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Le terrificanti avventure di Sabrina – Dove eravamo rimasti?

(L’articolo contiene spoiler)

Nell’ormai lontano 2018 Netflix decise di ampliare il suo già ricco catalogo di serie tv con un progetto, almeno all’apparenza, interessante e innovativo: Le terrificanti avventure di Sabrina, tratto dall’omonima collana a fumetti.

Un adattamento in chiave horror delle avventure della strega adolescente sembrava infatti perfetto per il target teen del colosso dello streaming. Nelle due stagioni della serie (divise ulteriormente in quattro parti), però, le derive trash e a tratti incoerenti hanno preso decisamente il sopravvento.

Ma dove era rimasta Sabrina? In attesa dell’uscita dell’ultima parte il 31 dicembre, un riepilogo della più confusa delle sezioni può essere decisamente utile.

Nel corso della storia la giovane protagonista (Kiernan Shipka) ha cercato in tutti i modi di far convivere le sue due nature. Cresciuta dalle sue due zie, Hilda (Lucy Davis) e Zelda (Miranda Otto), scopre ben presto le conseguenze dell’appartenere alla Chiesa della Notte. E dopo essersi ribellata alla volontà del Signore Oscuro, accetta finalmente di essere (anche) una strega, decidendo di frequentare l’Accademia delle Arti Occulte. Allo stesso tempo continua a rivendicare il suo desiderio di condurre un’esistenza da teenager, con tutti i drammi e i problemi tipici di quell’età.

La scoperta di essere la figlia di Lucifero scombinerà i suoi piani, costringendola a confrontarsi con la possibilità concreta di non poter tenere più separate le sue due vite.

Il 31 dicembre verrà caricata su Netflix la quarta e ultima parte de Le terrificanti avventure di Sabrina. Ma dove eravamo rimasti?
Alla ricerca di un po’ di normalità e spensieratezza, Sabrina e Rosalind diventano cheerleader.

La terza stagione affronta quindi la presa di responsabilità – e coscienza – della giovane Sabrina, aiutata in questo percorso dai suoi migliori amici, Harvey (Ross Lynch), Rosalind (Jaz Sinclair) e Theo (Lachlan Watson). Con il loro prezioso aiuto, la ragazza riuscirà a scendere nell’Inferno e a riportare indietro il suo fidanzato stregone Nicholas (Gavin Leatherwood), divenuto il corpo ospitante di Lucifero alla fine della seconda parte della serie.

E se questa sinossi può sembrare lineare e coerente, il resto della trama complica decisamente gli avvenimenti: dopo aver liberato il ragazzo già alla fine del primo episodio, Sabrina affronterà molti altri nemici, fra cui Padre Blackwood, Caliban, principe dell’Inferno, e persino i Pagani. Ma procediamo con ordine.

Nel corso di questa stagione la protagonista decide, ancora una volta, di non sottostare completamente alle regole, nonostante gli avvertimenti di Lilith (Michelle Gomez), divenuta la reggente della corona. Incappando così nella furia delle orde infernali, le quali decidono di detronizzarla plasmando nell’argilla un suo sostituto: Caliban (Sam Corlett).

Per rendere legittima la sua incoronazione, il giovane pretendente sfiderà la sovrana nella ricerca della regalia infernale, composta da tra artefatti: la corona di Erode, la bacinella di Ponzio Pilato e i trenta denari di Giuda, custoditi da Vlad L’Impalatore, il padre dei vampiri.

Chi vincerà la querelle, potrà regnare negli Inferi.

E se la presenza di personaggi totalmente estranei a qualsiasi logica può far storcere il naso, ciò che succede nel resto della stagione fa crollare definitivamente le aspettative di trovare un senso alla trama. Mentre la ragazza è impegnata in questa ricerca, Lucifero attacca la sua Congrega privandola dei poteri; ma il reale pericolo è costituto dai Pagani, setta che da secoli cerca una terra e una comunità da sterminare per far risorgere il proprio Dio.

Il 31 dicembre verrà caricata su Netflix la quarta e ultima parte de Le terrificanti avventure di Sabrina. Ma dove eravamo rimasti?
Sabrina e i suoi amici insieme alla new entry Robin (Jonathan Whitesell), membro dei Pagani unitosi al gruppo per amore di Theo.

Travestiti da gestori di un luna park, giungono a Greendale: fra di loro vi sono Pan, la maga Circe e un’incantatrice di serpenti, ispirata dichiaratamente a Medusa. I quali riusciranno a uccidere tutti i personaggi principali della serie, a eccezione di Zelda e Prudence, già assassinate da padre Blackwood in cerca di vendetta.

Nel frattempo Sabrina perde la sfida e viene imprigionata da Caliban. Per poi essere risvegliata, dopo decenni, nientemeno che dalla se stessa del futuro. Il girone infernale  in cui si trova la ragazza, infatti, è rinchiuso in un perenne loop temporale, che permette alle due versioni di scambiarsi i ruoli.

Giunta sulla Terra, Sabrina scopre che in sua assenza sono tutti morti tranne suo cugino Ambrose (Chance Perdomo). E, nel corso di una frenetica e rocambolesca ultima puntata, ciò che era andato distrutto viene improbabilmente risanato: la strega infatti riesce a tornare indietro nel tempo e a salvare la sua famiglia, i suoi amici e la sua congrega.

Un lieto fine, dunque. Ma a Greendale ciò che appare non è mai ciò che è realmente: padre Blackwood infatti libera gli Orrori di Eldritch continuando a meditare vendetta.

Inoltre, la Sabrina del futuro propone alla se stessa dell’ormai presente di rimanere in vita entrambe: colei che ha anteposto la ricerca della regalia alla famiglia, diventerà la Regina degli Inferi; l’altra, tornata indietro per aiutare le persone che amava, continuerà la sua tranquilla vita da adolescente.

Il 31 dicembre verrà caricata su Netflix la quarta e ultima parte de Le terrificanti avventure di Sabrina. Ma dove eravamo rimasti?
L’incoronazione

Una terza parte fin troppo ricca e complessa: tra riti pagani, vendette sopite, magia voodoo e nuove pratiche religiose, i personaggi si muovono con una tale frenesia da rendere impossibile qualsiasi loro approfondimento psicologico. In puntate da sessanta minuti che condensano una trama che basterebbe per un’intera serie, solo Sabrina accenna qualche piccolo mutamento, che, però, viene poi miseramente compromesso dalla sua decisione di rischiare un collasso temporale per inseguire un suo stupido capriccio.

Con un processo che molto ricorda quello di un’altra serie fantasy, C’era una volta, Le terrificanti avventure di Sabrina spreca il suo ottimo potenziale iniziale per inseguire risvolti sempre più irrealistici e filoni che sarebbe stato impensabile vedere nella stessa narrazione.

Concentrandosi principalmente su Sabrina, la terza stagione oscura tutti gli altri protagonisti, fondamentali fino a quel momento per rendere la storia un perfetto racconto corale. Sebbene anche gli altri personaggi attraversino e affrontino nuove situazioni e condizioni, le loro storie non trovano il giusto spazio di sviluppo.

L’emancipazione di Prudence (Tati Gabrielle) dalle sue sorelle, i dubbi di Zelda sulla sua fede cieca e il suo aprirsi a nuove forme di magia e spiritualità (si convertirà al culto delle triplice dea greca Ecate), l’affrancarsi di Hilda dalla sua famiglia e il suo ricercare una dimensione più personale, i turbamenti di Harvey, Rosalind e Theo vengono, infatti, completamente lasciati sullo sfondo.

Ciò che manca in questa terza parte, quindi, è soprattutto una linearità stilistica e narrativa. Ogni puntata procede quasi autonomamente, alla ricerca di un senso generale che si fa sempre più confuso e caotico.

Il 31 dicembre verrà caricata su Netflix la quarta e ultima parte de Le terrificanti avventure di Sabrina. Ma dove eravamo rimasti?
Mambo Marie (Skye P. Marshall), sacerdotessa voodoo che minerà le credenze di Prudence e Zelda.

La scelta di cancellare Le terrificanti avventure di Sabrina dopo la quarta stagione si rivela dunque la più saggia.

Difficile, infatti, immaginare cosa altro si sarebbe potuto aggiungere che non sia stato già inserito. Lo sdoppiamento di Sabrina ha sancito un punto di non ritorno, rimanendo l’unica reale questione in sospeso da dover risolvere.

Dopo salti temporali e nemici di ogni sorta, l’unica speranza è che si riesca a raggiungere un lieto fine coerente e privo di altre sorprese. Possibilmente per tutti i personaggi.

Leggi anche: Le terrificanti avventure di Sabrina – La discrepanza tra Potenza e Atto

Claudia Silvestri
26 anni, laureata in Lettere moderne alla triennale e in Scienze dello Spettacolo alla magistrale. Guardo di tutto e mi appassiono ad ogni genere, dal film d’autore fino ai cinecomics. Se non sapete dove trovarmi, probabilmente sono in sala a gustarmi un nuovo film.

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