WeShort.

Perché spesso i cortometraggi sono sottovalutati, passano in secondo piano rispetto ai film e alle serie tv di cui ci innamoriamo, ma i contenuti che narrano non sono meno intensi.

Le schede di alcuni titoli potrebbero essere tranquillamente confrontate con film di autori importanti, celebri e storici; cortometraggi animati in particolare, come Il racconto dei racconti oppure The Fantastic flying books of Mr Morris Lessmore sono sofisticati, semplici,    poetici.

Intorno all’amore a prima vista ruota Paperman, facendoci sfrecciare per le vie di una metropoli caotica dove incontrare l’anima gemella sembra completamente impossibile; persino Salvador Dalì, con Destino in collaborazione con la Disney, diede vita a un corto animato ad alto tasso di surrealismo.

La durata di questi corti non raggiunge i trenta minuti, e il fatto che siano capaci di veicolare contenuti simbolici così soggettivamente salienti, non fa che accrescerne il valore.

Non sappiamo ancora come e attraverso quali opere We Short conquisterà la nostra attenzione, ma è probabile che si tratterà di qualcosa di originale, rivoluzionario e affascinante; come al solito, le immagini sono dalla nostra parte, e se siamo capaci di usarle in senso narrativo anche quelle dei corti sapranno arricchire la nostra anima.

Tra quantità e qualità, infatti, i corti ovviamente prediligono la seconda, e la loro magia, come c’insegna La Luna (corto che anticipava al cinema la visione di Inside Out), per conquistare il cuore di un essere umano e commuoverlo bastano poche, semplici frasi ad effetto.

WeShort: perché guardiamo corti e perché proprio animati?

Quello che ha a che fare con i corti in generale e i corti animati in particolare riguarda la magia che risveglia in noi la visione: l’animazione è una tecnica filmica che suggestiona perché esagera l’espressione dell’emotività umana. Creando empatia attraverso proiezioni e immedesimazioni con i protagonisti rappresentati, ciò che è animato diventa per noi la via maestra attraverso cui sondare le nostre risonanze interne rispetto a determinati eventi.

Quell’area che gli esperti di psicoanalisi chiamano transizionale, luogo simbolico tra il Me e il non-Me, si attiva quando ci immergiamo nelle narrazioni animate perché come nelle fiabe e nei racconti fantasy la storia ci trasporta in un luogo altro, dove esperienze del mondo reale assumono connotati verosimili, edulcorati e magicamente più digeribili.
In questo senso, tornare a vedere corti animati potrebbe essere un modo per riscoprire questa funzione contenitiva del cinema animato, riscoprendo a nostra volta il bambino che c’è in noi.

Non si sa cosa ci attende in futuro, ma WeShort sembra essere una risposta accattivante per un probema seducente: quando cresciamo, cosa resta di quell’ingenuità infantile così intollerabile e al tempo stesso così preziosa?

Un po’ alla volta, ricostruire questo bambino immaginario potrebbe non essere più così impossibile.

Ci sono già tantissimi titoli animati su questa piattaforma: Manen, Mice, a small story, Trail of Light sono solo alcune delle perle già in elenco.

A brevissimo, WeShort è pronta a fare la sua première, non perdetevela QUI.

 

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