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Immagini per stati d’animo – Introduzione a Sofia Coppola

Prima di partire con l’introduzione a Sofia Coppola, una premessa è doverosa. Il panorama del nuovo cinema americano ha dovuto fare i conti con la presenza di poche registe che hanno raggiunto la fama dei loro omologhi maschili. Oggi le cose sembrano lievemente migliorare ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il lavoro di Sofia Coppola. Da venti anni a questa parte i suoi film risultano un punto di riferimento per le donne che fanno cinema. L’energia e la sensibilità femminile sono senz‘altro i punti di forza del suo modo di vedere e mostrare le cose, gli ambienti e i personaggi, insieme a una tendenza unica nel creare immagini per esprimere stati d’animo.

La famiglia Coppola

Il cognome di Sofia è uno di quelli che la porta ad essere definita una figlia d’arte e a rischiare di essere spazzata via dalla fama e dalla bravura di suo padre, Francis Ford Coppola. Fortunatamente, però, Sofia trova la sua strada e dà vita a un suo modo personale e originale di fare cinema che le consente di uscire dall’aura sacrale del padre.

Sofia Coppola con suo padre, Francis Ford Coppola

Sarebbe scorretto non sottolineare che in realtà nella sua famiglia il talento non manca. Infatti, già suo nonno Carmine Coppola è un premio Oscar per la colonna sonora del Padrino Parte II, suo padre Francis Ford non ha bisogno di presentazioni, bastano i suoi sei Oscar, suo fratello è Roman Coppola, sceneggiatore di fiducia di Wes Anderson e creatore della serie Mozart in the Jungle, sua zia, l’attrice Talia Shire, è stata l’Adriana nei film su Rocky Balboa e suo cugino è il premio Oscar Nicolas Cage. E questi sono solo alcuni dei talenti della famiglia Coppola.

«Io sono cresciuta con così tanti uomini nella mia famiglia italiana che forse l’idea che gli uomini siano forti mi ha condizionata. Della mia generazione in famiglia sono l’unica ragazza, i miei fratelli, i miei cugini sono tutti maschi. Forse coi film che faccio cerco di ristabilire un po’ di equilibrio, provo a far sentire una voce femminile».

(Sofia Coppola)

La carriera

La fama di Sofia inizia da neonata quando il padre la fa recitare nella scena del battesimo de Il Padrino (1972). Si susseguono piccole parti nel mondo del cinema, spesso nei film del padre. Ciò dà adito a frequenti critiche di nepotismo e recensioni negative. Tuttavia, la fama di Sofia Coppola è legata al mondo della regia. Lei infatti non ha mai nascosto la sua insofferenza per la recitazione. Una parte importante della sua vita pre-cinematografica è quella relativa alla moda e al design che poi diverranno alcuni dei marchi di fabbrica dei suoi film e del suo stile.

Il suo debutto avviene con Il giardino delle vergini suicide (1999) che la configura come una delle nuove voci più interessanti del nuovo millennio. Qualche anno dopo arriva quello che viene considerato da molti il suo capolavoro Lost in Traslation (2003), per cui si aggiudica l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale, a cui segue il film biografico in costume Marie Antoniette (2006). Quattro anni più tardi la giuria della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia presieduta da Quentin Tarantino decide di assegnare al suo Somewhere (2010) l’ambito Leone d’Oro.

Lost in Traslation – Sofia Coppola

Dirige successivamente il film Bling Ring (2013) sulla vicenda reale di una banda di giovani ladri operante fra il 2008 ed il 2009 a Hollywood nelle case di personaggi dello spettacolo. Dopo un periodo di pausa dal cinema torna con L’Inganno (2017), film su un soldato della guerra civile che viene trasportato e curato in un collegio di sole donne. Recentemente è uscito On the Rocks (2020) per la piattaforma streaming di Apple.

Marie Antoniette – Sofia Coppola

Lo stile e i marchi di fabbrica

I film di Sofia Coppola si distinguono per una sorta di attenzione ai dettagli che configura ogni pellicola come un assoluto universo a sé. C’è un sentimento di mistero e di poetica solitudine di fondo che pervade le opere della Coppola. Oltre che una attenzione ai costumi e al make-up degni di nota che non fanno altro che far brillare le immagini utilizzate per descrivere gli stati d’animo dei personaggi. Alcuni dei suoi marchi di fabbrica sono il fatto la quasi totalità dei suoi film sono girati su pellicola, il fatto che siano guidati non tanto da una trama ma da temi specifici, il suono in presa diretta, i colori pastello o tenui e la qualità pastosa dell’immagine, l’impiego della luce naturale.

Una caratteristica spicca su tutte: l’attitudine a raccontare gli stati emozionali dei personaggi non tanto coi dialoghi diretti ma con delle immagini studiate. L’attitudine alla rappresentazione visuale e la sensibilità femminile di Sofia Coppola fanno di lei una delle più importanti registe del XXI secolo.

Leggi anche: Lost in (her) traslation

Leggi anche: L’Inganno – Dove l’essere umano reprime, lì si sedimenta la Perversione

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