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Euphoria Special Episode: Jules – Bella come l’oceano

Dopo il primo speciale di Natale incentrato sulla figura di Rue e sul potere delle parole, questo secondo episodio non delude affatto le aspettative, aggiungendo un ulteriore tassello allo splendido puzzle narrativo che il mondo di Euphoria sta disegnando.
Perfettamente in linea con il precedente messaggio di speranza di credere nella poesia, questa seconda metà rappresenta l’atto stesso di quell’astrazione, perché pone al centro della sua storia il personaggio di Jules e le sue fragilità.

L’eredità di Alì e Rue viene, infatti, raccolta da Jules e dalla sua psicologa, permettendo allo spettatore di Euphoria di assorbire nel modo più diretto possibile il fine ultimo di tutto ciò.

Nell’arco della conversazione Jules viene messa completamente a nudo e arriva, inevitabilmente, a mostrare lati del suo personaggio che evidenziano delle crepe emotive fondamentali per comprenderne l’essenza stessa.

Il rapporto con l’altro

Nella ricerca continua della propria identità, ci si interroga spesso su chi si debba essere con gli altri per non apparire sbagliati, fuori luogo, strani. L’accettazione di sé durante l’adolescenza è probabilmente una delle dinamiche più rappresentate dai teen drama, ma in questo caso specifico le parole di Jules riguardo il suo rapporto con le altre ragazze non possono essere banalizzate.

Emerge, infatti, come il confronto con l’altro durante un percorso di transizione come il suo, sia particolarmente importante per trovare non solo il proprio posto nel mondo, ma anche una vera e propria svolta esistenziale.

Non è un caso che le difficoltà relazionali di Jules derivino non direttamente dall’identificazione del proprio io, ma dalla sua collocazione in relazione alla gerarchia sociale degli individui che si incontrano.

In questa parte iniziale della conversazione Jules racconta degli sguardi, dei commenti, dei dispiaceri, delle delusioni che nel corso del tempo ha dovuto subire per la propria scelta di vita.

La profondità delle sue emozioni è particolarmente importante nell’edificazione della sua fragilità che, nel racconto di Euphoria, viene dipinta non solo come esempio di bellezza per l’emarginato, ma soprattutto come mezzo per accettarsi fino in fondo.

La fragilità di Jules di Euphoria rappresenta l'instabilità di una generazione che vive continuamente tra desideri e dubbi esistenziali.
Jules

Jules: «Sento che la vita reale è sempre una delusione. È solo che è più facile parlare con le persone online. Puoi essere più aperta e sincera, e anche vulnerabile. Probabilmente è quello che mi attrae davvero. Forse è quello che mi affascina. Il fatto che non è reale, ed è tutta una fantasia».

Rue e la madre

Le motivazioni del comportamento di Jules nei confronti di Rue vengono completamente rivelate in questo episodio, attraverso un parallelismo con la madre fondamentale per la crescita del personaggio. Jules analizza la tossicodipendenza di Rue e il suo ruolo all’interno della relazione, con parole cariche di responsabilità, che aumentano inevitabilmente la pressione per le sue azioni.

Il fatto che Jules debba essere la guida, ma anche l’ancora di salvezza per Rue, appare come un nuovo punto di vista su questo personaggio, perché lo solleva dalle critiche per la scelta di fuggire nel finale della stagione.

Jules ammette di aver forse inconsciamente paragonato la situazione di Rue a quella della madre, arrivando inevitabilmente ad allontanarsi per non soffrire nuovamente davanti a una degenerazione dei suoi punti di riferimento.
La paura dell’abbandono prende il sopravvento nella gestione dei suoi sentimenti, avviando quel processo di paralisi emotiva che già conosce. Il paragone tra Rue e la madre rivela però anche la bellezza di essere amata senza filtri, perché Jules ammette che lo sguardo di Rue le trasmette quel calore che solo chi ama davvero, come appunto una madre, può dare.

La fragilità di Jules di Euphoria rappresenta l'instabilità di una generazione che vive continuamente tra desideri e dubbi esistenziali.
Jules e Rue

Tra presente e passato

Costantemente in bilico tra le parole di Jules e le sue emozioni, l’episodio è costruito visivamente sulla contrapposizione continua tra l’immaginazione della protagonista e i suoi ricordi. Tutto ciò porta inevitabilmente lo spettatore in un viaggio nella psiche di Jules, perché mostra le motivazioni delle sue scelte e i turbamenti dei suoi desideri. Il lungo confronto con la psicologa delinea un nuovo ritratto di questo personaggio che non può essere interpretato come una rivalutazione, bensì come il completamento di una complessa entità emotiva.

Jules: «È vero, si io sono qui. Sono qui ma lei sta guardando un milione di strati di altre persone che ho afferrato e a cui mi sono aggrappata per tutta la vita e questo è, terrificante. Le spiego, quando dico “me” mi riferisco, mi riferisco alla me di cui parlavo un minuto fa. La me che sta sotto un milione strati di non me».

Euphoria si conferma, ancora una volta, uno dei prodotti più interessanti degli ultimi anni in grado di raccontare il labirinto esistenziale della generazione Z, senza cadere nelle più banali semplificazioni e affidandosi completamente al racconto della verità. Il messaggio di questi episodi speciali per Natale e per il nuovo anno sono un inno alla vita piena di speranza, amore, comprensione e coraggio, senza però dimenticare l’importanza degli errori e del dolore che ne deriva.

Leggi anche: Euphoria Special Episode: Rue – Qualcosa in cui credere

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