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Euphoria Special Episode: Rue – Qualcosa in cui credere

Lo special natalizio di Euphoria ha confermato pienamente le altissime aspettative che si erano create dopo l’ottima prima stagione. Perfettamente in coerenza con la narrazione mostrata, questo episodio racconta l’importanza delle parole e la potenza che ne deriva. È, infatti, una lunga conversazione tra la protagonista, Rue e il suo sponsor, Alí. In una tavola calda il giorno di Natale, i due soggetti dell’episodio immergono nella semplicità di un’amichevole chiacchierata il dramma delle rispettive vite, senza però risultare fuori luogo agli occhi dello spettatore.

Euphoria – L’amore conta

Nel vortice pericoloso dell’amore, la depressione di Rue trova terreno fertile a causa del suo rapporto con Jules e rappresenta una delle sue più grandi fragilità. Nelle parole della protagonista, Alí avverte il senso di rassegnazione e la mancanza di volontà che caratterizza un tossicodipendente durante le sue crisi di astinenza. E Rue, dopo averlo inizialmente negato, ammette di aver assunto nuovamente delle droghe e di non aver fatto nulla perché ciò non accadesse.

Il suo malessere sentimentale diventa un parafulmine per la situazione, non offrendo una soluzione, ma scaricando nel modo più diretto la responsabilità della riabilitazione. La sua giustificazione trova, però, un grande ostacolo nella dura verità delle parole di Alí, che pone agli occhi di Rue la realtà del suo rapporto con Jules, la libertà dei sentimenti, la complessità delle relazioni e l’importanza del dialogo. Lo sponsor mette a nudo i pensieri della ragazza non solo davanti allo spettatore, ma soprattutto davanti a se stessa. Rue si trova, infatti, a non auto-alimentare il proprio dramma amoroso, ma a capirne le radici, la struttura, la possibilità di trovare una logica in grado di colmare la distanza tra le due giovani.

Questo articolo è un'ode alla forza delle parole e al racconto di Euphoria. Soffermiamoci, però, sul suo special natalizio...
Rue

Il monito di Alí smuove la coscienza di Rue, perché mostra la fragilità del suo continuo esporsi alla dipendenza, non solo dalle sostanze, ma anche dalle persone. Questo è un messaggio universale che abbatte la quarta parete, perché passa dal microcosmo della protagonista, al macrocosmo di chi si trova a osservare la narrazione. È l’inevitabile lezione della vita, che pone l’individualità non come mezzo per l’altro, ma come fine per l’unione di più individui.

Euphoria – La storia di Alí

Se una delle cose più emozionanti per un figlio è ricalcare le orme del proprio padre, allora arrivare ad assomigliare a qualcuno che si è sempre odiato rappresenta una vera e propria condanna. Questa è la storia di Alí che, dopo aver odiato il proprio padre per essere sempre stato un violento, si ritrova a emularlo agli occhi della propria famiglia. La parabola esistenziale dello sponsor di Rue non è il semplice racconto del fallimento e della conseguente risalita, perché mostra la complessità del rapporto dell’uomo con le sue paure.

La vita di Alí non è solo fatta di errori, tempo perso, riabilitazioni e sofferenza, ma è quello che bisogna raccontare a Rue e a chi, come lei, ha bisogno di sentirsi accettata. Col passare dei minuti, il suo dramma assume una centralità che non può essere casuale, perché sottolinea che la vita è piena di ostacoli, per ogni singolo individuo sulla terra, ma che ciò non significa che non si possa andare avanti, migliorare.

Questo articolo è un'ode alla forza delle parole e al racconto di Euphoria. Soffermiamoci, però, sul suo special natalizio...
Alì

Il suo passato non è quello di un sopravvissuto, perché Alí non è riuscito a sopravvivere, ha perso una vita, ma ha lottato, ha creduto in una seconda possibilità e, infine, l’ha meritata per se stesso e per i suoi cari. La splendida telefonata con i suoi affetti rappresenta forse la scena più emozionante dell’episodio, perché alle lacrime di Rue sulle note di Me in 20 years di Mosey Sumney si contrappone la gioia di Alí nell’ascoltare la voce dei suoi figli e dei suoi nipoti. Nel giorno in cui la gioia rappresentata una priorità assoluta, la lezione di Alí rappresenta il vero dono del Natale, perché mostra con estrema sincerità quanto sia difficile rialzarsi.

Euphoria – «Credi nella poesia»

Alí ripete più volte alla sua giovane amica di credere in qualcosa, di abbracciare una fede. Nonostante l’iniziale scetticismo di Rue e il confronto sull’importanza della religione, l’insegnamento dello sponsor assume una rilevanza quasi essenziale per il fine della vicenda, perché riassume il motivo principale per cui la riabilitazione della protagonista possa realizzarsi, possa farcela realmente. In un caffè semivuoto, il giorno di Natale, Alí insegna a Rue che bisogna credere per ritrovare la via, per riabbracciare uno spiraglio di felicità e per dimenticare l’impotenza delle droghe.

«Believe in poetry» ripete, con decisione, pathos, senza retorica e lontano da qualsiasi tipo di qualunquismo. La poesia che sottintende Alí non è però la forma letteraria a cui si potrebbe facilmente pensare, ma assume una valenza, forse, ancora più eterna. Alí spinge Rue a credere nelle parole, nella bellezza di fidarsi dell’altro, nell’intimità di una confidenza, nel calore di un abbraccio e nell’intensità di un bacio.

Il messaggio di Alí è un invito a smettere di pensare di essere soli in ogni battaglia, ad accettare l’aiuto degli altri e a innamorarsi delle seconde possibilità che la vita, per fortuna, non nega mai. Questo primo speciale natalizio di Euphoria è una metafora estremamente importante, perché in un periodo in cui si parla tanto e si ascolta poco, invita i personaggi e lo spettatore stesso a riscoprire il potere delle parole e a credere in ciò che rappresentano.

Leggi anche: The English Game – Non è un gioco per gentiluomini

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