata la malattia mortale: quella contraddizione tormentosa, quella malattia nell’io di morire eternamente, di morire eppure di non morire, di morire la morte».

(Soren Kierkegaard, La malattia mortale)

Liberarsi dall’Io

The Haunting of Bly Manor è il secondo capitolo della serie antologica di Mike Flanagan con protagonista Kate Siegel nell'episodio 8.
The Haunting of Bly Manor (2020)

Lo spettro di Viola prende dunque le sembianze di una donna che non riesce a darsi pace, Lei, che in vita era stata così caparbia e decisa, attaccata alle sue radici e a quelle dell’eredità. Quanta determinazione nel rimanere ancora nel mondo. E invece, un destino brutale le è stato riservato: quello della disperazione infinita.

«Con la disperazione è stato messo a fuoco un elemento che non può bruciare, né, bruciando, distruggersi: l’io».

(Soren Kierkegaard, La malattia mortale)

Liberarsi dal proprio Io è per Kierkegaard la formula della disperazione, dell’angoscia. In questi sentimenti, gli uomini si crogiolano poiché vorrebbero perdere la propria identità, non conoscersi, ma diventare altro all’infuori di sé. Scriverà successivamente:

«Disperarsi per qualche cosa, dunque, non è ancora la vera disperazione. È il principio, è come quando il medico dice che una malattia non è ancora manifestata. Lo stadio prossimo è la disperazione manifesta: disperarsi per se stesso. Disperarsi per se stesso, voler disperatamente liberarsi da se stesso, è la formula per ogni disperazione».

In sintesi, il sentimento di angoscia è per qualcosa che non è esterno a noi ma proviene proprio da noi stessi. Viola continua nel Tempo ad alimentare questa forza che prende intero possesso di lei fino a strabordare qualsiasi confine e imprigionare l’intera casa e i suoi abitanti.

Gli spettri di Bly Manor morti a loro volta di morte violenta, non riusciranno mai a trovare pace. Qualche notte sanno che la signora del Lago si sveglia e cammina, non si sa per fare cosa, solo lei può saperlo, gli altri possono solo assistere a tutto ciò. Chiunque intralcerà questo cammino verrà ucciso.

It’s you, it’s me, it’s us

La maledizione si romperà soltanto quando lo spirito di Viola riuscirà a identificarsi in qualcuno che la accoglie. Nel finale, assistiamo all’unione dell’anima dell’istitutrice Dani Clayton con la signora del Lago. Come mai? In molti se lo sono chiesti.

The Haunting of Bly Manor è il secondo capitolo della serie antologica di Mike Flanagan con protagonista Kate Siegel nell'episodio 8.

Perché in realtà è proprio la malattia mortale ad accomunarle e, dunque, a fare in modo che in una si riconosca l’altra. Viola e Dani sono due facce della stessa medaglia. Si disperano, infatti, poiché vorrebbero soltanto liberarsi da se stesse ma questo è impossibile farlo. Con la loro sintesi fra corpo e anima, Dani riuscirà a vivere anni felici, ma con la coscienza che prima o poi il suo tormento prenderà il sopravvento distruggendo la sua vita.

«Ho come la sensazione di camminare in una giungla, in una giungla selvaggia e fitta, e non vedo altro che il sentiero davanti a me. Ma so che c’è questa cosa nascosta, questa bestia arrabbiata, sola e vuota, mi osserva sempre e segue i miei movimenti, non è visibile ma io la sento, lo so che è qui, è in attesa, sta aspettando, a un certo punto verrà a prendermi».

(Dani, The Haunting of Bly Manor)

Prima ancora che questo accada, Dani decide di uccidersi per poter rinascere come la nuova signora del Lago, “innocua come una colomba“. Sì, perché in quegli anni lei aveva scoperto l’amore, non quello che incatena, ma quello che libera. Il suo atto è quindi un gesto di amore, non di disperazione. Si è liberata nel modo più pacifico possibile: amando così tanto l’Altro da sacrificare se stessa.

Per poi dormire silenziosamente sul fondo del Lago di Bly. 

Leggi anche: Mommy – Trovare la Morte nella madre  

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