Home News e Animali Notturni Essere Woody Allen. Sette fra i migliori film del regista

Essere Woody Allen. Sette fra i migliori film del regista

Quello che ci accingiamo a fare adesso è una delle cose più difficili che un amante del cinema possa fare: individuare i migliori film di Woody Allen. Nella sua lunghissima carriera iniziata più di mezzo secolo fa, il regista e attore americano ha realizzato decine e decine di pellicole abbracciando quasi tutti i generi. Dalla commedia al thriller, dal dramma al sentimentale, dal (pseudo) fantascientifico allo (pseudo) storico, Woody Allen si è cimentato in ogni tipo di film riuscendo a regalarci un’enorme quantità di capolavori entrati di diritto a far parte della storia della settima arte.

Certo, non tutte le ciambelle escono col buco, ma anche nei suoi lavori meno brillanti, ci sono sempre stati almeno una battuta, un personaggio o un passaggio degno di nota. E allora proviamo a rendere omaggio al grande regista newyorchese selezionando sette fra le sue opere più belle. 

Il Dittatore dello Stato Libero di Bananas

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Woody Allen nel ruolo di uno strampalato rivoluzionario

Terzo film da regista di Woody Allen datato 1971, Il Dittatore dello Stato Libero di Bananas è una commedia grottesca in cui non mancano riferimenti a fatti e persone reali.

La pellicola ha per protagonista il mite e imbranato Fielding Mellish, il quale si reca nello stato di Bananas per impressionare una giovane attivista di cui è innamorato. La fittizia repubblica latino americana è infatti governata da un dittatore di cui la ragazza vorrebbe la deposizione. Per una serie di eventi assurdi, Mellish si unisce a un gruppo di ribelli capeggiati da Castrado e finisce per svolgere un ruolo molto importante nella rivolta.

Il Dittatore del Libero Stato di Bananas è ricco momenti semplicemente esilaranti. Allen non l’ha mai definito un film politico, ma sono evidenti i rimandi alla rivoluzione cubana e alle tensioni fra il Paese e gli Stati Uniti. Sarcasmo in grandi quantità viene indirizzato anche nei confronti dei media e del modo morboso che usano per raccontare le notizie.

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