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Antidisturbios – Delitto e Castigo al TFF 2020

Le Stanze di Rol propone due episodi di una mini-serie spagnola che farà presto parlare di sé: Antidisturbios di Rodrigo Sorogoyen.

Sei poliziotti anti-sommosa vengono incaricati di eseguire uno sgombero in uno stabile di Madrid. Al loro arrivo però capiscono che la situazione è più grave del previsto. Trenta dimostranti sono accampati nell’appartamento e sono pronti a difendersi. La paura sale. L’angoscia è palpabile. I sei chiedono rinforzi, ma la centrale non risponde. Un silenzio carico di terrore piomba nell’appartamento.

La tensione aumenta. I civili non intendono muoversi, così i poliziotti decidono di usare l’unica arma che hanno a disposizione: la violenza. E così esplode il caos fra grida, strepiti, risse, furore, finché non arriva la morte. Un uomo innocente cade dal balcone della palazzina, travolto dall’odio dei poliziotti. Esplode la rabbia della folla. I sei scappano.

Dopo l’incidente in città non si parla d’altro. Una squadra degli Affari interni viene subito incaricata di far luce sui fatti. I sei agenti di polizia vengono accusati di omicidio colposo. Cercano quindi di scagionarsi, finendo però per raccontare versioni contrastanti. Si dividono, complicando ulteriormente la loro situazione. Sarà allora che Laia, una degli agenti degli Affari Interni, scoprirà che dietro l’esito dello sfortunato sgombero si cela molto di più…Antidisturbios

Sorogoyen costruisce i primi due episodi di questa serie secondo il classico paradigma di Delitto e Castigo: nella prima puntata vediamo l’omicidio che fa da motore alla vicenda; nella seconda invece assistiamo alle conseguenze che quel delitto porta, ovvero la giusta punizione. Uno schema archetipico che potrebbe risultare banale, se non fosse rivitalizzato dall’adrenalinico stile di Sorogoyen.

Antidisturbios è una serie energica, palpitante, che non lascia respiro. La telecamera di Sorgoyen bracca i suoi attori standogli addosso, senza dargli tregua. Il ritmo non ha nessuna esitazione, nessun rilassamento. I dialoghi scorrono veloci come i colpi di una mitragliatrice e colpiscono per la loro efficacia. Anche le scene di stasi celano una suspense che non fa mai stare tranquilli. Il risultato è implicito, ma ovvio: lo spettatore non si stacca più dallo schermo.

Per quanto riguarda la storia, Sorogoyen non dà giudizi. Antidisturbios non etichetta i protagonisti in buoni e cattivi, ma costruisce dei personaggi umani…troppo umani. Da una parte i poliziotti accecati dalla volontà di far prevalere la loro autorità, dall’altra i manifestanti che cercano solo di instaurare un dialogo. Scenari fin troppo comuni per chi ha in mente gli episodi del Black Lives Matter. Il realismo delle immagini mostrate colpisce per la freddezza, l’efficacia e il cinismo. Questo realismo però si innesta in una narrazione dinamica che permette di sviluppare profonde riflessioni senza però annoiare lo spettatore.

C’è quindi poco da dire su Antidisturbios: è una serie che osa. Osa e non ha paura di mostrare la violenza: quella cieca rabbia che solo dei carnefici abituati al massacro possono perpetrare. Azione e reazione si bilanciano perfettamente, lasciando a chi guarda un’unica domanda: come finirà? Per saperlo, non ci resta che seguire questa fantastica serie che non vediamo l’ora di scoprire in tutta Italia.

Leggi anche: Intervista a Daniele Vicari – Questo Film non si doveva fare

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