WeShort.

Le parole sono importanti.
Sono le magie più potenti.
“Cinema” è una di quelle, piena di rami e radici.
Un’arte, un linguaggio che ha reso democratico l’accesso all’intrattenimento diventando un caleidoscopio di racconti, ricordi, sogni, paure e desideri, emozioni e movimento. Ma come nasce tutto questo? Pochi si ricordano che il cinema nacque dal formato breve, da quel treno dei Lumière e quella luna di Méliès.

Fratelli Lumière
Le voyage dans la lune (1902) di Georges Méliès

Le radici che hanno dato vita all’arte delle immagini-movimento sono varie: intorno alla fine del XIX secolo i fratelli Lumière, Filoteo Alberini, ed Edison in vari luoghi del mondo, senza rendersene davvero conto, gettavano le basi per una rivoluzione indelebile. A cavallo tra i due secoli George Albert Smith, Alice Guy-Blaché, Edwin Stanton, Elvira Notari e tanti altri determineranno tecniche filmiche tutt’ora essenziali.

Per i primi vent’anni dalla nascita del cinema (la data canonica è il 1895), la durata usuale della pellicola aveva il metraggio di quello che oggi considereremmo un cortometraggio. Di fatto il “film” per il pubblico era normalmente ciò che oggi è considerato il corto, il lungo non esisteva ancora. Oggi non sarebbe neanche più corretto usare questa espressione, metraggio, più adatto alla pellicola, mentre in digitale sarebbe più corretto chiamarlo “short bits”, per azzardare un neologismo.

Incredibile come dopo quasi centocinquant’anni questo “breve” formato resista ancora, nonostante non sia mai stato adottato come prodotto di massa da parte del pubblico.
Si continuano a produrre ogni anno centinaia di migliaia di corti in tutto il mondo. Forse proprio per questa sua resilienza, nonostante sia stato spesso sminuito, il cortometraggio conserva ancora un fascino incredibile.
Le sue peculiarità poetiche uniche, il suo futuro sono ancora da scrivere.

Studi di neuroscienze stimano che il livello d’attenzione delle persone sia drasticamente calato negli ultimi quindici anni, c’è chi dà la colpa ai social network, forse sì, forse no, io la vedo solo come una normale parabola evoluzionistica della mente umana. Biologicamente la mente si evolve, si evolvono i bisogni e vanno adeguati i mezzi per soddisfarli.

Cinepresa

Spesso trattato come palestra per registi e come esercizio o come mezzo per essere conosciuti per gli attori dal mondo del cinema, in verità la nicchia del corto è diventata un laghetto felice per molti che svolgono umilmente questo mestiere, in maniera anche artigianale, rilasciando al mondo piccole perle di rara bellezza che oggi risiedono, silenti, immerse negli oceani immensi di piattaforme come YouTube e Vimeo, o nei meandri di un hard disk.

Ma quando faccio un film breve quindi non lo faccio pensando al pubblico, se di pubblico non ce n’è? Mi chiedo. In genere quando si realizza qualcosa, si vuole comunicare a qualcuno o più.

Ma nel caso dei corti, questo qualcuno chi è? La folla generalista e distratta su YouTube o gli addetti ai lavori su Vimeo? Rifletto.

Probabilmente proprio per questo, rifiutandomi che il corto debba essere la via crucis di un aspirante regista o sceneggiatore, che debba morire nel suo compimento senza poter dar vita alla bellezza che forse nasconde, mi ribello.

Voglio provare a realizzare un sogno.

I cineasti di tutto il mondo sono abituati a vedere questo formato come qualcosa che non fa guadagnare, ma possiamo invece provare a immaginare il contrario? Cosa succederebbe se tutto d’un tratto si potesse guadagnare dal proprio corto così come si guadagna da un lungometraggio? E poi, è accertato che si guadagna sempre realizzando il lungometraggio? Questa mia riflessione non è provocatoria né tanto meno di parte, è solo una riflessione che stimola a vedere le cose in modo diverso.

Ritornando agli anni venti, o ancor prima, cosa veniva trasmesso nei primi cinema, i gloriosi Nickelodeon? Erano piccoli filmati di pochi minuti che puntavano a intrattenere il pubblico, che pagava poco, un nichelino, la moneta più piccola. Proprio partendo da quella moneta il mercato ha permesso al cinema di sviluppare poi i volumi d’affari che oggi conosciamo.

C’è bisogno di fare un passo indietro, guardare un attimo al passato, per poter scrivere il futuro.

Un progetto futuribile deriva anche dallo studio della storia, che è ciclica. Lo sarà anche per quanto riguarda il cinema?

Forse oggi parlando sempre di nuove uscite, box office e guerra dello streaming, abbiamo perso un po’ di vista la nascita delle cose, ci chiediamo quando torneremo nelle sale, ignorando che le sale già ancor prima della situazione del Covid-19 stavano vivendo un momento storico drammatico, che si perpetua almeno da dieci anni, per svariati motivi che analizzeremo magari in altri articoli.

Ma cosa deriva da tutto questo? Innovazione. Ecco la parola magica, innovare. Questa commistione di sentimenti, di creatività e competenze mi porta a fare un passo importante e molto sentito, fatte le considerazioni precedenti, sento di avere qualcosa da dire nel mondo del cinema e così ho fondato la mia startup innovativa con base in Puglia, in una ridente città a nord di Bari di nome Bisceglie, città dove abito e dove sono cresciuto.

WeShort è il nome della startup e punta a diventare una nuova frontiera di fruizione di film brevi, non sopporto la parola cortometraggio, sottende carenza di pubblico e di ricavi.

Una frontiera che parte da una piattaforma on-demand, multi dispositivo, fruibile da tv, web e mobile.

Vorrei restituire qualcosa a chi ha donato a tutti noi ciò che più amiamo. Per citare Fellini, il cinema è luce, e aggiungerei che sono felice di pagare la bolletta.

WeShort nasce creando attorno a sé un clima democratico di serenità assoluta, senza conflitti, rivalità e gelosie. Nasce felice di poter dire qualcosa di diverso, mescolando storia, tradizione, innovazione e tecnologia, rimanendo su qualcosa che le persone oggi conoscono bene e sanno utilizzare: una piattaforma on-demand su base abbonamento, però nel nostro caso esclusivamente dedicata al cinema breve. Film corti, prezzi corti.

Sapevate che gli short film vengono premiati agli Oscar dagli anni cinquanta? Una lista di almeno quattro o cinque nominati Oscar all’anno per oltre settant’anni.

Avete idea di dove poter trovare queste opere? Di sicuro negli archivi della Academy, ma lo sforzo per il pubblico non è poco: si tratta di andare a pescarli da un archivio o avventurarsi in ricerche sul web, in bocca al lupo! Questo è un patrimonio che il pubblico merita di conoscere e di sicuro vorrebbe.

Stesso discorso vale per la miriade di corti stupendi disseminati qua e là tra piattaforme VOD generaliste, non a pagamento e ormai di dimensioni elefantesche, quindi non intenzionate a dare luce e visibilità a queste opere, ma trattandole come veri e propri lingotti d’oro forgiati dalla mente creativa e dalla collettività di un team. WeShort nasce anche per dare una scelta ai cineasti, dove volete stare con il vostro corto?

Inseriamo titoli nel catalogo attraverso una selezione effettuata da parte del comitato di selezione formato da esperti della materia, tra cui attore, regista, sceneggiatore, produttore, direttore di festival, direttore di rivista di settore, che selezionano le opere in maniera imparziale, opere alle quali si offre un contratto di distribuzione remunerato.

La produzione o il cineasta può proporre il proprio film breve a WeShort inviando il link da visionare alla email forward@weshort.com.

Ogni anno nel mondo vengono prodotti migliaia di film brevi bellissimi per i quali non vi è una reale offerta al pubblico. Come sarebbe invece se da cineasta potessi distribuire al pubblico pagante un prodotto di altissima qualità da inserire in un catalogo di prodotti scelti per un pubblico variegato e internazionale, fruibili in una piattaforma dove l’esperienza utente e i contenuti sono l’unica cosa che conta? Tutto cautelato dalla migliore tecnologia e comunicato nel modo adeguato?

Ti piacerebbe avere qualcuno dotato di un intero team specializzato che fa marketing per te promuovendo il tuo film breve?

Andiamo a vedere ancora più da vicino alcune dinamiche da parte del pubblico.

Quanto spesso oggi non abbiamo il tempo per riuscire a guardare un film di un’ora e mezza o due per intero senza avere la testa invasa da pensieri, il telefono che non squilla, le mille notifiche, e le altre variabili che ci circondano e le situazioni che dobbiamo affrontare magari tornati a casa dopo una giornata di lavoro? Bene, WeShort nasce anche per tutte quelle persone che vorrebbero guardare qualcosa di diverso e che possa essere allo stesso tempo definito grande cinema, anche se di breve durata. Il fatto che non vi siano stati spesi milioni e milioni non fa di questo formato un genere da accantonare o da trattare come minore.

Sarà forse una forma mentis che si è divulgata senza motivo. Vi invito a porvi questa domanda: perché io non guardo film brevi? Proviamo a darci qualche risposta. Non so dove trovarli. Nessuno mi ha mai detto che si possono guardare.
E siamo sicuri che scoprendoli non ce ne innamoreremo?

In fondo, le mie intenzioni sono quelle di riportare il Nickelodeon 2.0, una sala più evoluta che esca fuori da qualsiasi individualismo e che porti con sé un forte valore di condivisione, comunità e unione. In Short We Trust.

 

Che aspettate: https://www.weshort.com/app/main

 

Alessandro Loprieno Founder & CEO di WeShort