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Le migliori 7 interpretazioni di Brad Pitt

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Icona, sex symbol, grande attore. Brad Pitt è stato tutto questo e molto di più per la settima arte. L’attore dell’Oklahoma è nel mondo del cinema ormai da più di 30 anni, ma sembra che l’epoca della maturazione definitiva sia arrivata solo a cavallo tra 20esimo e 21esimo secolo, epoca nella quale Pitt ha abbandonato definitivamente i ruoli incentrati sul suo aspetto fisico per intraprendere una strada da artista a tutto tondo, riuscendoci in maniera vincente.

In effetti, lo strepitoso aspetto fisico di Brad Pitt è diventato, a un certo punto della sua carriera, quasi un ostacolo, dato che non gli permetteva di uscire dall’etichetta di “bello ma non così tanto bravo” in favore della più meritata nomea di attore eclettico e completo, che si è guadagnato solo di recente.

L’ultimo ruolo di Brad Pitt finora: Ad Astra, James Gray, 2019.

Come vedremo lungo la classifica, però, Brad Pitt ha sempre avuto grandissimi registi come estimatori, autori che gli hanno permesso di prendere parte a film di altissimo livello durante tutta la sua carriera. È stata questa la sua grande fortuna. Oramai, dopo un periodo nel quale il lavoro da produttore ha superato quello da attore (e con sorprendenti risultati), ora il due volte Premio Oscar è più che mai attivo di fronte alla cinepresa, pur non perdendo di vista le dinamiche di produzione.

Per celebrare questo talentuoso attore della nostra epoca, forse ancora troppo sottovalutato rispetto alle sue reali caratteristiche, analizziamo le sue sette migliori interpretazioni.

Come metro di giudizio, optiamo per un approccio che tenga conto sia del calibro dell’interpretazione e quanto questa abbia impatto sull’opera, sia della qualità del film in sé. Per ottenere una lista equilibrata, la lista ha un buon bilanciamento tra ruoli da protagonista e ruoli di supporto, anche se è chiaro come le due dimensioni siano di differente portata e impatto all’interno di un’opera. Inevitabilmente resteranno esclusi grandi film e grandi interpretazioni, ma un trentennio abbondante di carriera non è di certo facile da sintetizzare in una semplice classifica.

7. Bastardi Senza Gloria (Quentin Tarantino, 2009) nel ruolo di Aldo Raine

Bastardi Senza Gloria (Inglourious Basterds, Quentin Tarantino, 2009)

Bawnjorno.

Bisogna confessarlo, l’esilarante scena in cui Aldo Raine, in un’inappuntabile smoking bianco con rosa rossa nell’occhiello, si finge italiano e dialoga con Hans Landa (il superbo Christoph Waltz), è il più grande motivo per cui questo ruolo è incluso nella classifica. Nei panni di Aldo Raine, Brad Pitt è a suo agio come in pochissimi ruoli: sfrutta pienamente la sua fisicità e il suo carisma, e contemporaneamente fa trasparire la sua umanità, tra atteggiamenti da duro, collezioni di scalpi e sete di sangue dei nazisti.

Il sesto lungometraggio del maestro Tarantino parla di un manipolo di cani sciolti, autoproclamatisi “bastardi”, che cercano di mietere più vittime possibili tra i gerarchi della Germania nazista; parallelamente, la storia di Shoshanna Dreyfus (Mélanie Laurent), una francese che gestisce un cinema e intrattiene una relazione con un ragazzo moro e non conforme all’ideale nazista, arriverà a incrociarsi con quella dei bastardi.

Ciò che è davvero impossibile è staccare la figura di Aldo Raine dalla solida e prepotente interpretazione di Brad Pitt.

Il ruolo sembra semplice, ma non lo è affatto, e di certo Tarantino ha una fetta di merito importante nel successo del personaggio, e ovviamente dell’intera pellicola. Bastardi Senza Gloria rappresenta una delle vette del cinema tarantiniano del 21esimo secolo, e Brad Pitt è uno degli artefici di questo risultato. Il film è corale, sicuramente ben recitato da tutti i grandi nomi che si succedono e si incrociano durante il film; ciononostante, Aldo Raine è tra i personaggi che restano nel cuore anche molto tempo dopo la visione. 

6. Snatch (Guy Ritchie, 2000) nel ruolo de “Lo Zingaro” Mickey O’Neil

Snatch (Guy Ritchie, 2000).

Ti piacciono i coni?

Mickey, con la sua assurda pronuncia, intendeva i cani. Anche se è simpatico e fedele il modo in cui Pitt è stato doppiato in Snatch, la sua interpretazione ha veramente senso solo se vista in lingua originale (come quasi sempre accade), per apprezzare il lavoro che l’attore ha fatto sulla pronuncia, sull’intonazione e sull’abbinamento tra questi e il suo atteggiamento fisico. Questo è un primo esempio di parte nella quale Brad Pitt si scrolla di dosso se stesso per vestire fedelmente i panni del personaggio.

E parlando di Brad Pitt, cioè di uno di quegli attori che sullo schermo porta inevitabilmente con sé la connotazione di divo di Hollywood, l’impresa non è mai semplice.

Invece, lo Zingaro diventa uno dei più grandi successi dell’attore: è un abilissimo pugile di incontri clandestini di origine rumena, un po’ ingenuo e con una pronuncia assurda. Snatch è il secondo folle lungometraggio di Guy Ritchie, che attraverso un noir atipico ci fa addentrare in un frenetico mondo di criminali, trafficanti di diamanti, incontri clandestini e vendette a sangue freddo.

Il ritmo del film è quasi incontrollato, il cast è di prim’ordine: Benicio del Toro, Stephen Graham, un sorprendente Jason Statham e ovviamente Brad Pitt, che non solo si inserisce tra questi grandi nomi, ma offre probabilmente la miglior interpretazione dell’intera pellicola. La scena (qui il link per guardarla) in cui il personaggio di Mickey si dispera perché dei criminali hanno dato fuoco alla sua roulotte è probabilmente la migliore di tutto il film: rallenta il ritmo, crea forte empatia, e l’impatto emotivo offerto dall’interpretazione di Pitt è straordinario.

Matteo Melis
"Il segno è qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcos'altro, sotto certi aspetti o capacità" (C. Sanders Peirce)

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