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Supernatural – Sam, Dean e il libero arbitrio

Tralasciando creature soprannaturali e incantesimi, Supernatural è quella serie che, per quindici anni, ha tenuto compagnia a quasi tre milioni di persone. Se, però, improvvisamente si cancella quella parte di folklore che rende unica la serie, cosa rimane?

Nel corso delle quindici stagioni – l’ultima appena conclusasi – i creatori, Erik Kripke e Robert Singer, hanno tessuto una rete spettacolare di rapporti e sotto trame. Alla fine del percorso, tirando le somme, i fratelli Winchester arrivano a rappresentare quel legame tanto delicato quanto unico che unisce uno scrittore ai propri personaggi.

Lo scrittore in questione è niente meno che Dio in persona, in quanto Sam e Dean sono due persone ‘reali’, ma il problema è sempre lo stesso: quanto io scrittore devo ai miei personaggi? Cosa devo fare per loro e come posso fare affinché siano felici? O in questo caso, cosa devo fare affinché due persone, che credono di avere libero arbitrio, non lo abbiano e seguano i miei desideri?

L’escamotage del profeta

Supernatural racconta le vicende di due fratelli, Sam e Dean Winchester, nella lotta contro i mostri raccontati nelle leggende come vampiri, lupi mannari e streghe. Nata come serie sul folklore, il progetto ha subito avuto grande successo, tanto da essere subito rinnovata per altre stagioni solo dopo l’episodio pilota. È così che già dalla terza stagione, l’universo di Supernatural si ingrandisce e accoglie personaggi sempre più ambiziosi, a partire dagli angeli, di cui Castiel è il più ricorrente.

Senza entrare troppo nei particolari, più la storia va avanti e più i due uomini si trovano ad affrontare creature e veri e propri personaggi biblici sempre più importanti, da Lucifero, agli Arcangeli, a Caino e Abele. E in questa scalata di divinità, in vetta, non può che esserci Dio stesso.

Tutto quello che è accaduto nel mondo è stato scritto nelle sacre scritture, prima dagli evangelisti vari e poi dai profeti. Chi, quindi, se non un profeta può redigere la vita dei Winchester?!

Chuck è un normale scrittore che acquista fama pubblicando le storie dei due fratelli come fossero brevi racconti. Non è consapevole che i suoi personaggi sono effettivamente persone. Il potere dei profeti si manifesta quasi naturalmente attraverso sogni, visioni o, come in questo caso, pagine di libri. Dopo un paio di stagioni in cui Chuck “il profeta” sembra essere stato solo una sotto trama, ecco che torna e che si rivela essere il tramite terrestre prescelto da Dio in persona.

Dio, lo scrittore

Supernatural è terminato, ma cosa garantisce a Sam e Dean di aver agito senza il controllo del villain della stagione, Dio stesso?
Chuck/Dio

Essendo di carne e ossa, Chuck ha tutti i difetti che ha un uomo: è ambizioso, testardo e molto permaloso, ma ha anche un lato ragionevole, conosce il perdono e l’amore. Perciò tutto quello che fa capitare ai Winchester lo fa per portarli a crescere, come fosse un padre.

Quando scrive la morte di Sam, a fine seconda stagione, è nella stessa condizione di un normale scrittore pronto a dover scrivere la morte di uno dei suoi personaggi preferiti. L’attaccamento che ha nei loro confronti è morboso e talmente protettivo che per una decina buona di stagioni non fa altro che riportarli in vita. Non è pronto a mettere un punto alla sua storia, chi mai lo sarebbe?!

Chuck è pur sempre Dio, ragion per cui le azioni che fa compiere ai due sono tutte giustificate dal messaggio lasciato tra le righe del “è per un bene superiore”. Dio, però, è una creatura vanitosa e questa è una caratteristica molto presente in Chuck. Il “bene superiore” tanto predicato va a scapito del mondo e dei suoi stessi personaggi. Basta pensare che è lo stesso che nell’Esodo ha scatenato le piaghe d’Egitto!

Supernatural e il libero arbitrio

A metà della quarta stagione di Supernatural una profezia rivela ai ragazzi che saranno tramite in terra di due “pezzi grossi”, precisamente Sam diventerà Lucifero e Dean l’angelo Michele. È in questo preciso momento che i due iniziano a prendere coscienza del fatto che non sono autori delle proprie azioni. Un po’ come quando in famiglia è successo qualcosa e tutti i parenti bisbigliano alle tue spalle. Nell’ideale di Chuck i due fratelli seguiranno il cammino scritto da lui per arrivare a adempiere questo ruolo. Ma è davvero così? No, nessuno dei due (permanentemente) prenderà il ruolo di tramite. Con una piccola vittoria in bacheca, i due credono di aver sconfitto le volontà di Dio e di aver finalmente impugnato il diritto del libero arbitrio.

Supernatural è terminato, ma cosa garantisce a Sam e Dean di aver agito senza il controllo del villain della stagione, Dio stesso?
Team Free Will 2.0 (Team Libero Arbitrio 2.0) – Castiel, Dean, Jack e Sam

In realtà Chuck sta attraversando quella fase che, prima o poi, colpisce tutti: il blocco dello scrittore. Per questo i due fratelli credono di salvarsi, mentre il loro creatore è solamente in pausa.

L’importanza del libero arbitrio riguarda tutti e tre i personaggi principali, primo fra tutti Castiel che, in quanto angelo del Signore, disobbedisce alle volontà del Creatore. Più volte sarà combattuto tra la cosa che deve fare e quella che sarebbe giusto fare. È vero che Dio è onnipotente, ma non sempre giusto. Di conseguenza, ogni volta che i Winchester, o chi per loro, fanno una mossa fuori dalla scacchiera, ecco che la storia si allunga. Il percorso è sempre più intrecciato ma il punto di arrivo rimane sempre lo stesso.

Sam e Dean/Caino e Abele

Chuck è ostinato e vuole che la sua storia finisca come desidera lui. Nostalgico, come solo chi ha visto tutta la storia dell’umanità può essere, vuole far rivivere Caino e Abele, portando i due a uccidersi a vicenda. Sembra complesso da capire, ma ogni cosa si deve allineare. A partire dalla loro nascita, Sam e Dean non hanno fatto altro che seguire il cammino prescritto, anche quando a loro è sembrato di agire per propria intenzione.

Supernatural altro non è che l’idea venuta a uno scrittore con poteri cosmici.

Alla fine, però, pur seguendo le mosse di Chuck, Sam e Dean riescono a diventare padroni della loro vita, a essere finalmente liberi. E proprio in questo momento la loro routine torna normale, respirano un’aria priva di costrizioni e, di conseguenza, sono liberi anche di morire.

Finisce così: ogni cosa è tornata al proprio posto recuperando l’equilibrio primordiale. È un finale meritato? Eccome. Con la loro morte e il mondo tornato in possesso di un proprio equilibrio tutte le creature leggendarie, tutto il “supernatural” che hanno affrontato fino a quel momento si riduce fino a scomparire. Per quasi quarant’anni i Winchester non hanno fatto altro che inseguire il desiderio di essere liberi e quando, finalmente, va tutto bene possono anche lasciarsi andare in pace.

Leggi anche: We Are Who We Are – I percorsi come espressione dell’identità

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