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Winx – Dal cartone animato alla metamorfosi Netflix

«Winx! La tua mano nella mia, più forza ci darà, uno sguardo e vinceremo insieme, Winx!»

Chi tra le millennials italiane non ha mai cantato a squarciagola la sigla delle Winx o sognato di essere una fata, di studiare ad Alfea e fare parte del Winx Club, nell’ormai lontano 2004, tra un succo di frutta e una fetta di pane e nutella, incollata a Rai 2?

Fate: The Winx Saga. La metamorfosi delle fate millennials di Igino Staffi, dal cartone animato al teen drama dark della big family Netflix.
Winx Club

Ecco, prendete il ricordo infantile della serie TV animata ideata da Igino Straffi e immergetela completamente in una dimensione dark.

È quello che ha fatto, con la collaborazione di Straffi, Bryan Young (The Vampire Diaries) in Fate: The Winx Saga, prodotto della big family Netflix, disponibile sulla piattaforma dal 22 gennaio. Sulla scia delle serie teen drama e dark disponibili sul catalogo, come Sabrina, un’altra trasposizione stravolta della sitcom anni ’90 Sabrina, vita da strega, Fate lascia comunque il segno, ponendoci in attesa di una seconda stagione.

Il cartone animato e la serie Netflix sono due prodotti distinti, pensati e prodotti in due periodi diversi per un target diverso. Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha non esistono più come innocenti creature fatate, in cui una bambina delle scuole elementari proietta un ipotetico gruppo di migliori amiche con le quali combattere i cattivi e parlare di ragazzi.

Le adolescenti di Fate: The Winx Saga sono personaggi che rispecchiano perfettamente i pregi e i difetti, le speranze e le paure delle sedicenni del 2021.

Fate: The Winx Saga. La metamorfosi delle fate millennials di Igino Staffi, dal cartone animato al teen drama dark della big family Netflix.
Bloom

La protagonista è sempre Bloom, interpretata da Abigail Cowen (già nella citata Sabrina), dai capelli rosso fuoco. Come nel cartone, Bloom ha vissuto fino ad ora ignara dei propri poteri sulla Terra. Tuttavia, se nella serie italiana è un incontro casuale con Stella nel parco di Gardenia a portare alla luce la natura di fata, su Netflix Bloom è già dal primo episodio ad Alfea. È la direttrice Farah Dowling ad aver scoperto la sua vera natura, nonostante non vengano chiarite le dinamiche.

Inoltre, nella serie TV è stato stravolto il personaggio di Flora, che si chiama Terra, ma che sostiene di avere una cugina di nome Flora. Invece, almeno fino alla prima stagione composta da sei episodi, è stata tagliata fuori Tecna.

Fata della tecnologia, Tecna nel cartone animato appare fin dall’inizio, a differenza di Aisha. Su Netflix, nonostante non sia una principessa come nella serie animata, Aisha è subito coinquilina e amica di Bloom. Inoltre, gli specialisti sono nella stessa scuola delle fate e Bloom, Stella e Sky sono coinvolti in un triangolo amoroso.

Le malvagie streghe Trix infine sono state sostituite dalla sola antagonista Bellatrix, una fata. Un ruolo ambiguo e un personaggio sicuramente interessante.

Fate: The Winx Saga. La metamorfosi delle fate millennials di Igino Staffi, dal cartone animato al teen drama dark della big family Netflix.
Fate: The Winx Saga

La serie TV, nonostante le differenze palesi e ovvie dal cartone, che creano sicuramente quella patina di nostalgia canaglia nella generazione di ragazze ormai ultraventenni che sognavano a occhi aperti di essere Bloom o un altro membro dell’esclusivo Winx Club, si fa vedere e incuriosisce, lasciando degli enigmi che convergono in un finale aperto, aspettando la successiva stagione.

Punto a favore è l’attualizzazione dei personaggi. I social, Instagram in primis, ricoprono una funzione fondamentale e rispecchiano alla perfezione il modus vivendi dei teen, soprattutto le insicurezze. I ragazzi e le ragazze non sono più modelli perfetti di comportamento. Realistici, giocano a beer pong, si ubriacano e fanno le prime esperienze sessuali. Provano gelosia, rabbia, amore. Sbagliano e cercano di rimediare. Fatati, ma umani.

Ovviamente, il tutto avviene sotto il segno del noir (come già nelle ormai affermate Élite Riverdale) e del fantasy, che permette una via di evasione dalla grigia quotidianità.

Infine, il fatto che Musa, nel cartone fata della musica, abbia il potere dell’empatia è un risvolto positivo, che palesa la bellezza di questa qualità umana, profondamente magica.

Leggi anche: Nausicaa – La prima eroina di Miyazaki

Camilla Giordano
Classe 1995, genovese, appassionata di cinema, viaggi e poesia.

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