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Kimimaro – The Last Dance

Le potenzialità narrative dell’universo di Naruto permettono di caratterizzare in modo netto anche i personaggi che, per un motivo o per un altro, assaporeranno solo per un determinato periodo una porzione di protagonismo. Tra le figure che si susseguono nel corso degli eventi, non si può non prendere in considerazione quella di Kimimaro, caratterizzata dall’unione degli opposti, dal fascino del dramma e dalla riconciliazione definitiva della vita con la morte.

Chi è Kimimaro?

Kimimaro è, come testimoniano i due punti rossi sulla fronte, l’ultimo sopravvissuto del clan Kaguya. Da sempre isolato dalla sua stessa gente per paura della sua abilità innata, Kimimaro vive un’infanzia sofferta e difficile e conosce, fin dalla più tenera età, gli strumenti in grado di togliere fatalmente la vita.

Tra gli esperimenti di Orochimaru va ricordato Kimimaro, dunque ecco un'ode tessuta per l'ultimo dei Kaguya.
Kimimaro

Nel buio di una cella il giovane Kaguya inizia a essere modellato come un’arma da utilizzare contro gli altri clan, come il mezzo attraverso cui risollevare le sorti della guerra e sopraffare le altre fazioni.

L’evento spartiacque che cambia radicalmente ogni aspetto della sua realtà è la guerra contro il Villaggio della Nebbia.

In quell’occasione, infatti, Kimimaro viene liberato per combattere e distruggere le forze nemiche, come ormai da copione.
Mentre si reca al campo di battaglia incontra Zabuza e Haku, a cui chiede se sono ninja della Nebbia. Come nella più suggestiva dimensione che incastra i destini come se fossero parti di un puzzle, Haku si rivede in quel bambino e, quasi, percepisce la sua triste e infelice esistenza.
Successivamente Kimimaro incontra per la prima volta Orochimaru, che gli indica il luogo dove si sta svolgendo la battaglia. Poco dopo il clan Kaguya viene sterminato e Kimimaro rimane, ancora una volta, infelicemente solo.

È proprio in quel momento, però, che viene salvato. Orochimaru decide di prenderlo con sé, di renderlo parte del suo team e di preparare il suo corpo a ospitarlo in futuro.

Kimimaro diventa il leader del Quintetto del suono e, anche grazie al Segno Maledetto della Terra, le sue abilità combattive raggiungono valori indiscutibili.
Le speranze di Orochimaru si infrangono miseramente però a causa della malattia di Kimimaro. Nonostante non ci siano notizie certe sul male incurabile che lo affligge, non si può non prendere in considerazione il probabile collegamento tra la sua abilità innata, Manipolazione delle Ossa, e il peggioramento della suo stato di salute che lo porta a risultare fortemente inadatto a diventare la nuova dimora di Orochimaru.

Kabuto induce Kimimaro in uno stato di coma, cercando di guarirlo, ma tutti i tentativi si rivelano vani e Orochimaru decide di trovare un nuovo involucro, scegliendo il corpo del giovane Sasuke Uchiha.

Un’ultima volta

Il personaggio di Kimimaro assume un ruolo determinante nel momento in cui, risvegliatosi quasi miracolosamente dal coma, decide di andare a recuperare Sasuke per il suo amato maestro. In questo determinato frangente narrativo il suo status assume una rilevanza che non può essere ignorata, soprattutto in relazione alla brevità e alla caratterizzazione della sua storyline.

Nonostante Kimimaro durante la sua missione incontri Naruto e altri personaggi, la centralità del suo ruolo e il significato della sua esistenza si consolidano nel combattimento con Rock Lee prima e Gaara poi.

L’importanza di questo scontro si manifesta in una possibilità di riscatto non solo per Gaara e Rock Lee, ma anche per l’ultimo dei Kaguya. Kimimaro mette tutto se stesso in questo scontro, oltrepassando i limiti del proprio corpo e arrivando quasi ad annientare i suoi giovani avversari.

Tra gli esperimenti di Orochimaru va ricordato Kimimaro, dunque ecco un'ode tessuta per l'ultimo dei Kaguya.
Kimimaro

Il suo destino, però, è già terribilmente segnato e non prevede la possibilità di un futuro, ma solo il sacrificio del presente. Proprio nel momento in cui sta per uccidere Gaara, il cuore si ferma, la malattia prende il sopravvento e il respiro si arresta.
La calma che investe il cadavere è il paradosso di un’esistenza segnata dalla solitudine e dal dolore, trasformata in qualcosa di più solo al momento della fine.
Come nelle più tristi e beffarde storie, per Kimimaro non c’è vittoria perché la sua non sconfitta significa perdere in realtà ogni cosa, non esserci, morire.

Gaara: «Ci ha sconfitto su tutta la linea»

Rock Lee: «Non è vero. Il maestro dice spesso che anche la fortuna rientra tra le nostre abilità»

Gaara: «Ah…Quel ficcanaso…»

Rock Lee: «Non è un ficcanaso! Quella volta è intervenuto perché io ero debole! Non parlare in quel modo del mio maestro!»

Gaara: «Anche tu sei come lui. Quando senti che l’onore della persona che veneri viene offeso reagisci perchè ti senti insultato direttamente. Più è importante la persone venerata… E più si combatte per lei. Anche Kimimaro era uguale a Naruto Uzumaki»

Rock Lee: «Mh…»

Gaara: «Però… Non è detto che coloro che riteniamo importanti siano animati da buone intenzioni»

Rock Lee: «Ma non è possibile amare una cattiva persona»

Gaara: «No. Anche quando sono consapevoli di abbracciare il male gli esseri umani non possono sconfiggere la solitudine»

Il legame con Orochimaru

Il motivo per cui Kimimaro sia arrivato all’estremo sacrificio va ricercato nell’essenza del suo rapporto con Orochimaru, il Ninja Leggendario. Il loro rapporto non può essere dipinto come quello tra un padre e  un figlio, perché Orochimaru non assume mai questo tipo di atteggiamento, anzi tutt’altro.
Nonostante, infatti, egli abbia sempre ritenuto Kimimaro solo come uno strumento per perseguire i suoi scopi, proprio come i membri del Clan Kaguya, il giovane si sente profondamente devoto al suo mentore.
La sua fedeltà è una naturale conseguenza della negata possibilità per anni di far parte di qualcosa, di sentirsi accettato, di non essere considerato diverso. Kimimaro sente nella guida di Orochimaru di non essere solo, di potersi allontanare dalla freddezza e dalla crudeltà che lo hanno sempre accompagnato, dando finalmente un senso alla sua grigia esistenza.
Orochimaru consacra Kimimaro a uno scopo, a una missione e gli dona una vita a cui aggrapparsi per non cadere nel baratro della malinconia. La luce spenta dei suoi occhi brilla per un’ultima struggente volta perché fortemente ancorata al desiderio di dimostrarsi utile per qualcuno, nonostante ciò comporti la dannata sentenza di non esserci più.

Tra gli esperimenti di Orochimaru va ricordato Kimimaro, dunque ecco un'ode tessuta per l'ultimo dei Kaguya.
Kimimaro, Rock Lee e Gaara.

Kimimaro: «Dal momento che sto realizzando le aspettative di Orochimaru… io resterò nel suo cuore per sempre!»

Kimimaro subisce l’emarginazione del diverso e, fortemente condizionato dalla paura della solitudine, abbraccia la pericolosità di un mondo che, purtroppo, lo vedrà solo come una semplice comparsa. Completamente coerente con la sua funzione narrativa, Kaguya Kimimaro incarna ciò che per Orochimaru doveva essere Sasuke e che, invece, alla fine sarà il fedele Kabuto.

Leggi anche: Naruto e i suoi Villains – Modelli etici a confronto

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