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Il Piccolo Principe e l’essenza del vivere

«Sei anni fa ebbi un incidente col mio aeroplano nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me né un meccanico, né dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto. Era una questione di vita o di morte, perché avevo acqua da bere solo per una settimana…Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?”… E fu così che feci la conoscenza del piccolo principe».

(Antoine De Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe)

Chi non conosce la magica storia del piccolo principe? Chi non si è emozionato leggendo quanta dedizione avesse quel ragazzino per la sua rosa vanitosa? Quello del ragazzino dai capelli d’oro non è solo un racconto per bambini, ma è una nuova prospettiva per capire cosa conta veramente .

Il Piccolo Principe è una storia unica nel suo genere e proprio per questo impossibile da imitare o ricreare. Almeno fino al 2015, anno in cui Mark Osborne ha realizzato la versione animata dell’opera.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe

In questo articolo non ci soffermeremo solo sulle differenze tra il libro e il cartone, ma cercheremo di analizzare gli insegnamenti di questo misterioso bambino che abita su un pianeta poco più grande di lui, cercando di cogliere l’essenziale che, come si sa, è invisibile agli occhi.

Guardando le prime scene potremmo sentirci spaesati, tanto da chiederci se abbiamo messo il cartone giusto: la storia infatti è stata stravolta, pur continuando a rispettare quei valori tanto cari a Exupéry.

All’inizio, infatti, non vedremo l’aviatore che è costretto ad atterrare nel deserto a causa di un guasto al motore del suo aeroplano, ma una bambina che veste i panni di un’adulta, che ha le stesse responsabilità di un’adulta e che non ha vissuto appieno la sua infanzia.

La bambina vive una vita schematizzata e grigia, le sue giornate sono organizzate secondo una rigida tabella che non prevede attimi di svago. La madre mira a farla entrare in una scuola prestigiosa affinché possa avere un futuro brillante, ma dietro questa severa organizzazione si nasconde un senso di insicurezza e fragilità.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe – la bambina e la madre

Il personaggio della madre è emblema di una realtà in cui l’egoismo prevale su ogni cosa e ognuno pensa esclusivamente a sé. La madre fa capire alla figlia che se vorrà sopravvivere nel grigio mondo dei ‘grandi’ dovrà avere un futuro brillante e, per riuscire nell’impresa, non potrà sperare nell’aiuto di nessuno.

È la legge dell’ homo homini lupus.

Tutto è grigio, dalle case al cielo e la bambina sembra non avvertire la necessità del colore, almeno fino a quando non incontrerà l’aviatore che, insieme al piccolo principe, entrerà nella sua vita come un arcobaleno.

Sono passati molti anni dal suo incontro con il piccolo principe e, anche se ormai ha i capelli bianchi, non ha mai dimenticato quel bambino speciale che gli ha ricordato cosa conta veramente nella vita: ed è a questo punto che la storia ha inizio.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe – la bambina e l’aviatore

Gli insegnamenti del Piccolo Principe

Ogni mattina il piccolo principe si prende cura del suo pianeta. Eradica dalle radici i germogli di baobab per evitare che il gigantesco albero cresca fino a invadere completamente il suo piccolo pianeta. Quello del piccolo principe è un lavoro faticoso, perché ogni giorno deve distinguere i semi di baobab da quelli delle rose, ma non si scoraggia e, con attenzione, continua questo suo lavoro meticoloso.

Quello che fa il piccolo principe dovremmo farlo anche noi, provando a eliminare dalla nostra vita le relazioni tossiche e tutti quei sentimenti che in qualche modo ci ostacolano, facendoci soffrire e rendendoci infelici e acidi.

Tutti abbiamo dei baobab nel cuore, dobbiamo solo avere la pazienza e la forza necessarie a liberarcene, lasciando spazio a tutto ciò che è bello e positivo per noi stessi e per le persone che ci stanno accanto.

 «Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda».

(Antoine De Saint-Exupéry – Il Piccolo Principe)

Il piccolo principe ama una rosa che non solo profuma e impreziosisce il suo pianeta, ma allevia la sua solitudine. Il piccolo principe si prende cura di lei ed esaudisce tutti i suoi bisogni, fino a quando non si stanca delle sue continue richieste di attenzione e se ne va. Questa sua scelta lo farà soffrire tanto e lo renderà malinconico.

Il piccolo principe non è stato in grado di capire quanto amore la sua piccola rosa provasse per lui: non riusciva a capire che oltre a impreziosire il suo pianeta, la sua presenza era riuscita a farlo sentire meno solo.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe e la rosa

Spesso noi sottovalutiamo le nostre rose e finiamo per dare per scontata la loro presenza. Così, alle prime difficoltà, nei momenti difficili o, semplicemente, quando siamo esasperati dai loro capricci, ci stanchiamo e le abbandoniamo. Ma prima di abbandonare le nostre rose dovremmo chiederci: «Quante cose fa per me questa rosa? Potrei vivere senza la sua presenza nella mia vita? Potrei essere felice senza di lei, senza dedicarle il mio tempo? Senza di me, la mia rosa sopravvivrebbe?».

Costruire una relazione non è semplice, ma se, dimenticando l’orgoglio, riuscissimo a concentrarci su quanto amore ci sia tra noi e l’altra persona, forse tutto sarebbe di gran lunga più facile.

 «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti».

(Antoine De Saint-Exupéry – Il Piccolo Principe)

Il piccolo principe conosce una volpe che non può giocare con lui in quanto non è ‘addomesticata’. Allora accetterà di addomesticarla e i due creeranno così un legame, pur essendo consapevoli che prima o poi dovranno separarsi e che, come tutti sanno, il distacco dai propri affetti causa sofferenza.

Dunque amare vuol dire soffrire? Non necessariamente, perché anche se le persone per un motivo o per un altro ci abbandonano, restano i ricordi dei giorni passati insieme. Chiunque entri nella nostra vita ci lascia una traccia nel cuore e, quando ci sentiremo tristi o tremendamente soli, queste tracce riemergeranno per farci sorridere, cancellando ogni tristezza.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe e la volpe

La volpe farà capire al piccolo principe che la sua rosa è unica al mondo perché è a lei sola che si è dedicato interamente. D’altronde, non è questo che rende speciali le nostre rose? Se abbiamo messo le nostre rose al centro della nostra vita, accettandone anche le spine, non vuol dire forse che le amiamo?

L’aviatore è assetato e il piccolo gli consiglia di andare a cercare un pozzo. L’uomo non riesce a credere alle sue orecchie: come può esserci un pozzo nel deserto? Ma, per accontentare il suo nuovo amico, comincia a camminare fino a quando non trova un pozzo per dissetarsi. Bere quell’acqua è gratificante, perché per trovarla sono stati impiegati tempo ed energie. L’insegnamento del piccolo principe è quello di utilizzare il nostro tempo per realizzare qualcosa di cui abbiamo bisogno.

Il Signor Principe

Passano i giorni e ormai la bambina è diventata amica dell’aviatore e, grazie alla sua storia, è riuscita a trovare tempo per la spensieratezza e per i colori, imparando a non prendere tutto sul serio e a riappropriarsi della sua infanzia perduta.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe – la bambina

Ed ecco che la storia viene stravolta nuovamente. L’aviatore presto dovrà lasciare la terra perché è molto malato, ma la bambina non lo accetta: si sente tradita e nella sua vita ritorna il grigiore opprimente che si vedeva all’inizio. Quando però il suo amico verrà ricoverato, si deciderà ad andare alla ricerca del piccolo principe, convinta che questo lo aiuterà a riprendersi.

Il bambino che era stato amico della volpe, però, è morto: è diventato un adulto in un mondo in cui non è possibile essere bambini, quasi fosse una colpa essere intrisi d’innocenza e altruismo, quasi fosse un reato mettere i propri sentimenti al primo posto.

Il bambino che abbiamo visto nella prima parte del cartone è diventato un uomo privo di sentimenti, un automa che teme l’uomo d’affari che pretende di possedere le stelle.

Fortunatamente la nostra giovane eroina riesce a far ricordare al Signor Principe cosa significhi essere bambini e cosa significhi vedere oltre.

A differenza del libro, questa volta il piccolo principe non solo aiuterà la protagonista, ma dovrà essere salvato a sua volta per ritrovare l’essenza della sua anima, per ricordarsi ciò che lui stesso aveva insegnato anni prima all’aviatore.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe e l’aviatore

Il pianeta del piccolo principe però è ormai invaso dai baobab, ma questo non vuol dire che sia troppo tardi per ricominciare da capo. Alle volte ci autoconvinciamo che non abbiamo più tempo per essere migliori solo perché la via del cambiamento spaventa, ma è proprio in quei momenti che dobbiamo sbracciarci per sradicare i baobab: perché non è mai tardi per costruire qualcosa di bello o per recuperare ciò che credevamo perduto.

Ma non è da soli che riusciamo a intraprendere la strada del cambiamento, abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci faccia aprire gli occhi: persino il piccolo principe ha avuto bisogno di una mano, così come l’aviatore molti anni prima.

Credo che il messaggio si chiaro: circondatevi sempre di persone belle, che ci siano per voi quando vi ritrovate immersi nelle profondità dei vostri errori o della vostra solitudine.

Il tema della morte

«Quando tu guarderai il cielo, la notte visto che abiterò in una di esse, visto che riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero».

(Antoine De Saint-Exupéry – Il Piccolo Principe)

Quando il piccolo principe ritorna sul suo pianeta apprende che la sua rosa è morta, ma questo non lo rattrista, perché la vedrà sempre riflessa nelle nuvole rosee che si vedono al tramonto.

La morte è da sempre qualcosa che va oltre la logica e la ragione, è un qualcosa che ci spiazza e che ci strazia. Non è facile da accettare, non lo è mai. Nemmeno l’aviatore riusciva a sopportare il fatto che il suo ometto l’avesse abbandonato. Ma se riuscissimo a immaginare quella persona felice e magari con una rosa che gli fa compagnia, allora vedremmo il suo sorriso nel cielo stellato.

Il Piccolo Principe non smette mai di affascinare e anche noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio alla scoperta dei suoi insegnamenti.
Il Piccolo Principe – la bambina e l’aviatore

E quando potete, vi prego, fermatevi a osservare le stelle in tutto il loro splendore e, se quando lo farete avrete messo in pratica tutti gli insegnamenti del Piccolo Principe, vorrà dire che anche loro, sicuramente, vi staranno sorridendo…

«E quando ti senti sola riempi la mente
Alza gli occhi nel cielo, rinchiuditi sempre
Tra l’eleganza delle stelle».

(Ultimo – L’eleganza delle stelle)

Leggi anche: Coco – Aldilà dei ricordi

Alessandra Cinà
Classe 2001 ,studentessa di lingue e letterature straniere, appassionata di :cinema, arte, musica e letteratura. Orgogliosamente palermitana

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